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    06
    mag.
    2005

    Finalmente svelato il mistero della chiusura di radio a colori

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    SENATO DELLA REPUBBLICA 21 LUGLIO 2004 INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA Senatore Fabris al Ministro delle comunicazioni - Premesso: che aleggia una forte preoccupazione nei molti cittadini che da lungo tempo seguono una delle trasmissioni della radio italiana, segnatamente "La radio a colori" di Oliviero Beha, andata in onda sino all'11 giugno 2004 tutti i giorni su Radio Uno Rai; ... TESTO COMPLETO ? ------------ IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI 21 APRILE 2005 all'on.le Egidio Mauro Fabris Senatore della Repubblica Al riguardo si ritiene opportuno premettere che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l'operato della Rai per la parte riguardante la programmazione... ... TESTO COMPLETO ? ------------ Dunque c'? un Ministro che risponde nove mesi dopo. Dunque sono contemporaneamente un "grassatore" di ospiti radiofonici e un riconosciuto servitore dell'opinione pubblica. Dunque si ? semplicemente trattato della "soppressione" di una persona...------------------------

    SENATO DELLA REPUBBLICA
    21 LUGLIO 2004
    INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA
    Senatore Fabris al Ministro delle comunicazioni – Premesso:
    che aleggia una forte preoccupazione nei molti cittadini che da lungo tempo seguono una delle trasmissioni della radio italiana, segnatamente “La radio a colori” di Oliviero Beha, andata in onda sino all’11 giugno 2004 tutti i giorni su Radio Uno Rai;
    che tale trasmissione ha costituito un punto di riferimento importante per la segnalazione dei tanti guasti e problemi che incontrano i cittadini nel nostro Paese, spesso occupandosi anche di Internet e cyber rights;
    che la trasmissione “La radio a colori”, come ? noto, ? stata sospesa per tutta la stagione estiva e ad oggi non esiste alcuna garanzia di una sua riapertura nel mese di settembre;
    che, secondo notizie diffuse dalla stampa nazionale, sembrerebbe che, ufficialmente, la sospensione di tale trasmissione sia stata decisa per dare spazio alla programmazione sportiva degli Europei e delle Olimpiadi;
    che, pur tuttavia, avendo riguardo alla circostanza di fatto che al posto della programmazione di “La radio a colori” attualmente sul canale radiofonico Radio Uno Rai sta andando in onda una programmazione musicale, sembrerebbe, con tutta evidenza, che le ragioni di detta sospensione siano state altre;
    che in un recentissimo articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica” si rileva che la chiusura della trasmissione di Oliviero Beha sarebbe dipesa dalle richieste di chiarezza avanzate dal giornalista sulla questione della pubblicit? occulta nelle trasmissioni sportive della Rai;
    che il contratto di servizio sottoscritto tra la Rai e il Ministero delle comunicazioni prevede, all’articolo 1, che debba essere offerta “un’ampia gamma di programmi televisivi, radiofonici e multimediali, diretti alla totalit? degli utenti”;
    considerato:
    che la chiusura della versione stiva del programma “La radio a colori”, nonché il segnale implicito di non consentire la ripresa del programma neanche a partire da settembre 2004, potrebbe essere interpretato, in punto di fatto e di diritto, come una grave indicazione di arroganza e sfrontatezza politica capace di colpire tutti, a partire dagli stessi ascoltatori di cui si continuano a registrare, malgrado tutto, segnalazioni e commenti di apprezzamento circa l’eccellenza della trasmissione condotta da Oliviero Beha;
    che, pi? in particolare, in merito all’esclusione del programma radiofonico “La radio a colori” dal palinsesto estivo di Radio Uno Rai, numerose associazioni di consumatori – tra cui Federconsumatori, Intesa Consumatori e Adiconsum – hanno manifestato tutto il loro rammarico per la decisione, inspiegata e inspiegabile, di escludere dalla programmazione radiofonica estiva una voce professionalmente autentica, prestigiosa e unanimamente riconosciuta valida e corretta, come quella di Oliviero Beha,
    si chiede di sapere:
    quali siano i motivi per i quali, sia pur ammettendoche effettivamente sussisteva la mancanza di spazi di programmazione in coincidenza degli appuntamenti sportivi internazionali, non sia stata neanche minimamente ipotizzata una soluzione alternativa quale, ad esempio, una diversa fascia oraria di pari dignit?;
    quali siano i motivi per i quali attualmente, al posto della programmazione di “La radio a colori”, si sta trasmettendo un programma di intrattenimento musicale;
    se e quando la dirigenza della Rai conceder? ad Oliviero Beha l’opportunit? di essere ospitato in altri programmi privati;
    se il Ministro competente non ritenga che, a fornte di quanto rilevato nelle presente interrogazione, invece di chiudere un programma di pubblica utilit? come quello di “La radio a colori” si dovesse limitare, per i venti minuti normalmente concessi a Beha, lo spazio accordato ad uno dei tanti programmi di intrattenimento diffuso dalla rete pubblica;se non ritenga opportuno chiarire, per quanto di sua competenza, le reali ragioni che hanno spinto la dirigenza Rai a sospendere, se non addirittura a chiudere per sempre, il programma radiofonico “La radio a colori”;
    per quanto di sua competenza, se corrisponda al vero che la chiusura della trasmissione “La radio a colori” dipenda dalle richieste di chiarezza avanzate da Beha sulla questione relativa alla pubblicit? occulta nelle trasmissione sportive della Rai;
    se non ritenga che la chiusura di un programma di pubblica utilit? come quello condotto da Oliviero Beha costituisca l’ennesima dimostrazione di come bloccando il lavoro di valenti rappresentanti del giornalismo italiano si intenda annullare e, in qualche caso, inficiare la memoria storica del loro operato;
    se non ritenga che proprio annullando la “memoria” dei risultati e del lavoro dei giornalisti che hanno sempre svolto il loro lavoro con coscienza e professionalit? si vengano a creare, inevitabilmente, nuove ed inaccettabili dittature.————
    IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
    21 APRILE 2005
    all’on.le Egidio Mauro FABRIS
    Senatore della Repubblica
    Al riguardo si ritiene opportuno premettere che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l’operato della Rai per la parte riguardante la programmazione.
    Tale organo opera, come noto, nel quadro delle direttive e dei criteri formulati dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi a cui ? attribuita la materia dei controlli sulla programmazione della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A.
    Allo scopo, tuttavia, di disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dalla S.V. on.le si ? provveduto ad interessare la concessionaria RAI la quale, in relazione alla lamentata esclusione dal palinsesto Rai del programma “La radio a colori” condotto da Oliviero Beha, ha confermato la seguente dichiarazione resa, in data 18 gennaio 2005, alla Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, dal Dr. Socillo (direttore di Radio Uno e del Giornale Radio).
    “In merito ad Oliviero Beha la presente che, premesso che spetter? all’Azienda dare esecuzione alle decisioni del giudice del lavoro, per quanto lo riguarda ? fuori discussione che lo stesso Dr. Beha possa riprendere a condurre “La radio a colori”.
    Il comportamento del Dr. Beha, dal rifiuto di comunicare in anticipo gli argomenti al concedere il diritto di replica ai personaggi chiamati in causa nelle sue trasmissioni, non ? assolutamente conforme alla sua linea editoriale.
    Peraltro ? indubbia la funzione di servizio pubblico svolta da “La radio a colori” che ora ? rivestita dalla trasmissione “Lo ha detto la Radio”.
    Il Ministro————
    Dunque c’? un Ministro che risponde nove mesi dopo.
    Dunque sono contemporaneamente un “grassatore” di ospiti radiofonici e un riconosciuto servitore dell’opinione pubblica.
    Dunque si ? semplicemente trattato della “soppressione” di una persona dal momento che il servizio pubblico lo continuerebbe un’altra trasmissione.
    A proposito, sig. Ex Ministro, la citata trasmissione ha un altro nome. Per il resto tutto bene.
    [O.B.]————

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