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    30
    mag.
    2005

    Italia-africa: uno slogan in pi??

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    da www.articolo21.info di Jean-Baptiste Sourou Ha ancora senso seguire, per una settimana intera, da un capo all'altro di Roma, conferenze dove si inizia sempre dicendo che l'Africa conta per meno del 2 % nel commercio internazionale, che ogni mese, in Nigeria, per esempio, 60 mila bambini muoiono per malattie, dall'Aids alla malaria, per denutrizione oppure che lo stesso Paese ha un debito di 34 miliardi di dollari che lo costringono a pagare un miliardo e 700 milioni di dollari ogni anno cio? tre volte le risorse destinate dal gigante africano all'educazione e nove volte quelle dedicate alla sanit? pubblica?

    Ha senso davvero per parlare dell’Africa giocare sempre la carta dell’Afropessimismo? Italia-Africa a prima vista ha un sapore del genere. Gli organizzatori sembrano dire: guardateci l’Africa ve la raccontiamo noi, la conosciamo bene noi, nei suoi problemi, traumi e disastri. Sembra, ho scritto. Per?, quello che sembra non ? la realt?. Italia-Africa ha almeno il coraggio di parlare apertamente di un continente a cui si fa riferimento da questi parti specialmente nei casi di guerra, di Aids o di qualche giornata di festa interculturale. L’Africa ? molto di pi?. Sono Stati che in pochi anni stanno portando avanti l’esperienza democratica: ? il caso del Benin, del Senegal, del Mali, del Niger e del Sudafrica. Si nota anche una fioritura di stampa libera in molti Paesi che fino a qualche anno fa non possedevano che l’unica rete di radio, tv e giornale statali.
    La lotta contro la corruzione non ? certo facile in una nazione come la Nigeria,classificata sempre tra le pi? corrotte del mondo, per? Obansanjo non esita a licenziare ministri corrotti. Sono certo piccoli passi che vanno incoraggiati e sostenuti. Per cui gli organizzatori di Italia-Africa hanno un merito: rivelare i vari volti del continente e sensibilizzare l’opinione pubblica per ? dare un colpo al muro di silenzio che circonda l’Africa?. Parole di Walter Veltroni, Primo cittadino di Roma.
    Italia-Africa per altri organizzatori come la Comunit? di Sant?Egidio ? ?una necessit??. Significa che il tempo ? maturo per ?cominciare a pensare che l’Africa ? vicina?? un’alleanza ?perché l’Europa senza l’Africa non ha significato e perde qualunque funzione storica? l’Africa ? solo un altro grande mercato. E il continente nero senza l’Europa rischia di affondare in mezzo a due oceani. Sempre per Sant?Egidio, Italia-Africa ?? il modo in cui dall’opinione pubblica nasce un sentimento che diventa intelligenza per un’alleanza vera con l’Africa?.
    Viene comunque da chiedersi se all?Africa bisogna pensare solo una volta all?anno per una settimana, con una grande marcia e un mega concerto in piazza del Popolo. Gli organizzatori non si arrendono. Mario Marazzitti , portavoce di Sant?Egidio dice che ogni cittadino che si interessa dell?Africa deve mantenere una ferita: ?sapere che l?Africa ? un continente che senza la propria simpatia muore?. Secondo lui non ? accettabile che ci siano 30 milioni di persone infette di Aids senza le cure o che gran parte del continente sia senza acqua potabile. ?Sono cose non inaccettabili che come tali devono creare un cambiamento di mentalit? e di vita in noi stessi?, ha dichiarato. Propone di accorciare le distanze: ognuno pu? tassarsi di 1 Euro al giorno e sa che in questo modo nasce un bambino senza Aids da una madre seropositiva, oppure cominciare ad andare in Africa non solo per turismo. Ma gli preme soprattutto che i cittadini italiani ricordino al Governo che ? scandaloso l?azzeramento della cooperazione internazionale per lo sviluppo. Sono piccole gocce che possono rinfrescare l?Africa. Se Italia-Africa non vuole essere solo uno slogan in pi? o una festa interculturale di primavera deve essere come tessere un’alleanza quotidiana tra l’Africa e l’Europa. Ma l’Africa interessa ancora davvero qualcuno e se interessa per qual motivo?

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