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    10
    giu.
    2005

    Il wi-fi sbarca nella capitale

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    da www.punto-informatico.it Come funziona il Wi-Fi promesso dall'amministrazione comunale di Roma? Quali tecnologie vengono impiegate? Come si finanzia? PI ne parla con i promotori, e mette a nudo la via romana al wireless Certo, per l'Italia sarebbe proprio un bel sogno da realizzare: navigare gratuitamente seduti nel mezzo del verde di uno dei parchi pubblici di Roma, circondati dalla storia della nostra civilt?. Un bel sogno che ? gi? realt? nel resto del mondo tecnologico e che invece da noi (complice una legislazione assolutamente originale predisposta dal governo Berlusconi) fino a qualche giorno fa era vietato ed, oggi, invece possibile solo in parte.

    A realizzarlo ci prova per primo il Comune di Roma che, insieme ad un consorzio di imprese, dar? vita alla prima copertura Wi-Fi di uno spazio pubblico aperto. Roma senza fili, questo il nome dell’iniziativa, comincer? con i parchi pi? belli della capitale: inaugurazione prevista il prossimo 28 luglio per sperimentare la connessione da Villa Borghese. Sar? poi la volta, nei prossimi mesi, di Villa Ada, Villa Doria Pamphili, Villa Torlonia. Dal Comune fanno sapere che si tratta di una “presentazione che pu? servire a dare la scossa all’attuazione del progetto”, come dire che ora tutti sanno e bisogna lavorare ancora sodo per concretizzarlo. Ma si ? effettivamente ad un passo.

    Come nasce il progetto?
    “La disponibilit? di banda larga – spiega a Punto Informatico l’ingegner Francesco Loriga, ingegnere dell’assessorato semplificazione e comunicazione del Comune di Roma – ? considerato un elemento essenziale di efficienza nelle dotazioni infrastrutturali di un’area metropolitana. La banda larga apre notevoli opportunit? per le comunit? cittadine, per le amministrazioni locali e per le organizzazioni produttive sia dal lato della fruizione che dell’erogazione dei servizi. Per questa ragione la banda larga ? strategica per aumentare il livello di benessere e, nello stesso tempo, di competitivit? di aree urbane che hanno sempre pi? bisogno di gestire e condividere informazioni e comunicazioni. Le nuove tecnologie wireless costituiscono una componente strategica per una piena connettivit? alla banda larga”.

    Il modello Philadelphia
    Cose gi? capite e messe in pratica nelle pi? grandi citt? all’estero. Per questo l’amministrazione Veltroni tiene d’occhio i progetti pi? rilevanti come quelli di New York (Los Angeles sta realizzando un progetto simile) e Philadelphia, dove le amministrazioni comunali si accingono a far realizzare grandi infrastrutture Wi-Fi nel tessuto urbano. In entrambi i casi si ? attribuita particolare attenzione al ruolo pubblico e alla definizione di modelli di business che garantiscano la sostenibilit? e l’equit? dell’investimento pubblico, cos? come la continuit? nella futura gestione. New York, analogamente a Los Angeles, propone un modello di rete basata sulle esigenze di sicurezza della amministrazione comunale: dotare polizia e vigili del fuoco di palmari Wi-Fi per le applicazioni quotidiane. Philadelphia, invece, propone un modello di rete finalizzato a pi? scopi: dalle politiche di riduzione del digital divide, ai servizi e-gov fino al supporto alle attivit? commerciali.

    ?, infatti, molto probabile che anche a Roma si sfrutti il modello Philadelphia. “Con due differenti tipi di business model: Cooperative Wholesale e Non profit. Nel primo caso l’amministrazione comunale contratta gli sforzi economici di un operatore che gestisce la infrastruttura, nel secondo, invece, a gestire la infrastruttura ? una societ? non profit. La scelta della apposita commissione a Philadelphia ? caduta su un ibrido tra i due sistemi”.

    Ecco allora che, sebbene la sperimentazione del progetto romano sia destinata a durare un anno e ad essere gratuita per tutti – ma limitatamente ad un’ora giornaliera -, nel futuro c’? da aspettarsi un vero sfruttamento economico del nuovo mercato capitolino da parte delle imprese.

    Sono gi? al vaglio studi per il pagamento con carta di credito e carte prepagate con prezzi “stracciati” (assicurano dall’amministrazione romana) e abbonamenti settimanali e mensili. Sul tema, al momento, non c’? nulla di sicuro ed il dibattito sar? ancora lungo e riguarder? l’intera gestione del nuovo mercato. In ogni caso sarebbe garantita una certa fascia gratuita da considerare come “servizio pubblico” volto alla eliminazione del digital divide.

    “In fondo non ? una cosa peregrina – continua l’ingegner Loriga – nelle quasi 40 biblioteche romane esiste gi? un servizio di prenotazione gratuita di postazioni con PC collegati gratuitamente ad Internet della durata di un’ora. La cosa sar? ovviamente possibile anche con il Wi-Fi”.

    Il costo dell’intera operazione non sarebbe chiaramente quantificato e quantificabile.
    Secondo l’amministrazione comunale per “l’infrastrutturazione” – cio? l’installazione delle antenne ed il collegamento alla rete (anche attraverso la fibra ottica) – il costo sarebbe di “alcune decine di migliaia di euro”. Tutto dipende, per?, dalla ubicazione dell’area da coprire e dalla sua lontananza alle principali centrali di collegamento alla rete. “In ogni caso, almeno per questa prima fase”, conferma Loriga dell’assessorato semplificazione e comunicazione, “il costo ? interamente sopportato dalle imprese del consorzio. Saranno sempre le imprese che pagheranno la connettivit? del primo anno, gratuita per gli utenti”.

    La fase di sperimentazione riguarder? quindi la predisposizione degli hot spot che permetteranno, in un raggio di 50-100 metri, la connessione ad Internet in banda larga attraverso computer portatili, palmari e telefonini di nuova generazione.

    Ma ci sar? anche una sperimentazione dei contenuti, cio? “come la tecnologia wireless possa essere utilizzata per servizi pubblici e privati avanzati nel campo della sicurezza, del turismo, del traffico, della scuola, dell’edutainment (imparare divertendosi)”. In altre parole accedere ad una serie di contenuti speciali legati alle opportunit? commercial-culturali del luogo dal quale il navigatore si collega. L’accesso ai vari nodi di connessione avverr? attraverso una registrazione in una sezione specifica integrata nel portale del Comune di Roma.

    Dovrebbero quindi partire nei prossimi giorni i lavori per la copertura di Villa Borghese. Nell’area saranno creati circa 15 hot spot. Le principali collocazioni ipotizzate sono presso: Casa del Cinema, Giardino Zoologico, Postazione Piazza di Siena, Museo Borghese, Ufficio centro storico, Casina Valadier.

    La banda sar? fruibile dagli utenti sui protocolli di comunicazione Wi-Fi 802.11b e 802.11g che permettono nel primo caso, una ricezione fino a 11 Mb/s e nel secondo caso, fino a 54Mb/s. Ciascun hot spot ? in grado di soddisfare un numero contemporaneamente di circa 50 utenti attivi che potranno cos? navigare su Internet e fruire dei servizi che via via verranno messi a disposizione. Gli hot spot saranno legati alla rete mediante connessioni XDSL oppure direttamente con fibra ottica.

    “La partecipazione degli hot spot”, assicurano gli estensori del progetto, “al fondo elettromagnetico ? irrilevante”. La segreteria e l’assistenza per gli utenti, nonché l’opportuna segnaletica che permetta l’individuazione delle aree coperte dal segnale sar? svolta dal Comune di Roma.

    Bisogner? anche confrontarsi con problemi pi? strettamente burocratici come superare l’ostacolo della Soprintendenza ai beni culturali. Eh s?, perché trattandosi di Roma e di luoghi di grande valore artistico anche posizionare le antennine (che non sono esattamente dei mostri) potrebbe essere cosa non semplice e nemmeno veloce.

    E dietro l’angolo c’? sempre la legge che finora non ? che sia stata proprio liberista, ma al riguardo al Comune di Roma hanno una interpretazione “estensiva”. “In effetti – spiega ancora il responsabile dell’innovazione tecnologica del Comune, Francesco Loriga – la legislazione precedente consentiva ugualmente la copertura dei parchi. Infatti la norma, anche prima dell’ultima modifica, parla di luoghi circoscritti che secondo noi non devono essere intesi per forza di cose come luoghi chiusi. Anche un parco pubblico ? un luogo circoscritto e ben definito. Allora la legge permette gi? l’attuazione del nostro progetto ma siamo sicuri che si andr? sempre pi? verso una apertura ed il pieno utilizzo del Wi-Fi”.

    Obiettivi attesi
    Dalla relazione al progetto ? possibile capire i traguardi che l’amministrazione e le imprese intendono raggiungere. Per cominciare ? opportuno “dotare la citt? di una rete che completi, in sinergia con le reti di telefonia fissa e mobile, la disponibilit? di banda larga”. Poi bisogner? “consentire l’incremento costante per quantit? e qualit? dei servizi erogati su scala cittadina attraverso l’interessamento di aziende attive nella produzione di servizi interattivi”.

    Ed ancora: “-creare sistemi e meccanismi di pricing particolarmente favorevoli alla diffusione dei servizi; -dotare di uno strumento di comunicazione l’amministrazione comunale e le organizzazioni e gli enti collegati (ad esempio, Vigili Urbani e aziende municipalizzate di servizi pubblici STA, Atac, Acea, ecc.); -garantire un miglioramento qualitativo nell’offerta turistica posizionando Roma per prestigio e per effettiva qualit? del servizio al pari delle altre citt? europee; -migliorare la qualit? reale della vita in citt? con l’uso del Wi-Fi a scopi di sicurezza; -aumentare l’attrattivit? della citt? per investitori esterni”.

    I partner e i promotori
    Il progetto “Roma Wireless” ? stato elaborato dal Distretto dell’Audiovisivo e dell’Ict, un mega consorzio di imprese che opera nei settori dell’informatica, delle telecomunicazioni, del networking e dei media. ? patrocinato dal Comune di Roma, dall’Unione degli Industriali e dalla Camera di Commercio di Roma. Ne fanno parte circa 60 imprese tra le quali Unidata (che ha messo a disposizione la sua rete proprietaria), IBM, Cosmic, 5Emme, Progesi, ?ulogos, Getronics, Centro Mezzelani, Cisit, Edinet, e-Solution. Ma tutte le imprese che lo riterranno opportuno potranno entrare a far parte del grande progetto.

    Una Delibera di Giunta dell’8 luglio 2003 affida al consorzio una serie di iniziative nel campo tecnologico; gli obiettivi sono: “a)dotare Roma di un’infrastruttura di rete a banda larga capiente e diffusa in modo omogeneo entro il 2008; b) sviluppare i settori collegati all’Information Technology ed alla fornitura di contenuti; c) favorire l’accesso condiviso da parte degli operatori di servizi alle reti; d) limitare i disagi della cittadinanza evitando reiterati scavi nelle medesime strade; e) abbassare gli oneri per gli operatori nella costruzione delle loro reti di servizio”.

    Nel sito del consorzio si legge: “Il Distretto vuole essere un laboratorio di idee e di progetti, un propulsore di iniziative, uno stimolatore di politiche su tre direttrici:
    1. aumento dei fattori di competitivit? territoriali e aziendali; 2. attivazione di finanziamenti; 3. strumento di policy di settore”.
    Direttore ? Giandomenico Celata, presidente onorario ? Mario Rosso (ANSA), Presidente Giuseppe Tronchetti Provera ( Finsiel), Vice Presidenti sono Gianrodolfo Bertoli (UIR), Giancarlo D’Alessandro (assessore lavori pubblici Comune di Roma), Franco Calvani (Camera di Commercio di Roma).

    Parlano gli amministratori
    Il sindaco Walter Veltroni, insieme all’assessore al Lavori Pubblici, Giancarlo D’Alessandro, e l’assessore alla Semplificazione, Mariella Gramaglia, ha chiarito la filosofia del progetto: “Il nostro sforzo ? di creare una doppia identit?, quella di citt? archeologica e di metropoli tecnologica. La prima fase della sperimentazione ? rivolta ai parchi perché rappresentano i centri della “vita culturale”, ma tra un anno partir? la seconda fase e quando il nuovo standard Wimax, che ha una portata di trasmissione fino a 25 km con capacit? oltre i 50 Mbits, sar? ottimizzato per l’uso, allora la banda larga senza filo arriver? in tutte le aree della Capitale”.

    “Roma Wireless – ha sottolineato l’assessore Giancarlo D’Alessandro – ? il primo esperimento nel suo genere nato in Italia, rappresenta quindi un apripista per le nuove “reti invisibili” su tutto il territori nazionale”.

    La roadmap
    Romani, occhio al calendario e pronti a scappare nei parchi per navigare:
    - 28 luglio Villa Borghese
    - 28 settembre Villa Torlonia
    - 28 ottobre Villa Ada
    - 28 novembre Villa Doria Pamphili
    - 28 novembre presentazione seconda fase di sperimentazione

    Alessandro Biancardi

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