• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > La cassazione riabilita i vecchi autovelox
    15
    giu.
    2005

    La cassazione riabilita i vecchi autovelox

    Condividi su:   Stampa

    da www.corriere.it Le contravvenzioni per superamento dei limiti di velocit? sono valide anche se non sono state contestate immediatamente Chi sperava che fosse sufficiente evitare lo stop della pattuglia di supporto per poter contestare una multa per eccesso di velocit? rilevata con l'autovelox nascosto su un'auto civetta o piazzato a ciglio strada dovr? rivedere le proprie convinzioni. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che la contravvenzione rilevata con il misuratore di velocit? ? valida anche senza contestazione immediata, a patto che l'apparecchio consenta la verifica dell'infrazione solo dopo il transito del veicolo.

    RIABILITATI I VECCHI APPARECCHI – La sentenza riabilita insomma i vecchi marchingegni, mentre boccia di fatto quelli di nuova generazione, basati su sistemi di puntamento laser che permettono di rilevare a distanza il superamento dei limiti e che quindi consentono di fermare immediatamente il trasgressore per contestargli subito l’infrazione. IL RICORSO – Il pronunciamento della Cassazione arriva a seguito del ricorso presentato dal comando di polizia municipale di Orsogna (Chieti) contro una sentenza del giudice di pace in materia di autovelox. La Corte ha stabilito la validit? del verbale di accertamento, anche nell’impossibilit? della contestazione immediata da parte del vigile accertatore, se l’autovelox in uso consente la verifica dell’infrazione solo dopo il transito del veicolo, e non prima. Si tratta di un importante precedente, in contrasto con la giurisprudenza degli uffici del giudice di pace – competente a giudicare sui ricorsi per infrazioni al codice della strada, cos? come il prefetto -, tendenzialmente favorevole all’accoglimento dei ricorsi degli automobilisti. Nella fattispecie, il giudice di pace – su ricorso di un cittadino – aveva annullato il verbale di accertamento con il quale l’attuale polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Marrucina aveva contestato nel 2001 un’infrazione per il superamento del limite di velocit? nel centro abitato di Orsogna. LA SENTENZA – Secondo la Suprema Corte, in base all’art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, ?deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l’apparecchiatura consenta la determinazione dell’illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia gi? a distanza dal posto di accertamento, o comunque nella impossibilit? di essere fermato. Ne deriva che, ove l’apparecchiatura non consenta la determinazione dell’illecito se non dopo il transito del veicolo, ? sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l’apparecchiatura permetta l’accertamento dell’illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilit? di personale dell’Amministrazione e senza che sulle modalit? di organizzazione sia possibile alcun sindacato giurisdizionale ?. La sentenza del giudice di pace avrebbe, al contrario, censurato l’organizzazione del servizio di vigilanza da parte della polizia municipale. LE SPESE DI GIUDIZIO – La Cassazione ha deciso nel merito il ricorso, stabilendo la legittimit? della sanzione amministrativa, rigettando l’opposizione a suo tempo presentata al giudice di pace, con la condanna alle spese di giudizio dell’opponente che, a fronte dell’importo iniziale di 130 euro della contravvenzione, dovr? pagare complessivamente circa 570 euro. IL NO DEI CONSUMATORI – Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons ?la conferma della Cassazione della validit? delle multe con l’autovelox non deve trasformarsi in una forma di “spremitura” degli automobilisti per consentire ai Comuni di fare cassa?, mentre Telefono Blu Sos Consumatori sostiene che ?la sentenza non pu? essere considerata legge? perch? la Cassazione ha deciso soltanto su questo caso e non a sezioni riunite. Le due associazioni precisano comunque che la sentenza non fa decadere l’obbligo di indicare nel verbale i motivi per cui non l’automobilista incappato nel superamento del limite di velocit? non ? stato immediatamente fermato. Le

    certezze sulla giurisprudenza infatti non sono tali. Proprio la cassazione con un’altra sentenza (8837-05) aveva stabilito che in caso di invio della contravvenzione senza contestazione immediata, i motivi devono essere indicati sul verbale in modo non generico. E in precedenza la Corte Costituzionale era intervenuta sulla questione dell’identificazione del conducente, stabilendo che al proprietario dell’auto non possono essere tolti i punti- patente senza un’identificazione certa di chi era alla guida al momento dell’infrazione.

    Postato da Editor1
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook