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    Home > articoli > Una storia di soprusi
    20
    giu.
    2005

    Una storia di soprusi

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    Salve dott Beha sono un suo ascoltatore e lettore dei suoi libri, le scrivo per metterla a conoscenza di una storia che sta coinvolgendo mia zia. le scrivo perché penso sia la persona che meglio di altre potr? aiutarmi a risolvere tale situazione incredibile di soproso operato da parte di una signora, ricca, con l'aiuto delle istituzioni, nei confronti di una persona anziana malata di cuore e incapace di difendersi.

    Pertanto la prego di leggere la parte restante della e-mail, se vorr?
    aiutarmi mi faccia sapere.
    Grazie in anticipo per la sua disponibilit?.
    dott. Mauro di Campli San Vito

    Lettera.
    Nelle righe che seguono sar? descritta una storia realmente accaduta, nella
    quale sono coinvolti personaggi pubblici privati.
    Mia zia abita in un alloggio da circa 50’60 in quanto ereditato da suo
    marito.
    Alla morte del marito mia zia ha continuato ad abitare in questo immobile con il consenso anche dei tre restanti eredi.
    L’immobile nel quale ? situata l’abitazione nella quale vive mia zia, ?
    in parte di propriet? di un signore.
    Per circa 30 anni questo signore ha cercato di acquistare anche l’abitazione
    nella quale vive mia zia, ma tutti gli eredi si sono sempre opposti.
    Nel corso dell’anno 2002 il signore ‘vicino’, ha provveduto con atto notarile Sorrentino, a donare la parte del suo immobile alla figlia. Nell’anno 2004 lo stesso signore ha provveduto ha rifare l’atto notarile di donazione precedente,
    nel quale ha indicato che erroneamente nel precedente atto di donazione, non era stato incluso il subalterno 1 (che era di propriet? di mia zia).
    Nel corso dei mesi a seguire, la signora beneficiaria della donazione(?)
    ha inviato lettere a mia zia per invitarla ad abbandonare l’abitazione al pi? presto, minacciando azioni legali.
    A tali lettere, mia zia, su iniziativa mia, ha fatto rispondere da un
    avvocato, affermando che l’atto di donazione e di rettifica dell’atto di donazione, erano privi di legittimit? in quanto il donante era privo della propriet? dell’immobile di mia zia.
    Arriviamo ad oggi, quando la signoria si ? auto denunciata presso il comune
    di Lanciano, invitando il comune di Lanciano ad ordinargli di provvedere
    a picchetta l’intero immobile in quanto pericolante, in modo da impedire
    il reingresso a mia zia presso la propria abitazione. L’ordinanza emessa
    dal comune di Lanciano ordina alla signora di provvedere ad eseguire i
    lavori, e in tal modo mercoled? 15 giugno 2005, un geometra del comune accompagnato da un vigile si recano presso l’abitazione di mia zia, invitandola a restituire
    le chiavi di casa per consegnarla alla signora, e di provvedere al
    picchettamento della casa. Solo l’intervento dei vicini ha impedito che tale azione andasse a buon fine.
    Ho dimenticato di dire che mia ? ultraottantenne, malata di cuore, e ha
    poca capacit? di intendere, inoltre la figlia ha poca capacit? di intendere
    e di volere.
    Se qualcuno vuole verificare che ci? che ? qui raccontato posso fornire
    tutti i dati.
    Sono riuscito a bloccare i vigili da continuare la loro azione, ma
    l’ordinanza ? ancora in essere.
    Pertanto il comune piuttosto che preoccuparsi di una famiglia (mia zia e
    mia cugina) che vivono di una sola pensione, in un immobile molto vecchio
    e mai ristrutturato, con una scarsa capacit? di difesa, salute cagionevole
    (malata di cuore), si ? preoccupato di cercare di farli sgomberare senza
    fornirgli alcuna abitazione alternativa.

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