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    Home > articoli > Polveriera italia
    28
    giu.
    2005

    Polveriera italia

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    da l'Unit? Caro Direttore, vorrei sbagliarmi ma l?immagine che ho dell?Italia di oggi ? quella di una polveriera al centro della quale,seduta attorno a un tavolo,la classe dirigente economico-politica sta giocando a carte,chi correttamente,chi barando.E? un?immagine che si pu? ricollegare almeno in parte a ci? che qui scriveva giorni fa Furio Colombo (?Italia,il film impossibile?).Ed ? un?immagine metaforica per dire appunto in altro modo quello che ?non si pu? dire?.Non si pu? deprimere ulteriormente il paese,non ci possiamo far vedere come siamo dai partners o competitors stranieri,non possiamo ingenerare il panico esplicitando le scosse di terremoto (un?altra metafora),non possiamo descrivere come siamo ridotti da parte della maggioranza di governo perché elettoralmente ? assai controproducente,e da parte dell?opposizione perché si ? incerti sul da farsi e ondivaghi nella saldezza della coalizione.

    Questa impossibilit? di dire contribuisce a spiegare benone la crisi dell?informazione,evidenziata da questa stagione di scioperi per il rinnovo contrattuale:stavolta si tratta infatti di un contratto che pare voler mutare geneticamente una categoria gi? molto clonata di suo,preferibilmente sul modello dei venditori/imbonitori che ci riempiono la vita e ci svuotano le tasche.Peccato che nel frattempo la polveriera mandi sempre pi? segnali d?allarme,e se e quando esploder? sar? difficile spiegare come mai ?non fosse stato detto prima? con chiarezza.Per ?non esasperare gli animi?,certo.Ma non sono gi? abbastanza esasperati?
    E i segnali, solo a volerli cogliere e combinare,stanno arrivando in forze,impossibili da fraintendere,dovunque ci si volga.Prendiamo il referendum sulla procreazione assistita disertato in massa.E meno male che la materia era delicatissima,una questione essenziale per l?individuo e la collettivit?,da non strumentalizzare sul piano del mero tatticismo politico!!A urne chiuse ? stata tutta una corsa alla raccolta differenziata dei rifiuti referendari,per cercare di utilizzarli comunque sul terreno della politica.Si obietter?:ma ? appunto questo il compito,e il mestiere, del politico.Gi?.Ma anche nella polveriera?E che altro rappresenta se non una distanza siderale dalla materia referendaria,dalle urne,dalla politica,dagli ?altri?,dallo stato delle cose, questa macro-astensione?Dove erano,dove sono gli astenuti?
    Forse negli stadi,forse al matrimonio di Totti,per adoperare un altro segnale quale il calcio come maneggevole lente di ingrandimento?E infatti la polveriera negli stadi si vede benissimo.A Bologna,la civilissima Bologna in preda ai lacrimogeni.Ad Avellino,e il commento ? stato che con qualche accoltellato era andata ancora bene.A Vicenza,idem come sopra.A Genova,se venisse provata la corruzione e la combine che maleodora lontano un miglio,con il presidente dei giochi Preziosi che,dice,?si avvarr? di migliaia di avvocati difensori,i tifosi?.Benone,se ne sente il bisogno,prepariamoci in tenuta da sommossa.
    Del resto il presidente del Consiglio ne ha stilato ?istituzionalmente? le modalit? quando mesi fa comment? che la posizione fiscale della Lazio andava regolarizzata ad ogni costo,per motivi di ordine pubblico.Criterio straordinario,che se applicato ai nostri conti nazionali potrebbe essere una preziosa leva nei confronti dell?Europa:occhio,Barroso,non esagerate,altrimenti vi mando gli ultr? del tricolore a Bruxelles.
    E intanto si ? sposato Totti, ed ? stato l?evento del momento,al centro della polveriera Italia,almeno dal punto di vista mediatico,cio? di chi ignora quella stessa polveriera?.Sembra passato un secolo dai cartelloni del 2001 di Berlusconi,da quel ?meno tasse per tutti? ritoccato immediatamente in Totti.Allora si avvertiva molto meno l?odore di bruciato,dai barili di polvere da sparo.Oggi in straordinaria concomitanza con le nozze,Berlusconi ha rimarcato il 40 per cento di sommerso,mandando un prodigioso segnale etico/economico al paese.Forse sta realizzando un punto del suo contratto con gli italiani,e noi semplicemente non ce ne accorgiamo.
    Ma se ci affacciamo alla finestra,i segnali della polveriera si moltiplicano.In piazza i centri sociali a Torino,Forza Nuova a Roma,razzismi e ?teste rasate? a Varese e Bologna con la sensazione fortissima che sia proprio questo il fenomeno che ci aspetta in autunno,in un ribollire di intolleranza nei confronti degli immigrati,senza distinguere,senza riconoscere,senza rispettare,quasi che il capro espiatorio sia troppo e troppo macroscopicamente prezioso per lasciarselo scappare,cos? da distrarre dalla polveriera.Con Calderoni,ufficialmente un ministro della Repubblica, che aizzando alla ?castrazione chimica? oltre a far salire la temperatura impedisce che della questione-immigrati ci si occupi con un minimo di ragionevolezza.
    Con una sola certezza:che senza una completa consapevolezza delle condizioni da polveriera,non potr? che peggiorare.Dopo l?estate,dati gi? elaborati ma non ancora pubblici ci diranno che la polveriera-Italia ? il paese in Europa con minori occupati in percentuale nelle fasce tra i 16 e i 25 anni,e tra i 55 e i 65.A proposito di quest?ultima,non si ricorder? mai abbastanza che siamo il paese pi? vecchio del mondo,con un italiano su 5 oltre i 65 anni,e quindi bisognerebbe ripensarci nel futuro alla luce di questa nuova situazione.
    E allora forse non basta non dir? barare al tavolo del legislatore e dell?esecutivo, ma neppure giocare a carte correttamente al tavolo dell?economia e della politica per l?opposizione.Forse serve un progetto,una strada che prescinda dall?avvicinamento alle elezioni,per importanti/decisive che siano.Forse,pur se naturalmente dobbiamo intanto cercare di tirare fuori il collo dal cappio della recessione economica per evitare che la Santabarbara esploda,? altrettanto indispensabile che ci si prefiguri un avvenire differente.Che si rimetta mano a quel piccolo problemuccio dell?etica,dei valori condivisi,delle regole da rispettare per costruire un futuro sensato,e un senso del futuro.
    Non lo dico io,per carit?.Cito da un recentissimo dialogo tra Riccardo Muti e Giovanni Reale,da un titolo de?il Corriere della sera?,?Fermiamo il declino della cultura?,contro la ?crisi della scuola? e la ?visione utilitaristica del sapere?.Ulteriore segnale,da collegare a tutti gli altri,magari accostandolo alle tesi sul denaro non sufficiente ad esaurire il nostro spazio vitale in quanto a ?felicit?? individuale,tesi che riprendo non da san Francesco ma da un contemporaneo israeliano Nobel dell?economia.
    Forse in tempi di crisi oltre a badare all?emergenza ? urgente e indispensabile rimettere mano a una diversa concezione del mondo,sapendo e dicendo chiaramente per?, senza filtri né metafore,che ? l?insostenibilit? di un modello ?straconsumato?di vita e di consumo che ci ha precipitato nella polveriera di oggi,con tavolo da gioco incorporato.

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