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    11
    lug.
    2005

    ”noi non abbiamo paura” e lo diciamo online

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    da www.corriere.it Centinaia di foto arrivate in poche ore, anche dall'Italia Poche ore dopo la tragedia di Londra uno studente apre un blog dove la gente manda le proprio dichiarazioni di coraggio Il dito puntato di Poncharello non ammette repliche. La met? ispanoamericana dell'integerrimo duo ?Chips?, al secolo l'attore Eric Estrada, ? l? a ricordare che il panico non serve e che bisogna essere uomini. La foto ? stata spedita via mail da un certo Steve Banks, a poche ore dall'attacco di Al Qaeda al cuore pulsante di Londra. Un tam tam digitale che ha coinvolto centinaia di persone, da Copenhagen a Casablanca, dalla Louisiana al Brasile. Intere famiglie, turisti, studenti, esperti di grafica, rockettari sfegatati, scalatori, amanti dei cartoon, patiti del fitness, innamorati in vacanza, mamme alle prese con l'allattamento, dee-jay, persino un'unit? cinofila: hanno tutti deciso di spedire la loro personalissima cartolina d'incoraggiamento ai londinesi, dalle pagine web di werenotafraid.com (ndr: al momento non ? raggiungibile poiché intasato dalle visite). Un fotoblog creato il 7 luglio dal programmatore inglese Alfie Dennen, 29 anni, e registrato regolarmente sull'onda dell'emozione subito dopo le quattro esplosioni che due mattine fa hanno scosso prima la City e poi il resto del mondo.

    IL SOSTEGNO VIRTUALE – Il messaggio del diario fotografico virtuale ? chiarissimo e lo spirito che lo anima campeggia in home page sullo sfondo plumbeo del Big Ben: ?Dimostriamo a tutti che non abbiamo paura di ci? che ? accaduto oggi a Londra e che il mondo ? un posto migliore senza terrore!?. Semplice e immediato, impegnativo quanto un clic di mouse necessario a spedire una e-mail. E cos?, nel giro di qualche ora, il sito si ? riempito di immagini di ogni genere. C’? Francesco l’italiano, che si nasconde dietro un bersaglio su cui ha scritto in romanesco: ?Paura de che??. Ci sono i due rampolli di casa Patterson che da Francoforte, in pigiama e in braccio a mamma e pap?, invitano a non farsi abbattere dall’angoscia del terrorismo. C’? il logo delle Olimpiadi 2012, per far rinascere quell’orgoglio che solo mercoled? scorso aveva gonfiato il petto degli inglesi e che nel giro di ventiquattr’ore era andato a rintanarsi sotto tonnellate d’ansia. Non manca neanche il simbolo della metropolitana londinese, solo che al posto della fermata c’? il solito tormentone di resistenza a far da monito. Il rimprovero di Marc Matten, invece, arriva direttamente dal Giappone e si materializza nelle facce stralunate di tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano: ?Volete farci diventare come loro? Non se ne parla: a differenza di voi codardi, noi ci siamo evoluti!?.

    IL POPOLO TRASVERSALE DEI BLOGGERS – Angelina Shadow sposa la causa mandando al fotoblog di Dennen una sequenza di tre scatti in bianco e nero, rubati al treno in partenza dalla banchina del metr? di New Orleans. C’? pure il finto A-Team degli amici di vecchia data Peter, Dick, Robert e Wil, accanto a quello in servizio effettivo dell’unit? cinofila di Susanne Lane. Ci sono le facce goliardiche di Sean Patrick e del suo amico tatuato, nudi come le loro mamme li han fatti e impegnati a proteggere dall’obiettivo vergogne varie. Minimo comune denominatore di ogni immagine – pi? o meno elaborata graficamente, pi? o meno polemica, pi? o meno provocatoria – il concetto ?We are not afraid?, noi non abbiamo paura, declinato a seconda della creativit? e del grado di rabbia del mittente. Lo scopo ? uno solo: far sapere ai londinesi che nonostante l?angoscia indimenticabile di una giornata come quella del 7 luglio, il terrorismo non pu? certo averla vinta.
    PRONTO SOCCORSO ONLINE ? Hanno sconvolto anche Internet, i corpi senza vita e i volti disperati dei feriti di Liverpool Street e Aldgate, di King?s Cross, Russell Square, Egdware Road e Tavistock Square. Nelle ore immediatamente successive agli attentati, i blog hanno rinunciato al tradizionale milieu narcisistico che ? un po? il loro corredo di nascita per mettersi al servizio di Londra: con i telefonini fuori uso, i diari online si sono trasformati nel piccione viaggiatore di genitori, parenti e amici atterriti dalla preoccupazione per le sorti di chi si trovava in quei cinque chilometri quadrati di citt? sotto assedio. Le caselle di posta delle redazioni online di Sky News e della Bbc hanno rischiato il collasso. I blog di wikipedia.org e del londonist.com sono stati travolti da migliaia di foto e filmati amatoriali spediti direttamente dalle persone che si trovavano in metropolitana e per le strade di Londra. Su www.eustonstation.blogspot.com e sul forum del Corriere gli italiani che lavorano vicino a Hyde Park hanno riportato minuto per minuto tutto quello che vedevano dalle finestre dell?ufficio: il fumo, le sirene delle ambulanze, i passanti insanguinati. Ma la Rete ? stata soprattutto il modo pi? veloce per raggiungere casa: ?Mark, avvisa mia mamma: sto bene, ma non riesco a prendere la linea ? scriveva l?americana Claire sul sito della Bbc – . Qui ? un delirio, la gente in strada non fa che urlare e non ci fanno uscire dall?ufficio. Dobbiamo aspettare che finisca quest?inferno. Ma tu devi dire a mia madre di non preoccuparsi per me, ok??.
    Elsa Muschella

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