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    12
    lug.
    2005

    Una lettera di ”scarso interesse”

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    Gentile Oliviero Beha, a distanza di un mese e senza ovvio avere alcuna risposta, ho pensato, anzi abbiamo pensato di scriverle per farle sapere come vengono trattate le lettere di "scarso interesse" al Venerd? di Repubblica... sicuramente per lei non ? storia nuova...

    Ci farebbe anche molto sapere se ci sono novit? in vista, cos? possiamo
    sperare di riascoltare qualcosa di interessante in radio, che ad
    eccezione di Broccoli, rasenta oramai i mercati ortofrutticoli generali, senza
    offendere alcuna specie di frutta e verdura esistente.
    Infine ci interessa sapere se e dove la potremmo incontrare di persona
    per ringraziarla di esserci…
    G.M. e M.C.P————
    A: Il Venerd? di Repubblica
    Rubrica ?Scalfari risponde?
    Via Cristoforo Colombo n. 90
    00147 ROMA
    Tra noi amici, nel Natale 2004, abbiamo deciso di scambiarci come dono esclusivamente libri, in barba alla crisi economica e culturale che disastrosamente avanzava e avanza inesorabile.
    Tra i libri ricevuti in regalo, divertita e incuriosita, ho trovato sotto l?albero il fresco di stampa ?Sono stato io? di Oliviero Beha edito dalla Marco Tropea Editore, dalla ?didascalia: L?Italia allo specchio. Il fantasma della verit??. E? stata, in quei giorni freddi e tormentati dal maremoto del 26 dicembre, una lettura piacevole, intrigante e altamente istruttiva.
    Sicuramente Lei, gentile Direttore, ne conosce la trama?e se ? pur vero che di verit? ce ne sono tante, sono rimasta oltremodo colpita successivamente, da come il fantasma ? sempre lo stesso e come l?immaginario collettivo italiano desideri eliminare dalle proprie menti intorpidite la figura giuridica del Presidente del Consiglio dei Ministri.
    Lettrice da anni di Repubblica, il 10 giugno 2005 leggendo Il Venerd? ho avuto un attacco di déj? vu. Nella rubrica cultura un articolo-intervista a quattro giovani autori, alias Babette Factory, per il loro romanzo scritto a quattro mani, pubblicato dalla Einaudi Stile Libero, dal titolo inquietante ?2005 dopo Cristo?. Ancora pi? inquietante il sottotitolo ?Per far fuori Silvio ci siamo fatti in quattro? e oltremodo inquietante l?inizio dell?articolo dove si enuncia uno ? ?stile narrativo capace di esprimere in modo compiuto l?esperienza, la comicit? e la drammaticit? della vita? e dove ci si domanda se ? possibile scrivere un romanzo ?che parli dell?Italia e che non sembri un?imitazione di altri prodotti sul mercato?. Senza togliere nulla alla libert? di critica mi ? apparso ai limiti della ingenuit? latitante la risposta inequivocabile cio? Si!
    Ben vengono i giovani autori, ben vengano i sodalizi culturali, in questa Italia di altri tipi di sodalizi e coalizioni, ma per onest? di coscienza e conoscenza, che ne direbbe, gentile Direttore, di sollecitare la redazione del Il Venerd?, nel riservare lo stesso trattamento e uno spazio nella rubrica cultura ad un giornalista, un uomo, un narratore dalla scrittura tagliente, affilata, divertente che ha la fortuna? di chiamarsi Oliviero Beha.
    A Lei non manca né coscienza, né conoscenza, mi auguro quindi di poter leggere una risposta nei prossimi venerd?.
    G.M.
    12 giugno 2005

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