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    06
    set.
    2005

    Le ultime ”suonate” a media e politici della gazzelloni, che nessuno vuole sentire. una coraggiosa cittadina graforroica cui nessuno d? retta.

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    Gentile Oliviero Beha, suscita sempre una certa rabbia ed indignazione che i propri messaggi, inviati a chiunque, siano "eliminati senza essere letti" come pu? verificare da quelli inviati a Massimo D'Alema (parlamentare della Repubblica Italiana eletto dai cittadini), a Riccardo Iacona, Milena Gabanelli, Maria Latella del Corriere della Sera, e quelli che non ho potuto riportare perché inviati dalla mia casella privata a Ruotolo e Giovanni Floris (tutti e tre giornalisti Rai peraltro!), Mi manda Raitre.

    Fassino, invece, altro parlamentare della Repubblica Italiana, usa la
    tecnica un p? vile del “destinatario sconosciuto” che, mi hanno detto gli
    esperti, ? la formula che arriva quando si mette la funzione di messaggio
    indesiderato.
    Insomma panoprama desolante da parte di chi, per dovere istituzionale e
    deontologico tutto sarebbe tenuto a fare meno che eliminare i messaggi dei
    cittadini/elettori/lettori senza manco leggerli.
    E guardi che essendo persona di buon senso (credo), so perfettamente
    distinguere tra chi non li legge mai, tra chi ne ha letti molti e solo dopo
    elimina e tra chi elimina per disprezzo alla persona magari perché ha troppo
    criticato la loro stessa parte, che ? anche peraltro la stessa mia, o quasi
    (e credo che in questa ultima fattispecie si collochino politici e
    giornalisti molto “collocati” politicamente: D’Alema, Fassino, Iacona,
    Ruotolo, Floris. Perché mentre Maria Latella e la Gabanelli hanno addotto la
    scusa che pretendevo di veder prestata attenzione ai miei problemi – cosa
    assolutamente non vera, ma, ripeto, semplicemente mi indigna leggere
    “eliminato senza essere letto” al secondo messaggio – cos? come ? accaduto
    nella maggioranza dei casi) pur avendola comunque prestata qualche
    attenzione, la Latella pubblicando persino una mia lettera e la Gabanelli
    ascoltando l’incredibile storia dei crediti insoluti ENEL del Turano e
    mandando addirittura una piccola troupe ad intervistarmi sul caso che poi
    ovviamente non ? andato in onda, tutti gli altri hanno semplicemente
    “cassato” i miei secondi messaggi o, come D’Alema (un vero record) anche i
    primi!
    E ci? che ancor di pi? mi indigna ? la stupidit? umana (? quella che mi fa
    uscire proprio dalla grazia di Dio!). Perché sarebbe molto pi? civile (e
    forse ipocrita, ma anche la buona educazione ? un concentrato di ipocrisia,
    eppure se ne pu? fare a meno?) aprirli i messaggi e poi non leggerli lo
    stesso invece di dare questo schiaffo arrogante ad un cittadino che avrebbe
    non solo il sacrosanto diritto di vederseli leggere i propri messaggi ma,
    guarda un p? che pretesa, anche di ricevere un cenno di riscontro!
    Cosa che ormai da tempo immemorabile mi sono rassegnata a nopn ricevere mai.
    Peraltro onore al merito a chi ha il record del “letto” (almeno formalmente)
    e cio? Alfonso Pecoraro Scanio e Arturo Parisi.
    E tengo a precisare che non ? mia abitudine “assillare” gli interlocutori
    (vabb? si fa per dire) come anche la vostra redazione potr? confermare,
    anzi!
    Ma questa spropositata arroganza da parte di chi siede in Parlamento per
    facolt? e volont? nostra e di chi dovrebbe essere “il nostro cane da
    guardia” che fa le pulci ai potenti (oltretutto lavorando in un servizio
    pubblico radiotelevisivo) ? cosa che trovo davvero intollerabile.
    La ringrazio per l’attenzione e cordialmente saluto.
    Mi piacerebbe pubblicasse la presente, ma forse si citano troppi
    giornalisti.
    Mi scusi la malizia.
    Bruna Gazzelloni
    ————
    La Terna, Enelpower, Wind, Voinoi S.p.a. “in liquidazione”, di chi son figlie?
    (Che bello i messaggi cassati da Massimo D’Alema son cinque! Cinque crocette rosse, un figurone!)

    Gentile Direttore Sansonetti.
    Leggo il Vostro interessante articolo sulla Sogin (dopo avere moltissimo
    apprezzato l’articolo di Rina Gagliardi e Ritanna Armeni sul fatto che la
    questione dei costi della politica, dello sperpero di pubblico denaro, della
    moltiplicazione di consulenze, incarichi e commissioni, della commistione
    economia-politica, son questioni morali oltreché politiche) e mi fa piacere
    che di questo “pasticcio”, come voi correttamente riportate, si sia accorto
    anche il Corriere della Sera si comincia a parlare (come mi auguro di molti altri).
    Certo, mi corre l’obbligo di notare come solo ora ci si accorga di tante
    cose (e non mi riferisco a voi). Ed anche lo stesso senatore della
    Margherita Vallone, c’? da chiedersi, dove fosse quando la Sogin fu creata.
    E certo la Sogin non fu creata né sotto la gestione Scaroni, né sotto la
    attuale di Fulvio Conti. Semmai, c’? da aggiungere che “grazie” a Scaroni ?
    venuto fuori lo scandalo delle tangenti Enelpower (capiurai, uscito per il
    rotto della cuffia da tangentopoli, ci stava particolarmente attento, lui, a
    non esserci coinvolto ancora perché forse patteggiare ancora gli sarebbe
    riuscito meno agevole) perché la precedente, di gestione, quella di Testa di Chicco/Tat? (voluto da Massimo D’Alema per fare dell’ENEL, “cosa loro”)
    benché resa edotta da una indagine interna dell’Audit che gli appalti
    Enepower non andavano proprio ben un anno prima che scoppiasse lo scandalo e
    se ne occupasse Francesco Greco del pool di Milano (almeno ad attenersi agli
    articoli benemeriti dell’Espresso di Marco Lillo).
    Cos? come la Wind il cui enorme debito si cerca di rifilare al mercato
    azionario (con qualche difficolt?, e vorrei vedere!) per rispettare i patti
    della vendita all’egiziano Sawiris il cui preszzo si ? “allineato”
    cortesemente alla sua offerta per, come ha tecnicamente spiegato il
    consiglio di amministrazione ENEL “allinearlo ai reali valori di mercato”!
    E il Financial Times, come riport? Dagospia, benché lo scandalo Enelpower
    scoppi? sotto la gestione Scaroni (che lo denunci?), si ? ricordato
    (maledetto giornalismo anglosassone…) che era appunto sotto la gestione
    Tat? che furono avviate le prime indagini dell’Audit interno i cui risultati pare rimasero dentro un cassetto.
    E bisognerebbe leggersi anche quell’altro encomiabile articolo
    dell’Espresso, Turisti per Truffa in cui si racconta, durante un governo di
    centro sinistra (e mi pare che all’epoca, sempre come riferisce l’Espresso, ministro dei trasporti fosse Burlando), dell’incredibile tentativo di Tanzi di rifilare l’enorme debito maturato dalla Parmalat e fatto finire alla sua
    societ? turistica, alle ferrovie dello stato al cui vertice, allora, c’era
    l’immarcescibile Cimoli e, udite, udite, quel Fulvio Conti nominato
    dall’attuale Governo a gestire l’ENEL (come si trovano trasversalmente
    d’accordo su certe scelte governi e schieramenti apparentemente diversi…).
    E a Tanzi che era nel consiglio di amministrazione delle Ferrovie non parve
    vero oltreché sbolognare il suo enorme debito alle casse pubbliche anche
    acquisire maggiore potere all’interno del consiglio di Amministrazione delle
    Ferrovie.
    Questo marchingegno fu scoperto da un solerte funzionario di controllo
    (mannaggia ‘sti rompipalle!) che, accortosi dell’enorme sopravvalutazione
    della societ? turistica di Tanzi, invi? una lettera di dimissioni a quel
    vertice spiegando i perché ed i per come i conti non gli quadrassero
    affatto. Anche quella lettera rimase nel cassetto di quegli amministratori
    (deve essere un viziuccio ricorrente) e si trova nel fascicolo di indagine
    della Procura della Repubblica di Roma (sempre secondo fonti dell’Espresso).
    Cos? come, tornando all’ENEL tatoista chicchiana, la nomina di Francesco
    Massa a gestire l’enorme patrimonio immobiliare dell’ENEL benché fosse gi?
    inquisito a Palermo per affari di concussione o corruzione sempre da Franco Tat? fu disposta. E a che giro vorticoso di poltrone assistemmo allibiti noi dipendenti ENEL quando quella condanna a Palermo fu confermata! Iodice che
    prese il posto di Massa, Cannatelli quello di Iodice! Altro che l’albergo
    del libero scambio di Feydeau!
    E la FNLE/CGIL che ci invitava, noi iscritti CGIL (si allora, prima di
    essere brutalmente espulsa da quel sindacato senza una spiegazione, a certe
    cose ancora ci credevo!) ad apprezzare quella gestione che ci stava
    smembrando (e che cre? anche la SOGIN…) in ossequio, come ebbe poi a
    “candidamente” (ed incredibilmente!) riconoscere, complimentandosi con lui
    per questo, alla perfetta “osmosi” che il ministro Bersani aveva saputo
    creare in ENEL tra Presidenza del Consiglio (dalemiana), Patito (diesse),
    sindacato (FNLE/CGIL di Berni), e vertici (Tat?/Testa)!
    Poi a noi, di quelle mirabolanti imprese, del probabile sperpero di pubblico denaro del quale pare chiedere conto oggi il senatore della Margherita, non rimane che apprezzare le palazzine LAF per esempio di via della Bufalotta, 255 dove nei cessi manca la carta igienica, dove da mesi non si lavano i pavimenti, dove nelle mense si tien conto di una rigorosa “grammatura” degli
    alimenti, dove per entrare sempre nel cesso devi “appiattirti” radente la
    porta, perché si apre per un quarto e gli operai che possano farla aprire
    tutta costano e quindi le azioni non renderebbero no?
    Oppure rimanere testimoni muti ed attoniti, come dovettero essere gli operai del nucleo di Rieti (ma poi tutto s’”aggiusta” infatti sulla vicenda cal? non a caso il silenzio assoluto) della morte di un collega morto per legionella perché nelle tubature di bagni c’era il batterio venuto da un pozzo da cui si prelevava l’acqua (non dalla rete cittadina), situazione di rischio che TUTTI conoscevano (come ebbi ad apprendere in una incredibile – ed incresciosa – assemblea sindacale alla quale ebbi la sventura di assistere e partecipare) e per cui ? inquisito il responsabile della Zona di Rieti di allora (sempre nominato durante quella gestione ormai celeberrima).
    Ma collegare i rubinetti alla rete idrica cittadina costava troppo no? E poi i premi di risultato, le azioni che devono rendere “comunque”?
    Dove non ci si accorge di una concentrazione “spaventosa” di due centraline elettriche e di un ripetitore Wind (egiziano!) che io personalmente ho sopra la testa a pochissimi metri (motivo per il quale ho chiesto all’ARPA di Rieti – ci ha qualcosa a che fare il segretario di federazione diessina, per
    caso? – di verificare quale sia il livello di concentrazione di onde
    magnetiche visto che da qualche tempo ho ricorrenti capogiri.
    Dove si mobbizzano, si “massacrano” i lavoratori come la sottoscritta
    nell’ignavia generale con un sindacato del tutto assente che le assemblee
    non le promuove pi? ormai da tempo immemorabile.
    Posso capire, oltre un certo livello di sopportazione si pu? rischiare
    qualche opericolosa reazione “fisica” da parte di lavoratori esasperati….
    E adesso non ci si chieda chi e perché ha creato la Sogin gettaquattrini
    nella quale, ultimo bastione pubblico con Terna e GRTN sono stati fatti
    finire parecchi raccomandati e sindacalisti per chiuderne poi l’accesso agli altri comuni mortali che avrebbero ambito finirci.
    A noi ci urlava il buon segretario regionale Lazio (FNLE/CGIL), non quello
    prima che ? divenuto A.D. di una holding informatica alla quale arrivano
    commesse della stessa ENEL, poi promosso alla CGIL (e che costitui, con la responsabile della comunicazione digitale della Holding Enel ai tempi di
    Tat? e buona frequentarice della federazione romana diesse, una societ?
    sempre nell’ambito della suddetta holding informatica e che fu nominata da
    Storace – chi l’avrebbe mai detto? – come responsabile amministrativa di
    Laziomatica, la societ? che spi? la Mussolini prima delle auropee) quello
    che venne dopo, che dovevamo cambiare, perché era F I N I T A, perché ormai
    la mentalit? era privatistica e la garanzia del posto fisso non ce l’aveva
    pi? nessuno salvo, poi, rimpannucciarcisi loro per benino, come fece quel segretario della federazione diessina attigua a Piazza Verdi, ex sede ENEL, e sindacalista FNLE/CGIL (c’era bisogno di specificarlo?) nel GRTN, bastione intoccabile pubblico della rete elettrica che mai verr? venduto ai privati o nella Terna i cui accessi, ripeto, ai comuni mortali si son chiusi quasi subito. Il mio capo mi ha detto (oggi, sotto la gestione berlusconiana), dopo avermi consegnato costernato l’ennesima contestazione disciplinare per uso improprio dei mezzi di comunicazione aziendale (pare che ‘ste cose non si vogliano proprio sapere…) e dopo aver manifestato il proprio stupore per regole e norme che non conosce manco lui ma che paiono essere applicate, chiss? perché, ad “oc” solo nel mio caso, magari ci potessi andare io l?, ci
    metterei la firma!
    Quando si dice, come ha voluto rivendicare con orgoglio Angius, di fronte alle polemiche estive sulla moralit? della politica, le commistioni con l’economia e conflitti di interesse di varia natura, si ha a che fare con un
    partito integevvvvvvvimo!
    Proprio vero: la “Forza” che fa l’unione…
    Cordialmente.
    Bruna Gazzelloni———–
    La Sogin, La Terna, Enelpower, Wind, Voinoi S.p.a. “in liquidazione”, di chi son figlie?
    Avevo trasmesso quest’ultima considerazione (soprariportata) al direttore di
    Liberazione Sansonetti e ad altri destinatari, ma girando la voce non deve
    essere piaciuta perché anche Fausto Bertinotti ha cancellato tutti i miei
    messaggi.
    Mi paiono un p? nervosi. Chiss? perché.
    La questione morale (o politica) deve essere un nervo scoperto davvero, per
    tutti. Come le procure della Repubblica di Milano e Roma che hanno indagato
    o stanno indagando (come ha riferito encomiabilmente l’Espresso) sul
    rapporto tra Parmalat e Ferrovie (Turisti per truffa), sullo scandalo
    Enelpower (che pare abbia fatto impallidire tangentopoli come ebbe a dire un magistrato di Milano) e sui contatti convergenti di alcuni “scalatori” di
    Banche e giornali…
    Cordialmente.
    Bruna Gazzelloni
    P.S. – Spero, Pirani, che almeno lei mantenga la Sua cortesia (non oso usare
    la parola stima perché la comprometterei troppo). Cordialmente.

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