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    20
    set.
    2005

    Con le mappe di google scopre una villa romana

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    da www.repubblica.itInformatico disoccupato guarda le mappe della terra dal satellite e individua i resti di un antico edificio a Sorbolo, vicino Parma La storia raccontata dalla rivista scientifica Nature Fino a ieri Luca Mori era un informatico disoccupato, ora una straordinaria scoperta archeologica porta la sua firma: una villa di epoca romana a Sorbolo, vicino Parma. Un vero e proprio caso di serendipit?, che poi secondo l'enciclopedia online Wikipedia ? lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra.

    “Ma attenzione – avverte l’enciclopedia libera – non si tratta solo di fortuna: per cogliere l’indizio che porter? alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative”. E Luca Mori, racconta la rivista Nature, che ha riportato la vicenda, non stava cercando quello che poi ha trovato e a furia di scrutare i dintorni della sua zona con Google Earth, il programma che mettendo insieme migliaia di foto satellitari, permette di esplorare il mondo dall’alto, l’indizio rivelatore lo ha colto davvero.

    Nel terreno ha notato una forma sospetta. “Sar? un’ansa di un fiume in secca”, ha pensato in un primo tempo, poi per? ha capito che si trovava davanti ad un disegno che non era frutto delle bizzarrie della natura, in quella struttura c’era la mano dell’uomo.

    Il novello Indiana Jones, a quel punto “si ? messo a chattare con mezzo mondo e mezzo mondo gli ha dato consigli – ha raccontato a Radio3 Scienza, l’archeologa Manuela Catarsi dall’Aglio della Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna”. Sono quindi intervenuti i giornali locali, poi i carabinieri, ? stato avvertito il sindaco e finalmente ? la questione ? stata sottoposta alla soprintendenza. Il ritrovamento di alcuni manufatti in ceramica ha permesso di certificare che si tratta dei resti di una villa romana.

    “E’ una scoperta frutto del nostro tempo – ha sottolineato l’archeologa. Anche se, spiega “sar? necessario uno scavo serio per poterla confermare”.

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