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    21
    set.
    2005

    Italia, armi spuntate contro lo spam?

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    da www.punto-informatico.comI provider sembrano avere le armi spuntate contro gli spammer: li fermano solo se sono clienti. Lo sostiene anche Telecom Italia, che si dice costretta a giocare in difesa. Tutto rimane in mano a volenterosi antispammer

    ? questa la posizione ufficiale di Telecom Italia a proposito di una discussione su strategie e limiti della politica anti-spam generata da un intervento di quello che ? considerato il maggiore esperto di spam italiano, Furio Ercolessi, postato su It.news.abuse di recente.

    Ercolessi a fine agosto aveva rilevato un’azione di abuse desk a danno della divisione Datacom di Telecom Italia, durata sei mesi, senza che l’Isp sia riuscita a metter fine al processo. E quel che pi? colpisce ? la provenienza dello spamming: un PC situato all’interno dell’Azienda Ospedaliera Santobono di Napoli.

    “Perché – si chiede Ercolessi – Telecom Italia non interviene a contattare i responsabili della struttura interessata nemmeno quando si tratta di un Ospedale e per un abuso durato sei mesi che ha arrecato danni a migliaia di persone?”. Una domanda che Punto Informatico ha girato a Telecom Italia e alla quale l’operatore telefonico risponde cos?: “Applichiamo filtri antispam sulle caselle di posta aziendali e su quelle dei nostri clienti per tutelarli dall’invasione di mail non desiderate”.

    Ma il problema posto da Ercolessi ? differente: si possono individuare e quindi perseguire gli spammer? Da Telecom arrivano una premessa e una frenata: “Se un utente rileva azioni di spamming pu? segnalarle al nostro abuse-desk, che si attiva direttamente. Tuttavia il nostro potere muta a seconda del mittente di posta indesiderata. Se si tratta di un nostro cliente, possiamo intervenire sterilizzando la sua attivit?. Se invece si limita a utilizzare la nostra rete per far transitare i suoi messaggi, le leggi a tutela della privacy limitano la nostra azione”. E questo ? quanto avviene nella maggior parte dei casi: gli spammer professionisti, quelli che sanno inondare la rete con tonnellate di messaggi riuscendo perlopi? a farla franca, hanno fin qui dimostrato di essere abbastanza furbi dal non lasciarsi incastrare dai controlli dei provider.

    Ma anche quelli meno furbi o pi? pigri hanno avuto vita facile nell’inondare le caselle di posta elettronica di milioni di utenti, finendo solo di rado nella rete dei controlli. Che, comunque competono alla Polizia Postale. “Solo se le forze dell’ordine ravvisano infrazioni civili e penali – aggiungono da Telecom – possiamo fornire loro supporto tecnico per condurre le indagini”.

    I problemi in campo
    Le maglie larghe dell’azione antispamming sono il terreno ideale per perpetrare gli abusi. L’utilizzo di posta elettronica ? un “servizio della societ? dell’informazione” da tutelare ai sensi del D.l. 70/2003. Ma quando le e-mail vengono inviate a scopo pubblicitario e in quantit? industriali si pu? ancora parlare di servizio di informazione da tutelare? Dove finisce il doveroso rispetto della privacy degli utenti e dove inizia la necessit? di perseguire quello che la stessa legge italiana definisce “reato” (decreto legislativo 196/93)?

    Un intervento del Garante per la privacy, datato 3 settembre 2003 e basato sulla nuova normativa sulla privacy, ha indicato la strada: “Chi intende utilizzare le e-mail per comunicazioni commerciali e promozionali senza mettere in atto comportamenti illeciti… deve ottenere il consenso del destinatario”. Inoltre ha stabilito che “…non ? ammesso l’invio anonimo di messaggi pubblicitari…” e soprattutto che “chi detiene i dati deve sempre assicurare agli interessati la possibilit? di far valere i diritti riconosciuti dalla normativa sulla privacy”.

    Limiti chiari, che sembrano non lasciare dubbi sulla perseguibilit? di comportamenti contrari, ma che non sembrano bastare per un’azione di contrasto capillare e continuativa. Per questo il reato continua ad essere perpetrato, per questo le risorse Telecom su questo fronte sono limitate, per questo le attivit? di contrasto sono lasciate perlopi? nelle mani di volontari, esperti e gente che crede fortemente nei benefici di una rete che funzioni.

    Luigi dell’Olio

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