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    27
    set.
    2005

    Dagli usa arriva lionshare, ? il napster dell’universit?

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    da www.repubblica.itSar? utilizzato per condividere materiale di studio e di ricerca e per fermare il peer to peer nei collegeCon licenza gratuita, avr? anche strumenti di insegnamento Scambiarsi legittimi documenti, file e immagini in ambienti accademici con l'aiuto del Peer to Peer. Dopo due anni di sviluppo, ? arrivato alla prima versione Lionshare, gi? soprannominato il "Napster dell'Universit?": un software di file sharing ideato per condividere ricerche e materiale di studio tra strutture universitarie. E' stato sviluppato dai ricercatori della Pennsylvania State University in collaborazione con il MIT, l'Universit? canadese Simon Fraser e il gruppo di lavoro sul peer to peer della rete Internet2.

    Il software, rilasciato con licenza open source Gnu Gpl, verr? utilizzato principalmente per la condivisione di materiale all’interno di gruppi di ricercatori. La tecnologia alla base del programma eliminer? anche la possibilit? di condividere materiale protetto da copyright e fornir?, a ciascun utente, maggior controllo sulla destinazione delle proprie risorse. Oltre all’accesso alla rete di condivisione assieme ad altri utenti, il software ? pensato anche per collegarsi a banche dati di materiale digitale gi? esistenti.

    Per prevenire ogni forma di abuso, Lionshare prevede diverse forme di controllo che renderanno difficile, ma non impossibile, lo scambio di materiale protetto. Ogni accesso in rete deve essere autenticato. Nei software peer to peer come eDonkey o BitTorrent non ? prevista un’autenticazione con login e password ma ? richiesto solo un nome utente scelto a discrezione dell’utente. Lionshare preveder? che ogni istituzione universitaria appartenente al network verifichi univocamente l’utente che partecipa alla condivisione. Ogni utente autenticato potr? poi accedere anche a risorse esterne alla sua istituzione, creando cos? una rete basata sulla “fiducia” di ogni nodo verso l’altro.

    Oltre all’autenticazione, i progettisti della Penn State University hanno anche messo in conto di utilizzare software di controllo e monitoraggio, tuttora in fase di sperimentazione. La rete utilizzata sar? comunque chiusa ad accessi esterni: “Il network di Lionshare ? simile all’idea di uno studente che mette in condivisione i propri file su uno spazio web offerto dall’Universit?”, recitano le pagine web che descrivono il progetto.

    Lionshare non sar? tuttavia solo un software di condivisione file. Assieme alla possibilit? di inviare documenti, video, immagini ottimizzando il consumo di banda attraverso il peer to peer, il programma prevede anche l’uso di strumenti per l’insegnamento, offrendo una sorta di “ambiente collaborativo di apprendimento”. Gi? sono stati inclusi nel programma strumenti di comunicazione sincrono, chat e messaggistica istantanea.

    Oltre il supporto all’insegnamento, tra le finalit? di Lionshare vi ? anche quella di porre un freno alla dilagante diffusione di materiale protetto all’interno dei college universitari. Troppo comodo scaricare musica alle velocit? offerte dalle reti accademiche, troppo comodo farlo in modo quasi anonimo. Molte Universit? sono corse ai ripari: alcune offrono una tariffa fissa per scaricare un numero illimitato di canzoni dai sistemi legali di musica online come iTunes, altre hanno adottato software, come il Red Lambda della University of Florida, in grado di bloccare l’80 per cento del traffico illegale. Ma, anche dopo questi rimedi, le denunce delle major della musica e del cinema non si fermano. Chiudere gli studenti in un recinto di condivisione legale ? l’ultima trovata: servir? davvero a fermare i fan di eDonkey e Bittorrent?

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