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    30
    set.
    2005

    La prevalenza del cretino

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    da l'Unit? - di OLIVIERO BEHA Caro Direttore, e se stessimo diventando ?semplicemente? un paese stupido, o pi? stupido ? Se la trasformazione ?berlusconiana? dell?Italia avesse sortito un risultato pi? profondo di quello, gi? grave, ascrivibile alla politica di superficie del premier forse al tramonto? Se cio? misurassimo, che so, un Bondi, ormai prototipo dei maniscalchi del Cavaliere e da lui recuperato ai ?veri valori?dopo i nefasti del comunismo della sua prima vita, su un metro non necessariamente politico? E se facessimo cos? con tutti, a destra come a sinistra? Se le scemenze ritornassero scemenze indipendentemente dalla loro latitudine in Parlamento, se con la Navicella venisse fornita una copia dell?immortale ?Bouvard e Pecichet? di Flaubert magari nell?originale francese, o de ?La prevalenza del cretino? di Fruttero&Lucentini tradotta in italiano o nei casi pi? gravi in dialetto, o del ?Dizionario del Diavolo? di Ambrose Bierce che alla voce ?idiota? dice: ?Membro di una grande e potente trib? che nel corso dei secoli ha sempre esercitato un dominio assoluto sulle vicende umane???

    Come antidoto, c?? sempre la lettura consigliata dell?altro ?idiota?, quello russo di epoca zarista, nemmeno parente del post-comunista Putin tanto amico dell?anticomunista Berlusconi?
    Forse siamo andati troppo avanti sulla strada della politica politicante scissa non solo dalla morale, e questa ? s? un?enorme questione da non lasciare alle Procure, ma anche da un minimo di decenza razionale e intellettuale: un cretino ? un cretino, senza illazioni fisiognomiche da Lombroso in sedicesimo ma prendendo sul serio ci? che uno dice e fa.
    Mentre i conti sono davvero in rosso, senza sfumature cromo-politiche, il paese ? una berlina continua, all?estero ridono, piangono(gli italiani) e ci compiangono, in Parlamento provano a cambiare alla fine dei tempi supplementari la regola (elettorale) del fuorigioco con la palla tra i piedi della maggioranza, le transumanze tra schieramenti(ma curiosamente oggi in una direzione sola?)gridano vendetta e rischiano di confondere la brace in cui siamo finiti con la padella da cui proveniamo, udite udite qualcuno ?scopre e rivela? che si stanno facendo in tv(in Rai, perché Mediaset ? notoriamente privata?) delle fiction nemmeno troppo velatamente filocomuniste: quelle di Montalbano e del Grande Torino. Filocomuniste la prima per l?oggi, la seconda per gli anni dell?immediato dopoguerra. Un presente e un passato di sinistra, insomma. Si ammette che sono buoni prodotti, s?, ma non basta: sarebbero viziati dalla faziosit? degli ammiccamenti politici.
    Su ci? si apre una discussione ?come se? fosse vero. Di pi?: come fosse, questa, una questione cruciale. Ancora: come se fossero ?armi? di comunicazione di massa usate per orientare verso l?opposizione il telespettatore/elettore. Quindi, da parte di chi ha sollevato il ?problema?, una sorta di legittima difesa se lo ha fatto da destra. E da destra, per puro caso, lo ha fatto il Ministro delle Comunicazioni, Landolfi, su queste colonne di recente assai elogiato per le sue meritorie posizioni avverso l?informazione/deformazione spettacolo in tv. Un passo avanti e sette indietro, insomma.
    Sembra impossibile ragionare delle cose, e delle parole, per quello che valgono nel merito. E? questa l?eredit? assai peggiorata che ci lascia la stagione berlusconiana, intesa non solo come governo dell?uomo pi? ricco d?Italia. E? un costume ?tifoso? che ha coinvolto troppo spesso anche la controparte, pi? spesso incline a combattere sullo stesso terreno, a dire ?no, non ? di sinistra quella fiction? invece che, in questa come in tante altre occasioni, stigmatizzare seriamente che ? stata detta una elefantiaca stupidaggine. Il punto ? che ragionare nel merito delle cose non significa solo dar contro alle scemenze, ma anche dar ragione a quelle che scemenze non siano, anche in arrivo dal fronte berlusconiano.
    Lo so, ? raro? ma ? questo credo l?abito mentale da cambiare che pu? garantire non soltanto una augurabile vittoria elettorale ma soprattutto una fase di ricostruzione di un Paese instupidito. Che non ha nulla da temere da buone fiction, buoni libri, buoni programmi tv con tutto l?alone di sinistra(o di destra) che possa accompagnarli, e tutto invece da rischiare con critiche di parte destituite di ragione e correttezza e finalizzate appunto ad altro, quasi sempre a speculazioni prelettorali. E a proposito di tv e di cretini, e di passivit? dilagante, una ricerca collegata al famoso neurologo Oliver Sacks ci dice che guardando la tv i neuroni del nostro cervello consumano il 13% di energia in meno che se stessimo guardando il muro?
    Landolfi lasci stare la sinistra e i comunisti, come non dovrebbe godere in silenzio di risultati di segno contrario, e ci dica invece che cosa ne pensa dell?imbarbarimento culturale ?medio?dei programmi: dalla tv di questi anni, specchio fortunatamente ancora non del tutto fedele della realt? italiana, esce un italiano rincretinito, con meno curiosit?, interessi, desideri non intesi in senso biecamente pubblicitario, motivazioni politiche(di destra e di sinistra).
    Di questo non ci dice nulla, il Ministro? Che forse, come gli consiglia il produttore di Montalbano, ex-gruppettaro(ma allora ? vero, ? un comunista?! ) al contrario della produttrice del Grande Torino, di An(ma come, non ? di sinistra? Forse s?, forse An tende a sinistra?), dovrebbe andare al cinema, precisamente a vedere se non ?Viva Zapatero? che pure gli servirebbe, almeno ?Good night, good luck?, per la regia di George Clooney. Ma s?, Ministro, quello della pubblicit? del ?Martini?, un altro sulla strada di Clint Eastwood, cio? figure misurate su metri professionali e politici sbagliati(lo scemotto, il fascista?) che invece dimostrano a suon di opere di essere di un altro livello, di crescere invece che rimanere al palo autosufficiente del box-office.
    Nel film di Clooney (di sinistra? )si raffigura il maccartismo anti-comunista degli anni ?50 negli Usa, lasciando dedurne che nel profondo il problema non era né Mc Carty né i filocomunisti, ma la libert? e l?autonomia di giudizio dei giornalisti, di qualunque stampo. E se oggi in Italia la forma mentis del maccartismo si fosse travestita da censore nei confronti delle idee, di tutte le idee, della qualit? del pensiero, di qualunque matrice politica? Se dunque in quest?orgia di superficialit? fossimo ?semplicemente? diventati un paese pi? stupido?
    P. S. Le considerazioni sono tutte in forma interrogativa perché la domanda che le riassume potrebbe essere: e se lo stupido fossi io?
    Risposta: magari?
    Oliviero Beha

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