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    03
    ott.
    2005

    Negroponte inventa il laptop da 100 dollari per i paesi poveri

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    da www.corriere.it Negroponte e il laptop per i paesi poveri Costa 100 dollari, ? basato su Linux e si pu? alimentare anche a manovella. Verr? venduto ai governi dei paesi del sud del mondo.

    BOSTON – Eccolo di nuovo sulla scena Nicholas Negroponte, da decenni guru dell’informatica visionaria al Mit di Boston. In occasione del Summit mondiale sulla societ? dell’informazione (WSIS) che si terr? a Tunisi in novembre, mostrer? ai governi del mondo il prototipo funzionante di un nuovo computer portatile (un laptop) da 100 dollari.
    E’ il risultato di un lungo lavoro di progettazione, all’interno di un progetto no profit chiamato ?One Laptop per Child?, un computer a ogni bambino dei paesi in via di sviluppo. L’idea ambiziosissima ? di riuscire a produrre e distribuire 100-150 milioni di tali portatili, destinandoli a insegnanti e studenti di paesi come Cina, India, Sud Africa, Brasile eccetera.
    Guardando il prototipo emergono diverse soluzioni ingegnose: il processore ? un ,b>AMD da 500 megahertz, pi? lento di quelli attualmente in uso nei laptop di fascia alta, ma pi? che sufficiente, se si tiene conto che non verranno usati software pesanti, ma il pi? agile sistema operativo Linux. Negroponte fa giustamente notare che i computer attuali sono divenuti sempre pi? ?grassi?, nel senso che due terzi del software che gira su di essi ha come unico scopo l’altro terzo, quello davvero applicativo. Tagliando questo sovraccarico non serve tanta potenza, ma si mira all’essenziale.
    Senza peraltro sacrificare la memoria di lavoro, che sar? da 1 gigabytes, mentre l’hard disk ? stato sostituito da memorie flash, per motivi di economia e di alimentazione elettrica. Questi laptop infatti verranno usati in zone dove la corrente elettrica pu? non esserci o esserci saltuariamente e perci? ogni risparmio energetico ? decisivo.
    Un altro risparmio viene realizzato nei monitor a cristalli liquidi, che sono un po’ meno densi di pixel di quelli attualmente in commercio e che possono anche funzionare in bianco e nero, riducendo ulteriormente il carico di lavoro. In situazioni di carenza di energia elettrica, un meccanismo a manovella pu? ricaricare provvisoriamente le batterie.
    L’idea di Negroponte e dei suoi collaboratori ? lungimirante perch? non prevede di attrezzare le classi con i computer, ma invece di darne uno a ogni studente, perché lo possa portare con s?, continuando a usarlo, lui e la sua famiglia e cos? fecondando culturalmente l’ambiente.
    In classe invece i diversi laptop potranno parlarsi tra di loro, con una tecnologia di connessione a maglie (mesh) che il Mit ha sviluppato da tempo. Se poi il villaggio fosse dotato di connessioni a internet, allora ogni ragazzo dotato di laptop potr? girare per il mondo.
    Le difficolt? progettuali sembrano felicemente superate, dalla robustezza della scatola al suo isolamento per proteggere dalla polvere. Quelle future stanno nell’avviare una catena di produzione e una logistica capace di sfornare tante macchine del genere in un periodo di tempo relativamente breve: nel sogno virtuoso di Negroponte non si tratta infatti di fare l’ennesima esperienza pilota, ma di avviare un vero progetto globale, capace di cambiare la vita di milioni di giovani.
    Franco Carlini

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