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    25
    ott.
    2005

    Il dominio .eu ora ? realt?, sta per partire il roadshow

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    da www.repubblica.it Sono gi? migliaia le richieste di accreditamento per il nuovo suffisso. Il ruolo dell'Istituto di Informatica del Cnr Internet targata Europa, si parte. Dal 7 dicembre 2005 i navigatori del Web appartenenti a uno dei venticinque paesi membri dell'Unione Euroea potranno cominciare a registrare i propri domini internet a targa ".eu": il nuovo suffisso, che si aggiunge ai gi? celebri ".com", ".it", ".net" o ".info", pu? contare su un bacino di oltre duecento milioni di potenziali utenti (a tanto ammonta la popolazione Internet in Europa) e ne rappresenter? il simbolo identificativo nella rete delle reti.

    La decisione ? stata annunciata dal consorzio Eurid, l’associazione non-profit internazionale dove per una volta l’Italia ricopre un ruolo di prima fila: ? stata infatti fondata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (attraverso l’Istituto di Informatica e Telematica di Pisa, Iit-Cnr, quello che ? responsabile per conto dell’Icann della registrazione dei domini italiani) e dai registri omologhi di Belgio (Dns. be) e Svezia (Nic. se).

    Il consorzio gi? nel 2003 si ? aggiudicata la gestione del nuovo registro Internet europeo, vincendo il primo appalto di servizio pubblico oneroso mai varato dall’Unione. “E’ per noi un motivo di particolare orgoglio esser stati scelti”, osserva Maurizio Martinelli, responsabile dei servizi tecnologici dell’Istituto del Cnr. “Il bando dell’Unione europea ? stato vinto da noi, con belgi e svedesi, su sette cordate che avevano partecipato. Dopodiché abbiamo messo a punto il progetto. Abbiamo vinto noi perché avevamo una combinazione di esperienze altissima ed eravamo in grado di ‘coprire’ tutta l’Europa”.

    Tempi, modi e procedure di registrazione del nuovo dominio sono stati illustrati a Pisa nella sede dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr venerd? scorso in occasione dell’Eurid roadshow: dalle 9,00 alle 16,30 gli esperti del consorzio sono rimasti a disposizione di utenti, stampa e registrar (gli operatori del settore che materialmente gestiranno le procedure di registrazione dei nomi a dominio) per chiarire i dettagli tecnici del nuovo dominio. Il programma e il modulo di adesione sono disponibili sul sito www.iit.cnr.it/eventi/eu_road_show.php.

    Ha inizio dunque il “sunrise period”, il sistema di registrazione per fasi che da dicembre alla primavera prossima accompagner? il lancio del suffisso Internet pi? atteso d’Europa: basti pensare alle decine di migliaia di richieste di registrazione di domini “. eu” gi? pervenute ai registrar accreditati. Un registrar italiano ha annunciato di averne raccolte gi? oltre 50mila in meno di un mese: pur tra mille cautele, basta una banale moltiplicazione per dare la misura dell’interesse dei navigatori per il nuovo Internet made in Europe. Ad oggi i registrar accreditati sono infatti complessivamente 469, in rappresentanza di 38 paesi diversi. La compagine pi? folta ? quella dell’Olanda (86), seguita da Germania (68), Italia (38), Belgio (36) e Francia (28).

    Dal 7 dicembre al 6 febbraio 2006 solo gli enti pubblici, gli organismi governativi e i titolari di marchi registrati potranno candidarsi alla registrazione di un dominio “.eu” (questo al fine di evitare un accaparramento indiscriminato). Nella seconda fase, dal 7 febbraio al 6 aprile 2006, ci sar? spazio anche per i titolari di altri diritti considerati prioritari e protetti dalle leggi nazionali dei singoli stati. Infine, dal 7 aprile, l’apertura totale delle registrazioni: chiunque, con il solo limite della maggiore et? e della residenza in uno degli stati membri Ue, potr? registrare un numero illimitato di domini a targa “.eu”.

    “L’assegnazione dei domini ‘.eu’ – osserva Franco Denoth, direttore dello stesso Istituto di Informatica e Telematica del Cnr – seguir? rigorosamente la regola del ‘first come first served’: il primo arrivato avr? diritto di priorit?. A regime, per ogni dominio registrato, Eurid addebiter? al registar l’importo di 10 euro, anche se i costi per l’utente finale saranno ovviamente pi? alti e proporzionati al servizio offerto dal singolo operatore. Non escludiamo in futuro di ridurre il canone di servizio”.

    Il progetto, ricorda il professor Denoth, part? nel 2000, anno in cui ci fu la richiesta del direttore affari Internet alla commissione europea rivolta all’Icann americano di riconoscere il suffisso . EU come dominio per l’Europa. E’ evidentemente una partita molto politica: Usa ed Europa sono sempre pi? concorrenti sul piano di Internet. L’Icann (che sta per Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), con sede in California, ha potere assoluto sul traffico online perché gestisce l’assegnazione dei siti web.

    L’ente ? nato sotto l’egida del governo americano e tale rimane malgrado le promesse di cessione di sovranit? a un controllo sovranazionale, poi rimangiata da Bush sotto l’ambigua pressione della lotta al terrorismo. “Gli Stati Uniti intendono mantenere il loro ruolo in materia di autorizzazione delle modifiche ai root zone files (i protocolli che regolano l’assegnazione dei domini, ndr)”, recitava a luglio una nota della Casa Bianca. La crisi diplomatica ? emersa ai recenti incontri internazionali di Ginevra, in preparazione del World Summit on the Information Society, la conferenza organizzata dall’Onu che si terr? a Tunisi dal 16 al 18 novembre. Si porr? qui in tutta la sua urgenza il problema cruciale della governance della rete. Ma non fanno ben sperare le dichiarazioni di David Gross del Dipartimento di Stato Usa, che a proposito dell’Icann ha tagliato corto: “La materia non ? negoziabile perché ? una questione di interesse nazionale”.

    Ma torniamo al professor Denoth, il quale ci tiene ad essere preciso: “Il dominio ? nato il 28 aprile 2005 alle 18.58. Il suffisso ‘.it’, intendiamoci, rester? in vita, e come prima vorr? dire soltanto che chiunque si registra deve sapere che verr? sottoposto alla legislazione italiana. Anche chi si registrer? al nuovo suffisso ‘.eu’ sar? peraltro sottoposto al diritto della nazione da cui proviene, che com’? noto verr? influenzato per? sempre pi? profondamente dalle direttive europee”. Il discorso ? di fondo: “Il pi? grande significato del suffisso ‘.eu’ ? il riconoscimento di unitariet? anche nei confronti di Internet che viene dato all’Unione Europea, un po’ come quando dalla moneta locale si ? passati alla moneta unica”. In pratica chi si registra? “Chiunque vorr? mettere in evidenza l’appartenenza all’Unione Europea. Tutto questo dar? un apporto fondamentale all’E-commerce e all’E-business”.

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