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    27
    ott.
    2005

    Intollerabile attacco a tutte le forme d’arte

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    Caro Beha Le scrivo perche' La stimo e vorrei il suo pensiero su una questione che mi st? molto a cuore. Sono un artista del Teatro Regio di Torino e sono molto spaventata per il destino delle istituzioni artistiche italiane. Insieme a 11 colleghi abbiamo iniziato uno sciopero della fame a staffetta,come protesta estrema contro i tagli allo spettacolo.

    Non siamo soli, ogni giorno arrivano notizie di nuove adesioni dai teatri di tutt’Italia, ma di noi non parla nessuno: ? come se fossimo invisibili. Del resto sui giornali si parla dei teatri solo per gli sperperi, i compensi faraonici e le amministrazioni scellerate. Ma noi, coristi orchestrali macchinisti sarte ballerini truccatori e tanti altri, non abbiamo colpa di questo.
    E’ ovviamente vero che ci sono sperperi ma come immaginer? non sono dovuti al costo delle maestranze. Chi deve essere punito la fa franca, e viene solo spostato un p? pi? in l? a fare altri disastri. Non nascondiamoci dietro un dito: i personaggi che ci amministrano sono messi li proprio dagli interessi politici e spesso di musica e di arte non ne capiscono niente.
    La cosa positiva di questo disastro ? che ci siamo unite di pi? fra colleghe, e cerchiamo di aiutarci e lottare fino alla fine.
    Tutte noi che veniamo da storie diverse, da diverse realt?, abbiamo trovato qualcosa in comune. Innanzitutto la stessa passione, la stessa ostinazione, gli stessi sacrifici, le stesse cadute e risalite.
    I primi sacrifici li abbiamo fatti per studiare, perch? noi non possiamo e non vogliamo improvvisare come in certi reality show di bassa lega. Quasi tutti veniamo da lontano perch? le possibilit? di impiego sono nei teatri delle grandi citt?, quindi il nostro coro ? ricco di diverse culture e realt? territoriali; non ? facile vivere lontano dai propri affetti, ma seguiamo la nostra passione.
    Non ci sentiamo inutili ne superflui.
    Portare in scena lo spettacolo ? un nostro dovere ma andare a teatro ? un diritto di tutti.
    Non si pu? accettare quest’ attacco alla libert? e a tutte le forme d’arte; anche l’italia, come ogni altro paese europeo, deve essere in grado di valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale e non di avvilirlo o, peggio, condannarlo a morte.

    Speriamo nella Sua solidarieta’ e le mandiamo i nostri cordiali saluti.

    colleghe unite Teatro Regio Torino————
    Sottoscrivo tutto.
    Oliviero Beha————

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