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    25
    nov.
    2005

    Metti una sera al cinema…

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    Metti una sera al cinema, e non sar? una sera come tante, banale e tranquilla. Desideravo vedere semplicemente uno spettacolo, niente di pi? e non volevo aggiungere al salasso del biglietto un litro di bile e un chilo di fiele. Era un sabato sera, ma furono uguali un gioved? sera e anche un mercoled? sera di qualche settimana addietro. Tutto uguale, cambi? solo il giorno. Quel sabato, tuttavia, forse perché ero stanco pi? del solito delle lotte quotidiane contro il male della Napoli bella e matrigna, dolce e struggente, melodiosa e pure graffiante, quella Napoli che mi culla di notte e mi agita di giorno, decisi di non subire ancora, di dire no con forza. E continuo a dirlo ora con queste parole.

    Avevamo scelto, i miei amici ed io, di abbandonare le membra tra le poltrone comode di un multisala, quello che riempie di colori, traffico e folla le sere di Viale Giochi del Mediterraneo, una strada ampia, divisa in due carreggiate da uno spartitraffico. Lungo questa via convive, o forse connive, la legalit? con l’illegittimit?, perché se da una parte si paga regolarmente il parcheggio, due euro per tre ore di sosta, dall’altra, quella pi? distante, dove le ombre fanno da scudo alla vista corta degli ausiliari del traffico, si deve un obolo anche ai parcheggiatori abusivi, sulle strisce blu. E non bastano 10 centesimi, perché sono uomini dignitosi che non cercano la carit?, ma desiderano guadagnarsi da vivere a colpi di due euro a macchina. E cos? diventano quattro gli euro da aggiungere al biglietto per poter vedere le gesta dei fratelli Grimm, oppure assistere ai tentativi di truffa di Robin williams.
    Lui, il buon uomo che non cercava l’elemosina, che non si accontentava delle monetine di nichel che qualcuno prima di noi aveva provato ad offrirgli, aveva perfino fretta, e buss? al vetro del finestrino per incitarci a scendere, affinché potessimo versare la piccola tassa che ci avrebbe garantito al rientro l’auto integra, senza graffi e forzature, perché c’? sempre la minaccia velata in arrivo: “e chi ti guarda la macchina?”.
    L’ho osservato, ho trattenuto a stento una risata, forse nervosa perché un impeto di rabbia cresceva nel mio cuore, e ho messo in moto:
    meglio il parcheggio custodito, meglio pagare un euro in pi? per tenere al coperto l’auto che due per alimentare l’illegalit?, per diventare anche io connivente. E poi, una chiamata ai carabinieri, per denunciare il sopruso e la mia impossibilit? ad essere libero di parcheggiare dove desidero, senza minacce e aggressioni verbali.
    Egregio Sig. Sindaco, se mi legge, ho una proposta da farLe: l? dove non riesce a far sloggiare definitivamente i parcheggiatori abusivi, cancelli le strisce blu, perché non mi va di pagare due volte per la sosta. Vede, io sono una persona che vive da sempre con onest? e rettitudine, che al tempo stesso pretende il rispetto dei propri diritti come cittadino, che d? fastidio quando ci? non accade. E allora, metti una sera al cinema, ma chiama prima i carabinieri.
    Con osservanza
    dr. Luigi Civita

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