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    16
    dic.
    2005

    Luttazzi mi fa un baffo, sono un epurato ontologico

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    AUTO-INTERVISTA. FALLACIANA SULLA ?TRILOGIA DELLA CENSURA? DI OLIVIERO BEHA da il Riformista del 7 dicembre 2005 ?Tre libri editi, ma mai distribuiti, quindi inediti? cos? Oliviero Beha parla della sua ?Trilogia della censura? (Avagliano Editore), presentato alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma (domenica 11 dicembre, ore 15, Sala Calvino) in compagnia di Giacomo Marran? e Daniele Capezzone. Incontro Oliviero Beha senza eccessive difficolt?, malgrado la sua efferata riservatezza, in grazia di un?annosa frequentazione. E? da poco in libreria ?Trilogia della censura?, per i tipi di Avagliano Editore. Lo trovo di umore apprezzabile, Beha dico, oltre che il libro e meno scontroso di quel che si dice. Il sospetto ? che con l?et? il suo aspetto sia leggermente pi? vizzo e i suoi riflessi appena appannati. Diciamo ?appennati?. (occhio, proto). Senta Beha, ? un periodo che Lei ? molto presente in libreria?

    ?Forse perché lo sono poco
    altrove: in tv, alla radio, qualcosa sui giornali, niente salotti o
    corridoi dei partiti, peraltro
    quasi mai frequentati neppure
    in passato. Cos? scrivo?.
    Ha cominciato con Sono
    stato io, romanzo-saggio autobiografico
    prima in libreria per
    Marco Tropea e poi in edicola
    appunto con l?Unit?, in cui Lei
    progetta un attentato a Berlusconi?
    non poi cos? originale.
    ?A dire il vero era prima
    del filone secondario sul tema
    e poi era un attentato
    edipico, ma s? Silvio come
    Laio per un paese prostrato…
    in cui anche le Giocaste
    rischiano grosso,vedi il referendum
    sulla fecondazione
    assistita e poi la legge sull?aborto
    in via di triturazione?.
    Lei ? pro o contro la 194?
    ?Sono pasoliniano: contro
    l?aborto, a favore della legge?.
    Dopo il romanzo ha pubblicato
    con BUR il pamphlet
    Crescete & prostituitevi, sulla
    prostrazione/prostituzione
    del paese. Anche questo autobiografico
    ?
    ?Deve esserci un equivoco
    nella definizione di genere.
    Pensi che una volta, in treno,
    ho sentito un signore in et?
    confessare alla sua vicina di posto
    con tono complice: ?Sa, la
    mia vita ? stata un po? autobiografica?,
    che sembra una battuta
    inventata ed ? vera, giuro.
    Voglio dire che ? lo stile che ?
    autobiografico, i contenuti che
    lo siano oppure no ? relativo.
    Nel romanzo narro di una fellatio,
    per puro amore della lingua?
    Seguendo Lei, e un po?
    tutti, dovrebbe essere per forza
    un momento autobiografico??
    Comunque, il pamphlet
    di Bur, uscito in giugno con gi?
    quattro ristampe, fotografa credo
    il disagio di molti italiani diciamo
    di buona volont?, a destra
    come a sinistra, tanto per
    usare le etichette semivuote
    della politica italiana?.
    E adesso Trilogia della censura:
    ce n?era proprio bisogno?
    ?Di che? Della censura??.
    Ma no, del libro sulla
    censura?
    ?Se sta pensando a una litania
    sui censurati, su Freedom
    house, la libert? di stampa e di
    pensiero, Celentano ecc., si sbaglia.
    Non perché la situazione
    politicamente e culturalmente
    non sia orrenda, regressiva,
    stracondizionata ormai dall?abitudine
    a pensare poco e a
    esprimere ancora meno, se non
    a cottimo, no. Ma il mio libro ?
    un?altra cosa. Non ci trover? per esempio un?autocommiserazione
    sull?epurazione in
    Rai??.
    A no? E perché no? Perché
    Lei ? meno epurato di Santoro,
    Biagi e company?
    ?Casomai lo sono di pi?,
    perché non sono un censurato
    politico di parte, bens? un censurato
    ?ontologico?. Capisce??.
    Mi piacerebbe.
    ?Vengo censurato di pi?
    proprio perché non posso essere
    ascrivibile a una parte, non
    sono la sineddoche della censura,
    sono il tutto, l?idea di essere
    inaffidabile per il potere perché
    del potere me ne frego.Comunque
    questi concetti li trova
    pi? chiaramente delineati nel
    saggio di ora, Ieri come oggi,
    che fa da introduzione alla Trilogia
    ?.
    Pi? chiaramente delineati?
    Meno male, speriamo bene. Ma
    la Trilogia di che parla,allora?
    ?Raccoglie tre libri
    editi,ma mai distribuiti,quindi
    inediti?.
    E? un gioco di parole?
    ?No, no, ? proprio cos?: uno
    ? il famigerato racconto del caso
    Camerun, sui Mondiali di
    calcio del 1982 vinti dall?Italia,
    che mi cost? la carriera??.
    Eh, la carriera?
    ?S?, almeno nel senso
    tranquillo del termine, all?ombra
    delle garanzie di un iter
    tradizionale. Lei ? troppo giovane,
    ma un quarto di secolo
    fa io ero gi? diventato in fretta
    e conclamato il ?nuovo
    Brera?, che magari non sar?
    granché, ma non ? manco poco.
    Ero un famoso inviato di
    Repubblica, e venni falcidiato
    proprio da Scalfari. E da allora
    dagli ?Scalfari boys?. Infatti
    non ? mai uscito nulla o quasi in vent?anni su di me o i
    miei libri, anche solo per dire
    che sono una porcata?.
    Sono una porcata?
    ?Spero di no, e comunque
    per i motivi per cui chi legge ?
    arrivato fin qui, almeno un senso
    pi? generale ce l?hanno?.
    E cos? il primo testo della
    trilogia ? Mundialgate. E lo ripubblica
    proprio oggi, con i
    Mondiali di Germania del 2006
    dove magari andremo bene?
    ?Se ? per questo, quelli
    dell?82 li abbiamo vinti? Voglio
    dire che un racconto vero
    sui maneggi, la corruzione, la
    camorra di allora non credo
    possa peggiorare la situazione
    di oggi. Il problema comunque
    non ? il calcio, o solo il calcio.
    E? il paese che lo contiene e
    che ormai ne ha fatto una metafora
    di degrado pi? generale.
    Ma non li legge i giornali, pur
    con tutte le riserve che nutro e
    documento, sulla stampa??.
    E il secondo elemento della
    trilogia?
    ?E? Antenne rotte, sulla televisione
    della fine anni ?80,
    quando facevo con Andrea
    Barbato ?Va? pensiero?, su Rai
    Tre. La mitica Rai Tre. I miei
    editoriali al vetriolo??.
    Dicono tutti cos?? Non saranno
    pi? cattivi della satira di
    Luttazzi censurata da Berlusconi
    con l?editto di Sofia?
    ?Mi fa un baffo, pur con
    tutta la solidariet? per l?eponimo-
    omonimo di Lelio. Li legga.
    Oggi verrei deportato,altro
    che epurato?.
    E il terzo libro?
    ?Una conversazione con
    Mogol del ?97, mai uscita,
    letta, commentata per questioni
    di censura editoriale,
    se vuole politica stretta, o
    forse politica di mercato?.

    Che vuol dire? Sar? mica un
    bombarolo anche Mogol?? O
    ? perché Lucio Battisti veniva
    accampato a destra e quindi?
    ?Legga, legga, poi mi
    dir?.Vede, sono tre libri censurati
    in tempi e modi e ragioni
    differenti, ma che testimoniano
    dello stato in cui
    versava il paese in fatto di libert?
    di pensiero e di azione
    e di parola in azione?.
    Versava?
    ?No, certo, versa ed ? sempre
    peggio, appunto ?Ieri come
    oggi?, perché siamo su un piano
    inclinato. E che succede su
    un piano inclinato??.
    Veramente l?intervistatore
    sarei io. Comunque s?, certo, si
    rotola. Stiamo rotolando?
    ?Stiamo rotolando. E i
    miei testi tutti insieme formano
    questa strenna natalizia al
    contrario che documenta
    questo rotolamento, prima di
    tutto intellettuale e poi di
    conseguenza culturale, politico,
    economico, sociale?.
    Catastrofista?
    ?Realista. E almeno biologicamente
    ottimista, se sono
    qui a parlare con Lei?.
    Ma c?era proprio bisogno
    di tirare fuori dai cassetti tutta
    questa polvere?
    ?Finalmente una buona
    domanda. Se l?ho fatto, ritengo
    di s?, cos? la formula che inguaia
    l?Italia da sempre, e cio? ?chiss?
    gli scheletri che ha nell?armadio?,
    verr? per me forse aggiornata
    in ?almeno quello non
    ha polvere nei cassetti?. Mi capisce,
    no??.
    Io credo di s?, ma gli altri?
    E uno che da un quarto di secolo
    cammina sul filo del rasoio
    come Lei, pretenderebbe
    anche di non tagliarsi?
    ?E? un?altra domanda??.

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