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    17
    feb.
    2006

    Viaggio nell’italia senza banda larga

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    da www.repubblica.itAncora testimonianze dal pianeta dei senza-Adsl. "Siamo abbandonati dal governo e dalle autorità". "Privatizzazione uguale discriminazione""Il mondo cambia e noi guardiamo"Quando la vita scorre a 56kUn senso diffuso di esclusione da un mondo che sta cambiando a grande velocità. Che grazie alla banda larga regala nuove opportunità di lavoro e di sviluppo e naturalmente di svago. In tanti - come abbiamo visto nelle puntate precedenti - al momento non possono proprio far parte di questo 'club'. Succede talvolta che questo fiume di dati superveloci - ironia della sorte - lo si possa osservare molto da vicino. E la rabbia aumenta. Racconta Francesco, dalla provincia di Udine: "Sulla statale che ci attraversa passa una bella rete in fibra ottica che va in Austria ma noi... siamo sempre qui ligi al nostro vecchio e lento modem 56k. La soluzione che ci propone Telecom? 'Semplice, installi una borchia Isdn'. Grazie dell'informazione'.

    Le segnalazioni si susseguono, spesso si sovrappongono. E suonano sempre più come appelli di chi chiede almeno di essere ascoltato. Sentiamo Gianni, da Isolabella: “Vivo in un paese della provincia della Torino olimpica. Sono e sarà senza Adsl in quando mi hanno pi? volte ripetuto di mettermi l’anima in pace”. Simone da Vergemoli (Lucca) prova a vivere internet, per quanto possibile, con la normale linea analogica. Nella sua e-mail sbotta: “Sono disperato, senza Adsl la mia bolletta ? davvero esorbitante”. Cosa fare, oltre alle raccolte di firme? Qualcuno – come Raffaele – propone uno sciopero virtuale: “Ma se tutti – dico proprio tutti – facessimo la disdetta della nostra linea telefonica, qualcosa di muoverebbe?”. Difficile rispondere. Al coro degli scontenti si aggiunge Maurizio: “Vivo in un piccolo centro dell’Appennino abruzzese dove l’arrivo dell’Adsl credo non si verificher? mai. Ma il fatto di avere un servizio ridotto rispetto ad altri non sarebbe un problema se il costo fosse proporzionato al servizio. Invece ? esattamente l’opposto”. “Abito nella ricca Brianza, a pochi chilometri da Arcore”, scrive Ambrogio. “Eppure anche da queste parti – a Nord di Milano, nel cuore di una delle zone pi? produttive del paese, di Adsl nemmeno l’ombra. Una considerazione: ma privatizzare – parola magica per molti – significa per caso creare cittadini di serie A e di serie B?” Anche nel paese preferito dal leader della Lega Umberto Bossi la banda larga non arriva. Ecco la e-mail: “Sono il titolare di un negozio di informatica della provincia di Brescia, Ponte di Legno, capisco che siamo in alta montagna ma da ormai quattro anni tutti i vari gestori continuano a promettere che il semestre dopo l’Adsl sar? disponibile. E anche la gente che viene in vacanza non trova si stupisce non trovando servizi di connettivit?. E si lamenta”. Alfredo da Colli Volturno (Isernia) scrive “a nome di tutti i suoi compaesani”: “L’Adsl non l’abbiamo e chiss? se l’avremo mai. E anche i ripetitori tv non ci sono, Raitre per esempio non si prende affatto. Insomma, siamo inguaiati su diversi fronti, abbandonati dal governo e dalle autorit? sia pubbliche che private. Non ci resta che sperare in un futuro pi? roseo”. Ancora una testimonianza da Torino, firmata Concettina: “Abito nella Borgata Parcella. Il gruppo di case dove mi trovo non ? raggiunto dalla banda larga. Non solo: da sei mesi a questa parte non mi ? consentita nemmeno la normale connessione a internet. Per lavorare alla mia tesi universitaria devo andare ogni volta a un internet point della citt?. Perché queste disparit??” E’ arrabbiato anche Sandro da Roma: “S?, sono un Adsl-escluso, in una zona semicentrale della capitale. Cos? va l’Italia, paese in cui la qualit? di una vasta serie di servizi, dalla buona ricezione del segnale tv terrestre a una buona assistenza sanitaria, dipende dalla fortuna di abitare nella zona giusta. Vergogna per chi ancora ciancia di modernit? e vanta l’adempimento degli impegni presi con i cittadini”. “Fateci lavorare meglio, consentiteci di studiare. Senza internet veloce ? quasi impossibile”, scrivono in tanti. “Lavorerei meglio se avessi l’Adsl – dice Marco da Pollone, a 5 km da Biella – visto che riparo e configuro i personal computer. Cosa devo fare? Rassegnarmi a trasferire il mio laboratorio in citt??”. Andrea, studente informatico di Pescia, in provincia di Pistoia non ci sta. “Avete idea di quanto ci voglia per caricare dei siti con immagini, banner, flash e cos? via avendo un modem a 56k? La banda larga deve essere un diritto, altroché”. “Faccio la grafica – spiega Martina da una zona senza Adsl – non riesco a spedire una e-mail che sia un po’ pi? pesante, la mia vicina di casa non riesce a scaricare le dispense dell’universit?. Ragazzi, ? una vergogna”. Ma c’? anche chi l’Adsl ce l’ha ma naviga come se non ce l’avesse. Ecco Antonio: ” Cerchiamo di capire un cosa. I “digital-divisi” sono solo quelli che non ce l’hanno l’Adsl o anche quelli, come me, che ce l’hanno ma vanno pi? lenti di una 56k? Siamo in tanti, credetemi. Telecoma fa i contratti, riempie l’apparato con centinaia di utenti e poi ti dice che ? gi? un miracolo che riesci a navigare perché sei a 5 km dalla centrale telefonica. Risultato, pago 50 euro al mese e nel pomeriggio al connessione scende fino allo 0 assoluto. Ed ? ancor api? straziante”. Infine un messaggio stile-telegramma dalla Svizzera italiana, firmato da Vito: “Per fortuna abito a Lugano. Noi svizzeri siamo lenti ma l’Adsl c’? da diversi anni e funziona in tutte le valli. Auguro a tutti gli italiani di riceverlo perché ? magnifico. Ma le promesse e i bla bla dei politici non riempiono la pancia”.LEGGI DI PIU’ »

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