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    16
    mar.
    2006

    Il vivavoce? pericoloso per chi guida

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    da Punto InformaticoUn recentissimo studio dell'Università di San Diego ha confermato che quando si è alla guida non si deve fare altro. Il cellulare? In auto è un disastro, sempre e comunque

    Roma – Nuova accusa di pericolosità per i telefoni cellulari, messi all’indice da un dossier di ricerca che ha catalogato tutte le possibili distrazioni che i telefonini possono causare agli automobilisti. Lo studio è pubblicato sul numero di marzo di Psychological Science.
    La ricerca evidenzia che una delle soluzioni che molti utenti adottano per evitare distrazioni “fisiche” alla guida sono gli impianti vivavoce. Che però, come un boomerang, sembra essere tutt’altro che un’agevolazione per chi si trova alla guida di un automezzo: a quanto pare, il tempo di reazione sembra aumentare in maniera notevole in caso di qualunque azione compiuta durante la guida, anche l’ascolto di una telefonata a mani libere (anzi, sul volante).
    In una recente ricerca, 40 studenti sono stati posti in un simulatore di guida, corredato di volante, pedaliera (acceleratore e freno) e un ampio schermo al plasma. È stato chiesto loro di “seguire” un’auto, e di frenare al più presto possibile all’accendersi delle luci di stop. Nel fare questo dovevano inoltre compiere un’altra azione elementare, come premere un pulsante sul volante oppure dire una parola ad alta voce (tipicamente un’imprecazione), sempre all’accendersi degli stop dell’auto da “seguire”.
    Il risultato medio è stato un ritardo di 174 millisecondi nei tempi di reazione, quando le azioni dovevano essere compiute contemporaneamente, rispetto a quando dovevano essere invece compiute separatamente. 174 millisecondi significherebbero, secondo lo studio, una percorrenza di 16 piedi (quasi 5 metri) alla velocità di 65 miglia (circa 105 Km) all’ora. È stato inoltre verificato che il ritardo si verificava indipendentemente dalla natura della distrazione o dell’azione da compiere, manuale o vocale.
    “Questo studio abbraccia un settore di ricerca che dimostra che avere le mani libere non si traduce in una maggior prontezza di risposta” riferisce Jonathan Levy dell’Università della California di San Diego. E il motivo sembra banale, ma logico: il cervello ha difficoltà a prestare attenzione contemporaneamente a ciò che vede e ciò che sente, se questi input provengono da fonti differenti. Eppure molte leggi di diversi paesi, Italia compresa, consentono l’uso del cellulare in automobile, o del navigatore satellitare, ma richiedono proprio che le mani vengano “lasciate libere”, imponendo dunque il vivavoce.
    Non che i risultati dello studio sorprendano tutti: alle conclusioni ottenute dall’importante ricerca in molti si era giunti con poche riflessioni sul tema. Ma il vero problema è un altro: ricordare agli automobilisti che per guidare è necessaria una certa dose di attenzione.
    Dario Bonacina

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