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    18
    apr.
    2006

    Telefonia fissa contro cellulari: parte la nuova sfida dei prezzi

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    da Repubblica.it - di Alessandro LongoGli scenari in Italia e le offerte di servizi integrati. La rincorsa delle compagnieagli utenti che usano sempre meno il telefono di casaTelefoni fissi e cellulari si fronteggiano e si mescolano in una guerra di prezzi e di servizi: è lo scenario che sta prendendo forma, in Italia, come nel resto d'Europa. Gli esperti la chiamano "la convergenza": telefoni e operatori fissi fanno il mestiere di quelli mobili e viceversa, in un mercato che non è più chiuso in compartimenti stagni. Per gli utenti è la promessa di risparmi, già ora sul telefono di casa e tra breve anche sul cellulare; poi ci sarà per loro la nuova comodità di usare telefoni universali, fissi e mobili insieme: sono nei piani di molti operatori italiani, come si apprende dagli annunci di qualche giorno fa.

    Dei giorni scorsi è anche la notizia che certi operatori mobili, Vodafone in testa, sono interessati a entrare nel giardino del vicino, cioè mercato della rete fissa, andando a fare concorrenza diretta a Telecom Italia e a suoi analoghi europei. Com’è cominciata questa guerra, che l’utente attento a risparmiare farebbe bene a tenere sott’occhio? Da quando i principali operatori di rete fissa si sono accorti di un fenomeno: un numero crescente di utenti smette di usare il telefono di casa e fa tutto con il cellulare. Non ha una linea fissa e risparmia così sul canone. In Italia, secondo stime recenti, è il 17 per cento delle famiglie ad avere fatto questa scelta. Per un operatore come Telecom Italia è un danno triplice: perde il canone della linea base, entrate dal traffico voce ma anche la possibilità di offrire all’utente servizi evoluti su rete fissa (Adsl, Tv via Ip…). Ecco quindi, come raccontato da Antonio Ruggero (amministratore delegato Telecom) l’8 marzo al Telecom Day, nasce l’esigenza di tenersi stretti questi utenti, di coccolarli, riconquistarli. Come? Con tariffe flat-rate, che includono illimitate chiamate a fronte di un canone fisso (per esempio, Teleconomy No Problem). Il flat-rate sui servizi voce è la norma negli Stati Uniti, ma in Europa è una conquista recente. La dobbiamo alla paura che gli operatori hanno dei cellulari. Altrimenti, avrebbero volentieri continuato a farci pagare a forza ogni singolo minuto di chiamata. È solo il primo passo della disfida fisso-mobile. Adesso in Italia siamo al secondo, con l’arrivo di tariffe integrate Telecom-Tim. È passato poco più di un mese dall’annuncio della compiuta incorporazione di Tim in Telecom ed ecco i primi frutti: offerte di telefonia fissa (Teleconomy Famiglia) che si integrano con quelle per il cellulare (Tim Famiglia). Che ci sia una guerra in corso è dimostrato anche dal fatto che Vodafone è andata su tutte le furie: nei giorni scorsi ha inviato all’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) un dossier di denuncia contro le attività congiunte di Telecom-Tim, dichiarate anticoncorrenziali perché non replicabili dai concorrenti. Vodafone sconta, nel confronto, il fatto di non avere una rete fissa. Una lacuna però a cui intende rimediare, con una svolta strategica:

    “Potremmo non essere più soltanto operatori mobili e stiamo estendendo i nostri prodotti e servizi in altre aree”, ha detto Arun Sarin, il grande capo del gruppo Vodafone, il mese scorso. L’idea, dice Sarin, sarebbe di utilizzare Internet banda larga per offrire servizi voce anche da casa (tramite VoIP, insomma), a prezzi concorrenziali con quelli degli operatori fissi. L’utente usa sempre lo stesso cellulare, ma paga di più quando è fuori; di meno, quando è a casa. Vodafone ha già attuato l’idea in Germania, con la tariffa Zuhause (“a casa”), che permette di telefonare da casa tramite una connessione Internet senza fili. È di questa settimana la voce di corridoio, riportata da Italia Oggi, secondo cui Vodafone Italia starebbe per lanciare due analoghe offerte in Italia: telefonate a basso costo da casa a fronte di un canone mensile inferiore a quello di Telecom. Un invito a lasciare la rete fissa, insomma. Vodafone, contattata da Repubblica. it, denuncia la notizia come infondata. È indubbio, però, che una mossa sulla rete fissa prima o poi la farà. Incombe, del resto, un’altra mossa degli operatori fissi: i terminali ibridi. Sono cellulari e cordless VoIP insieme. In mobilità, usano la rete Gms. Dove c’è l’Adsl, si trasformano in cordless e permettono di chiamare a tariffe ridotte. Telecom Italia intende lanciare il prodotto in estate; sarà possibile usarlo via VoIP con Adsl Alice e hot spot WiFi di Telecom (punti di accesso pubblici senza fili). BT Albacom e Fastweb hanno detto di volere lanciare prodotti simili; Tele2 fa sapere che è interessata a servizi convergenti fisso-mobili, tramite terminali ibridi oppure tariffe integrate. Telecom potrà farlo senza problemi, perché ha in casa una rete mobile (quella di Tim). Gli altri operatori fissi citati, invece, stanno cercando di accordarsi con qualche operatore mobile per lanciare servizi convergenti sulla sua rete. Dietro queste idee c’è un dato di fatto: in Italia il 75 per cento delle telefonate via cellulare avviene da luoghi dove sarebbe disponibile un normale telefono su rete fisso. Si attende un bel duello.
     
     

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