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    03
    mag.
    2006

    Roma: turista raggirato paga birra 1.000 euro

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    Roma, 3 mag. (Apcom) - A distanza di pochi mesi dal caso del turista americano che aveva pagato 980 euro per due birre, un altro caso simile viene segnalato ad aprile di quest'anno all'avvocato Sergio Scicchitano, delegato del sindaco di Roma alla Tutela dei Consumatori. Un turista proveniente da Hong Kong ha pagato 990 euro per una birra La denuncia del turista di Hong Kong è arrivata pochi giorni fa e l'ha ricevuta ancora una volta Scicchitano che ha immediatamente avviato gli accertamenti del caso, attualmente in corso. Il turista, di nazionalità britannica e residente in Germania, racconta di essersi ritrovato in un locale nelle vicinanze di via Veneto e di avere consumato solo una birra. Il conto? Novecentonovanta euro. A trascinarlo fin lì sarebbe stato un altro turista di nazionalità brasiliana conosciuto durante una passeggiata a piazza Barberini.

    Il turista brasiliano avrebbe invitato il turista di Hong Kong in un “pub” nei pressi di via Veneto. Una volta nel locale la vittima della presunta estorsione ha capito che qualcosa non andava, ma ha comunque bevuto una birra e ha scambiato quattro chiacchiere con due delle “signorine” del locale. Il turista ha consumato la sua birra mentre le due “signorine” chiedevano un flute di champagne ciascuna, consumazione che il cliente – fin dall’inizio – dice di non essersi reso disponibile a pagare per loro. Il conto è di 990 euro inizialmente, poi il malcapitato ottiene uno “sconto” di 490 euro e così accetta di effettuare un pagamento con la sua carta di credito per 500 euro. Poi però al cliente vengono invece addebitati sulla carta a sua insaputa 990 euro (quasi il doppio) a favore di un altro esercizio commerciale, un ristorante della zona.
    Il cliente dice di aver tentato di sporgere denuncia in più posti di polizia, ma secondo quanto dichiara il turista nessuno capiva l’inglese e non c’erano interpreti disponibili per raccogliere la sua denuncia. Fino a che pochi giorni fa si è messo in contatto con l’Ufficio per la Tutela dei Consumatori del comune di Roma che ora ha avviato una pratica interessando le competenti autorità per gli accertamenti del caso.
     
     

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