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    Home > articoli > Per quel che serve…
    18
    mag.
    2006

    Per quel che serve…

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    Caro Beha,per quel che serve, le volevo comunicare tutta la mia solidarietà e adesione alle sue spesso inascoltate o, peggio, ostacolate battaglie. La seguo sempre con interesse e partecipazione, compro i suoi libri come segno di appartenenza a quanti rifiutano di arrendersi di fronte alle ingiustizie e alla dilagante corruzione.

    Su Berlusconi e il berlusconismo tanto si è detto. Ma da tempo, nel mio piccolo, sostengo che il problema non sono i TG di Emilio Fede, a metà strada tra il paragiornalismo raffazzonato e lo show cabarettistico dagli scarsi contenuti comici, ma il rafforzarsi di un modello trasmesso attraverso la storia personale dell’ex premier e dei suoi sodali; della “normalizzazione” imposta attraverso i programmi di intrattenimento ad alto contenuto lobotomico, di un sistema in cui il messaggio prevalente è che i furbi (e i potenti) se la cavano sempre. Viviamo nell’arroganza e nella mancanza del rispetto delle regole, se non addirittura allo stravolgimento delle regole per rimediare ai soprusi già messi in atto, con una svalutazione preoccupante del senso di responsabilità e di cultura civica che ci retrocede tra i paesi meno affidabili dell’Europa occidentale. I risultati si vedono tutti i giorni: ognuno cerca di imporre la legge del più forte, ha più ascolto chi più urla; l’autoaffermazione passa attraverso la volgarità e la sopraffazione. Ho vissuto un po’ a Parigi, e a Ginevra per diversi anni, e pur con le inevitabili manchevolezze di qualunque tessuto sociale, ho sempre ammirato la partecipazione dal basso, da parte dei cittadini, per un sistema che coinvolga il più possibile ogni individuo al fine di una società il più possibile giusta. Noi persone miti, noi che cerchiamo di applicare un’etica della responsabilità nei minimi gesti quotidiani abbiamo bisogno di voci come la sua che in qualche modo “doppino” le nostre bocche che si aprono inutilmente, senza emettere suono.Siamo muti in un paese di urlatori.Continui a parlare anche per noi.Riccardo Bentsik

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