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    06
    giu.
    2006

    I dieci comandamenti di calciopoli

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    Attribuire molto peso ai paragoni di Capello è esercizio intellettuale dispendioso. Meglio risparmiarlo per occasioni migliori. Mi rendo conto però che Don Fabio è un personaggio notevole del calcio e quindi fa audience. Ricordo quando imperversava la "querelle" fra Sensi e il potere del calcio. Moggi e Giraudo scaricavano accuse sulla gestione della Roma e lo definivano "doping amministrativo". Don Fabio, allora allenatore della Roma, replicava: "Sempre meglio questo tipo di doping rispetto a quello vero che si pratica da altre parti".

    Poi lui sarebbe andato proprio da “altre parti”.Adesso ha paragonato le vessazioni accusatorie verso la Juventus a quelle patite dal PSI durante Tangentopoli. Visto il precedente, c’è da aspettarsi di vedere Capello impegnato in uno dei nuovi (o forse meglio dei “vecchi pezzetti”) partiti socialisti che impazzano nel flipper della politica italiana. Mi chiedo a chi sta toccando (o a chi toccherà) il ruolo della Democrazia Cristiana all’interno di calciopoli. Al Milan?L’accostamento ipotetico sarebbe in ogni caso inquietante se solo si pensa che diversi dinosauri dello scudocrociato dell’epoca sono riusciti a mantenersi in vita e rigenerarsi (De Mita, Cirino Pomicino, Scotti, oltre che il mostro senza tempo Andreotti, che si ciba dei suoi resti).E qualche segnale preoccupante in tal senso c’è. Marcello Lippi e Adriano Galliani sono rimasti al loro posto nonostante lo Tsunami calcistico li avesse in qualche maniera raggiunti. Fabio Cannavaro, già macchiato da altre vicende screditanti, porta sul braccio la fascia di capitano della Nazionale. Se dovesse alzare la coppa del Mondo ci si sentirebbe rappresentati da lui? Su Buffon e Iaquinta gravano sospetti di scommesse, addirittura su partite della loro squadra.Siamo sicuri sia stato proprio un bene nominare ai vertici del calcio due personaggi, Guido Rossi e Francesco Saverio Borrelli, sì prestigiosi, ma che non sanno di calcio e, peggio ancora, non conoscono il calcio?Chi sa come vanno certe cose (o dovrebbero andare) nel calcio e conosce il variopinto e criptico dizionario del pallone italiano, leggendo le intercettazioni percepisce la gravità o la “normalità” di certe espressioni, di certe frasi particolari; altresì può cogliere sottigliezze e messaggi subliminali nascosti fra bisbigli e mezze parole. Chi invece ha vissuto ed esplorato finora altri pianeti, potrebbe imbattersi in difficoltà (perfino “inconsapevoli”) e, come gli astronauti sulla luna, rimanere sospesi nell’aere, muoversi goffamente e non riuscire a poggiare i piedi sul suolo divenendo padroni della nuova realtà.Ci si augura quantomeno che Rossi e Borrelli si stiano avvalendo di collaboratori competenti ed affidabili, perché se dovesse dipendere solo da loro, qualche incongruenza finale in termini di sentenze afflittive e penalizzanti potrebbe verificarsi.Sia chiaro che visto quanto hanno (o “non hanno”) combinato i loro predecessori, non c’è alcun rimpianto. Il calcio non era più in grado di autodeterminarsi e di rispettare i regolamenti ormai da troppo tempo. Segno implicito che l’inquinamento non aveva risparmiato i vari collegi giudicanti.L’ultimo esempio clamoroso (per le proporzioni) è stato il calcio-scommesse scoppiato alla fine della stagione 2003-2004. Molte società (quasi tutte quelle nella sfera-Gea) erano coinvolte ma se la cavarono a buon mercato.Si verificarono situazioni paradossali. Furono squalificati tre giocatori e il direttore generale del Catanzaro Lo Giudice, ma la società non subì penalizzazioni, tanto per citare un episodio (coinvolgimento diretto quindi di un dirigente).Ora che i vertici sono cambiati e soffia un vento di giustizialismo, i giudici (che non sono cambiati) potrebbero comunque invertire la rotta.Leggo e sento dire che in questo scandalo la parte sana siano i calciatori, sostanzialmente assenti dalle intercettazioni. Non so se prenderla come battuta e sorridere o considerarla seriamente. In questo caso difficile trovare un rimedio.La favoletta che i calciatori non sanno un cavolo fritto di nulla, non si accorgono di nulla, non partecipano a nulla, non regge più. Non sanno se qualcuno li dopa, non ricordano cosa il medico gli somministra e quante volte, non si rendono conto se un arbitro li sta favorendo o danneggiando. Per i calciatori e per molti addetti ai lavori (ai “lavori taroccati” a sto punto, oppure agli “addetti taroccati”?) esistono questi Comandamenti illuminati dalla luce dello scandalo scoppiato:1) alla fine del campionato torti e favori arbitrali si ricompensano;2) partiamo da un’assioma: gli arbitri sbagliano in buona fede;3) da quanto vediamo in Europa e nel Mondo, è evidente che gli arbitri italiani siano i migliori del mondo;4) gli assistenti di linea non hanno la moviola e non potranno mai vedere contemporaneamente la palla partire e la posizione del calciatore;5) aldilà di chiacchiere da Bar dello sport, opinioni, polemiche, illazioni, critiche ecc. , il campo è sempre il giudice insindacabile;6) ogni partita fa storia a sé;7) nel calcio nessuno ti regala niente;8) lo scudetto alla fine lo vince la squadra più forte;9) la classifica finale è lo specchio fedele delle forze del campionato:;10) Ama il tuo Moggi come te stesso.”Troisiano” all’infinito: i luoghi comuni, le frasi fatte, hanno contribuito al dissolvimento culturale ed etico del nostro paese.E ci sono ancora tante cose che non leggo e non sento e invece mi piacerebbe.Vorrei capire se è un caso che Zamparini è eletto vicepresidente della Lega (dimessosi anche lui adesso) e cinque giocatori del Palermo sono stati convocati in nazionale (per tenerselo buono?).Vorrei capire perché si è dimesso (o è stato dimissionato) Donadoni dopo Livorno-Messina 2-2 dell’ultimo campionato. Gli orobici vincevano 2-0, poi due di loro si son messi a giocare a pallavolo negli ultimi cinque minuti, causando due rigori. Uno di essi è lo stesso che qualche anno fa in Torino-Bologna al compagno granata Delli Carri diceva (ripreso il labiale dalle telecamere): “Fagli fare gol, fagli fare gol!”. Su calcio d’angolo, il rossoblu Cruz fu lasciato libero di siglare l’1-1 finale. Ed è sempre lo stesso che nel campionato 2004-2005 (quello delle intercettazioni), in Livorno-Siena 3-6 (scongiurato il tie-break) fece, dopo neanche venti minuti, un inutile quanto spettacolare fallaccio a centrocampo che consentì a De Santis di espellerlo.Vorrei capire perché persiste nell’ambiente un’omertà a prova di bomba atomica. Solo sussurri e gridolini, a volte corretti, a volte ritrattati, a volte “male” interpretati. Ci fosse una bestia di calciatore con le palle disposto a dire qualcosa.I calciatori sanno molte cose, moltissime, ma il Dio Denaro ha portato loro benessere, agi, notorietà. Chi sta troppo bene, non denuncia il male.Così come gli arbitri. Sono sporadici i casi di chi denuncia e racconta. Si è preferito subire umiliazioni, come Paparesta, in nome di un discreto guadagno e sull’altare di una carriera prestigiosa.I giornalisti vanno da sé. Il giornalista deve essere libero lì, nella testa, dentro la testa. Se i primi ad avere turbe sono i presunti maestri, la dettatura del pensiero è un frutto consequenziale di emuli e allievi.Anche in questa categoria, troppi bulloni dell’ingranaggio si fanno strada. Alcuni sono riusciti a diventare catene di montaggio o assi di sostegno, ma alla fine la ruggine macchia l’anima, cancella i bagliori, divora gli onori.Arbitri e giornalisti, carriere senza talenti, talenti senza carriere.Ritornando ai paragoni, Oliviero Beha ha ribattezzato la cupola calcistica come una sorta di Loggia massonica, la P3. E stavolta varrebbe davvero la pena rifletterci. In effetti gli ingredienti similari ci sono, sia pure in miniatura, visto il coinvolgimento di forze dell’ordine, ministri, politici, giornalisti, talpe in procura e adepti fideisti disseminati in varie società.E a proposito: verranno mai rese note le intercettazioni telefoniche di Moggi & Company con i politici? O l’immunità oscurerà per l’ennesima volta verità scottanti?Certo chi mai l’avrebbe detto? Due toscani, fra Arezzo e Siena, due scandali, due vicende che hanno coinvolto e sconvolto vari settori della vita italiana. Un rappresentante di materassi per la P2 e un ferroviere per la P3. Come dire: meglio dormire e non pensarci o partire e andare lontano?Giuseppe Zangari___________________________Ciao Oliviero,sono Giuseppe Zangari.Forse ricorderai, forse no, ma anni fa (credo ormai 13-14) ogni tanto ti disturbavo x qualche intervista (“Gazzetta di Catanzaro, “Lavorare”) .Ieri sera è capitato di vederti in Tv in un dibattito sul calcio. Accanto a te c’era anche Plastino, con cui, proprio in quegli anni, ho collaborato in Goal di Notte ed altre cose, anche se poi non è finita bene.Noto che sei molto prolifico negli ultimi tempi nelle librerie. Sarà il caso di inserirti sul mio quaderno delle spese programmate mese x mese, altrimenti non riesco a starti dietro. Oppure inventa qualcosa con il tuo editore, tipo un pagamento a rate: “acquista subito e cominci a pagare da gennaio 2007″, come fanno con i computer.Volevo solo farti i miei complimenti. Il tempo non ti cambia (intellettualmente intendo, ma fisicamente sembra te la cavi pure). Non ho ancora comprato il libro che hai scritto con Di Caro (che non conosco).Appena posso, lo comprerò.In Trilogia della Censura hai riproposto “Mundialgate”, che cmq avevo. Fui uno dei pochi a “beccarlo” in libreria prima che lo togliessero.Ti leggo con interesse (dai tempi di “All’Ultimo Stadio”). Fa piacere che ci sia qualcuno che ha possibilità di poter scrivere e pubblicare il proprio pensiero documentandolo con fatti circostanziati o ragionandoci empiricamente e sociologicamente come fai tu. Qualche nicchia di libertà di pensiero in questo paese sussiste. E questo allevia un po’ le tante frustrazioni (inconfessate a volte a noi stessi) a cui si è soggetti.Ho letto lo scorso anno di un tuo figlio che fa il calciatore (mi pare dovesse andare al Forlì). Se non ricordo male ho beccato il suo nome in serie D (Bolzano?), ma solo x qualche partita, poi l’ho perso di vista.Ti ho inviato, oltre a questo, che vuole essere solo un saluto, un mio contributo (anche in word), su calciopoli. Ho visto che ogni tanto sul tuo sito sono pubblicati articoli oppure lettere che presumo ricevi tu. Se lo ritieni opportuno, puoi inserirlo. Senza problemi se non puoi.Vabbé, non ti trattengo oltre.Scusa x qualche chiacchiera. Ancora complimenti.Buon lavoro e tante belle cose,Giuseppe Zangari___________________________
     

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