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    21
    giu.
    2006

    Nel mondo delle misteriose fiduciarie

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    Caro Oliviero Beha, le mando in allegato questo mio servizio sulle fiduciarie che controllano gli azionariati di alcune società di calcio di A-B-C1 pubblicato dal mensile La Voce della Campania, nell'ultimo numero di giugno.Cordiali salutiMarco Liguori-----------------------------------------CALCIO TOP SECRETLa Voce della Campania - giugno 2006Fiduciarie nel calcio, che passione! I misteri dell’italica pedata non si esauriscono alle sole intercettazioni, riguardanti numerosi personaggi del pallone nostrano, come Luciano Moggi, Franco Carraro e i “figli di papà” della società di procuratori Gea World. Infatti, i padroni di alcuni club hanno trovato un modo perfettamente lecito di aggirare la disposizione prevista dall’articolo 16 bis delle Norme organizzative federali (Noif), la quale prevede che “non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale”. La norma è molto restrittiva, al punto da chiarire che “un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali”. Lo spirito di questo articolo delle Noif è molto chiaro: impedire a un “grande fratello” di controllare, direttamente oppure indirettamente, la gran parte delle società di calcio. Ma i signori del pallone hanno trovato l’”uovo di colombo”, ossia utilizzare una società fiduciaria che scherma il proprietario o i proprietari di un club. A ciò si aggiunge anche l’uso di società estere, soprattutto del Lussemburgo. Il Commissario Guido Rossi, incaricato di riscrivere le regole della Figc, dovrebbe anche provvedere alla riforma dell’articolo 16 bis, aggirato con il sistema “fiduciario”.

    Romafides for ever
    Il Napoli Soccer, presieduto da Aurelio De Laurentiis e fresco neopromosso in serie B, è controllato quasi interamente dalla Filmauro. A sua volta, secondo le ultime visure disponibili in Camera di Commercio, la società cinematografica è posseduta al 90% da Romafides, fiduciaria del gruppo bancario Capitalia: il 10% è in mano alla moglie di De Laurentiis, Jacqueline Baudit. Dunque, non è dato sapere se il presidente azzurro sia proprietario oppure no della Filmauro. Sempre nelle visure, si nota che De Laurentiis non ricopre alcun incarico nel consiglio di amministrazione della Filmauro: ne è solo procuratore, nominato l’8 novembre 1989. Riguardo a Romafides c’è da ricordare che ha mascherato il socio occulto della General Athletic, che controlla la Gea World assieme alla Football Management, sino all’autunno del 2003. Secondo un’interpellanza parlamentare, presentata al governo Berlusconi il 13 novembre 2002 da due senatori della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni e Francesco Tirelli, la fiduciaria avrebbe nascosto Luigi Carraro, figlio di Franco Carraro presidente dimissionario della Figc.
    E dalla vincitrice del girone B della serie C1, passiamo alla vincitrice del girone A, lo Spezia Calcio 1906. Il presidente del club ligure è Giuseppe Ruggieri, amministratore unico della Italcantieri, gruppo edile che in passato è stato anche posseduto da Silvio Berlusconi. La catena di controllo dell’altra neopromossa in serie B è lunga. L’Italcantieri comprò dall’Inter ai primi di luglio 2005 il 60% della società ligure, al valore di 3,3 milioni: il pacchetto fu girato alla sua controllata Gestioni Sportive e Immobiliari di Reggio Emilia, di cui Ruggieri ne è l’amministratore unico. L’Inter è rimasta ancora azionista dello Spezia con il 38,67% del capitale. A sua volta, l’Italcantieri è posseduta al 95,6% dalla Matutia Holding, società di Pavia. anche qui, Ruggieri compare come amministratore unico. A sua volta, la Matutia ha due principali azionisti: la controllante Ruggieri Immobiliare srl al 65% e la Mava Immobiliare al 32,5%, entrambe con sede a Reggio Emilia. Giuseppe Ruggieri è il procuratore speciale della prima. In ambedue le società, il loro azionista di controllo al 99% si nasconde dietro la Fiduciaria Emiliana, anch’essa con sede a Reggio Emilia: una familiare di Ruggeri, Anna Ruggieri, ne possiede l’1% di entrambe. Alla fine della piramide societaria, dunque, non è dato sapere chi sia il vero proprietario dello Spezia.
     
    I pacchetti di Corioni
    Luigi Corioni è amministratore unico del Brescia Calcio, militante in serie B. Comunemente lo si indica anche come proprietario. Tuttavia, secondo le visure camerali, è proprietario solo del 5,06% della società lombarda: il restante 94,93% è della Brescia Service. Quest’ultima è interamente controllata dalla Sportinvest: nell’ottobre 2005 il pacchetto di maggioranza del Brescia era passato dalla Sportinvest alla Brescia Service. Lo stesso Corioni aveva ceduto nel giugno 2005 un pacchetto di 4mila azioni della Brescia Service alla Sportinvest: anche due altri due soci avevano ceduto le loro quote a questa società. La Sportinvest è posseduta pariteticamente da due fiduciarie: la Nazionale Fiduciaria, della lodigiana Banca Popolare Italiana, e la Solofid, della bresciana Banca Lombarda.
    Meliorcagliari
    Massimo Cellino è presidente del Cagliari Calcio. Visure alla mano, quest’ultima è a sua volta posseduta al 99,98% dalla Edilstudio, che come la sua controllata, sembra sia stata trasferita a Milano, per ottenere dei finanziamenti. Nell’agosto 2005 la Edilstudio è stata fusa per incorporazione nella Eleonora Immobiliare, anch’essa con sede nel capoluogo lombardo. L’unico azionista della Eleonora Immobiliare è, manco a farlo apposta, la fiduciaria del gruppo Meliorbanca, la Meliortrust. Oltre alla banca milanese con il 43,95%, c’è anche Giampiero Tasco, ex presidente del contropatto Bnl degli “immobiliaristi” Stefano Ricucci e Francesco Gaetano Caltagirone, nonché uomo di fiducia di quest’ultimo, con il 28,02%.
    Da Udine al Granducato
    Infine, dopo le fiduciarie si approda in Lussemburgo, via Udine. Le visure camerali riportano che primo socio dell’Udinese è la Gesapar sa, che ha sede nel granducato, con il 98,34%: Giampaolo Pozzo ne possiede le restanti briciole. Stando al Journal Officiel lussemburghese, la Gesapar è stata costituita nel luglio del 1998 da due soci fifty-fifty aventi sede a Panama: la Global Services Overseas inc. e la International Business Services inc. Ma chi c’è dietro queste due società? Il mistero è più fitto che mai.
    Marco Liguori———————————UNA JUVE TARGATA GRANDE STEVENSLa Voce della Campania – giugno 2006
    Ci sono tre fiduciarie anche nella galassia Juventus: il loro uso però non riguarda l’assetto proprietario bianconero. Il club della famiglia Agnelli stipulò nel luglio 2003 con il Comune di Torino l’atto con il quale è stato costituito il diritto di superficie per 99 anni sullo stadio Delle Alpi e sulle aree adiacenti, per appena 25 milioni di euro complessivi, ad appena 4,68 euro annui al metro quadro. La Juve bianconera ha avuto il diritto di edificare su un’area di 54mila metri quadrati un centro commerciale, una multisala cinematografica e la sede. Di conseguenza, è stata costituita la Semana, società che ha ottenuto l’appalto per la gestione e manutenzione dell’impianto torinese: il 30% è in mano alla Juve, mentre il restante 70% è di proprietà della Ese-European service engineering, costituita nel 2002. Stando alle visure camerali, l’azionariato di questa società è un autentico mistero: il 90% è detenuto dalla Nomen fiduciaria e il restante 10% dalla Simon Fiduciaria. Entrambe velano i veri proprietari delle quote. A sua volta la Nomenfid è controllata al 76,72% da un’altra fiduciaria, la Sofegi. In questa c’è una sorpresa: il 60% è di Riccardo Grande Stevens, mentre il 90% è in mano a Cristina Grande Stevens. Entrambi sono figli dell’ex presidente bianconero Franzo Grande Stevens, che a sua volta ne possiede il 10%. I due rampolli figli dell’“avvocato dell’avvocato” sono anche rispettivamente primo e secondo azionista della Nomenfid: Riccardo ne detiene il 52%, mentre Cristina il 18%. Particolare curioso: Nomenfid, Simonfid e Sofegi hanno sede a Torino in via del Carmine 10, a pochi passi dallo studio del padre, collocato al numero 2 della stessa strada. La Sofegi cistodisce anche quote della Giovanni Agneli & c., la cassaforte della “real casa” torinese.
    Presidente e amministratore delegato della Semana è Alessandro Gilardi, amministratore delegato della Gilardi Costruzioni Generali. Quest’ultima possiede il 27,2% della Campi di Vinovo, sui cui terreni dovrà sorgere il centro commerciale Mondo Juve: la Juventus ne è l’azionista di controllo.
    Ma. Lig.
     

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