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    23
    giu.
    2006

    Presi a calci/1

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    Quando il gioco si fa duro,  i duri prendono a giocare. Se state pensando al famoso motto di Belushi applicato all’Italia di Lippi e Totti (sic!  per il suo servizio di posate,  a partire dal cucchiaino…),  passata con inopinata sofferenza agli ottavi di Germania,  ebbene,  state sbagliando. La partita giocata in modo duro è invece quella dei deferimenti del Procuratore Federale,  Palazzi,  per lo scandalo di Calciopoli. Dovevano uscire - annunciati - mercoledì pomeriggio. Braccio di ferro tra il Commissario Straordinario,  Guido Rossi,  e la Nazionale ad Amburgo,  alla vigilia dello spareggio decisivo con i ceki. Niente,  nessuna turbativa,  tutto slittato e invece gli orari di Borsa evocati a giustificazione. Dovevano uscire ieri sera,  a partita terminata e Piazza Affari chiusa a quattro mandate: e invece il tempo scorreva,  e le ratifiche federali si facevano attendere,  mentre si avvicendavano ai microfoni e alle telecamere in Germania i suberoi della partita appena vinta,  ben 13 dei quali appartengono,  a partire dalla saracinesca di Buffon,  alle quattro squadre che per certo si davano come deferite.

    Alla fine anche il Palazzi ha partorito,  ma una specie di topolino :  i nomi di Juventus,  Milan,  Lazio e Fiorentina,  gli articoli violati (lealtà sportiva,  responsabilità diretta e responsabilità oggettiva),  il numero dei rinviati al maxiprocesso che debutterà tra una settimana a Roma,  e cioè 30,  tra dirigenti ed arbitri.
     
    Nomi? Niente,  c’è la privacy. Non sappiamo neppure se oltre a Carraro ci sia come ci si attendeva Galliani,  che forse si attendeva addirittura da solo se ha evitato di comparire ieri in tribuna ad Amburgo,  rimanendo in Italia. Spiegazione? In una nuvola di incenso patriottico,  credo che Palazzi a Roma e Guido Rossi ad Amburgo abbiano pensato bene di guadagnare tempo,  e di impedire che nelle strade si sventolassero i tricolori e si ammainassero contemporaneamente gli stendardi dei club derelitti. Non si vuole un popolo schizoide,  insomma,  almeno per una sera. Prosit.
     
    Da Il Sole 24 Ore

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