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    04
    lug.
    2006

    Maxiprocesso

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    Se il buongiorno si vede dal mattino, tutti i deferiti nel maxiprocesso devono aver pensato ieri, quando il giudizio è ricominciato nel ventre dell’Olimpico, che si annunciano giorni pessimi. I 30 soggetti sul banco degli imputati, 26 persone e le arcinote 4 società. Juve, Milan, Fiorentina e Lazio, confidavano parecchio sia nell’accoglimento delle eccezioni dei loro legali(tutti e 30 avevano contestato le intercettazioni nella forma e nella sostanza, in un’ansia di verità che innamora…) sia in un clima da “volemose bene, semo de Roma e semo del pallone”. La Commissione d’Appello Federale dopo sette ore di Camera di Consiglio che avevano fatto sperare gli accusati fin oltre le 19, ha invece respinto praticamente tutte le eccezioni e insieme ha nebulizzato il preteso clima amichevole di cui sopra. Sì, Ruperto, il presidente della Commissione, viene  appellato “reperto” per l’età, sì, Lotito è diventato per errore all’altoparlante “Lolito”, ma l’impressione emersa ieri sera è che si vada a un giudizio non accomodante, almeno in partenza. L’arrivo è previsto entro il 20 luglio per le ovvie ragioni di calendario e di iscrizione alle Coppe.

    E in questo parrebbe che il Pm sportivo, Palazzi, incontri le adesioni dell’organo giudicante. Intanto, appunto contro la montagna di eccezioni il volume di intercettazioni è stato giudicato probante e utilizzabile nel dibattimento. Poi Moggi non sarà oggi più un tesserato, ma lo era ed era “incensurato” quando venne colto sul fatto, e quindi verrà giudicato come gli altri deferiti. Diego Della Valle idem, nel senso che pur non ricoprendo cariche effettive nella Fiorentina, in qualità di azionista di maggioranza nel club (avrà rimpianto l’azionariato popolare mai realizzato?…) dovrà rispondere delle accuse mosse dal Procuratore federale. E via così.
    Quanto a tutto il materiale invocato, dvd e filmati, e alla falange di testi a discarico, oltre 200 palesemente per spingere il processo alle calende greche, l’insieme è stato definito “irrilevante” e come tale tenuto fuori dalla discussione che comincia finalmente stamani. Pensare che un maxiprocesso che ha come epicentro dello scandalo di Calciopoli, o Moggiopoli o quel che sarà secondo i giudici di competenza, la categoria degli arbitri, sembra lontanissimo dalla sensibilità con cui stasera assisteremo alla disfida di Dortmund nei Mondiali. L’arbitro Archundia verrà percepito magari come extraterrestre in mezzo a tedeschi e italiani, mentre a Roma sfileranno i De Santis. Bizzarra la situazione, non è vero?
     
     

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