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    24
    lug.
    2006

    Calcio, dei diritti (tv) e delle pene

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    da l'Unità del 22 luglio 2006 - di O.B.Fino alle conclusioni di questa nota sospendo ogni giudizio:elenco un rosario di fatti,separati (come ai bei tempi…) dalle opinioni,perlomeno le mie.Ieri dal Consiglio dei Ministri è partita la legge delega sulla rinata “contrattazione collettiva dei diritti tv” nel calcio.Il Ministro Melandri con entusiasmo ha detto che questo tornare indietro è “al fine di trovare un nuovo equilibrio nel settore e restituire maggiore competitività nel settore calcistico”(opinione collegata al fatto).Stamani si riunisce l’ultimo grado di giudizio pallonaro,la Cassazione rotonda,la Corte Federale.In teoria sarebbero 8 membri,non giudici ma quasi tutti esperti di diritto,più il presidente.Invece sono solo 4,più il presidente.Che non è neppure lo stesso di quando è scoppiato il maxiscandalo.Era Pasquale De Lise,anche presidente di una sezione del Tar del Lazio,il Tribunale Regionale dove per legge da tre anni finiscono gli eventuali ricorsi delle società.Per opportunità,si è dimesso(ma non era in opportuno già in nuce?).Come pure per opportunità(politica di schieramento,politica e basta,logistica,concettuale,vacanziera?)come i piccoli indiani di Agatha Christie si sono dimessi via via il segretario di Palazzo Chigi,Carlo Malinconico,e quello agli Interni,Alessandro Pajno.Sono sempre fatti.Presidente della Corte,che giudicherà di una montagna di denari e di principi,è Piero Sandulli,ex assessore di Giunta di Francesco Rutelli e del Cda della Lazio di una volta.Benone.

    Se è per questo anche Guido Rossi,e Diego della Valle,hanno fatto parte del Cda dell’Inter di Moratti.Non si nasce sotto i cavoli.E Guido Rossi è come si sa colui il quale è  stato nominato Commissario Straordinario della Federcalcio al posto del Carraro deferito e dimesso (con un ritardo ahimé secolare) “solo” il 17 maggio scorso.Da chi?Formalmente dal Coni,presieduto da Gianni Petrucci e con un segretario generale ancora in carica,Raffaello Pagnozzi,intercettato con Moggi a parlare (indovina) di doping.In realtà la designazione di Rossi,dopo il “balon d’essay” di Gianni Letta che ha declinato,viene ovviamente da Palazzo Chigi.Un altro fatto.
    Sotto il Commissariamento Straordinario di Guido Rossi,che ha conservato Lippi,Buffon e Cannavaro,l’Italia ha vinto la sua quarta Coppa del Mondo.Festa.Sotto il medesimo Rossi,la Fifa ha preso per i fondelli la Federcalcio e l’Italia squalificando Materazzi quasi quanto Zidane.Pena.Commento di Rossi:”Giudicherà l’opinione pubblica”.Pare non tocchi a lui.Ma come?Il rappresentante politico del calcio italiano è Rossi.In questo caso neppure Carraro avrebbe potuto fare di meno.
    Determinato e decisionista è invece sembrato il Commissario in altre situazioni.Due giorni fa per esempio ha ribadito,alla vigilia della Corte Federale,quasi a commissionare la fretta,che il campionato comincerà regolarmente il 27 agosto.Così come aveva annunciato che si sarebbero rispettati in pieno i tempi Uefa per l’iscrizione alle Coppe,”costasse quel che costasse”.Ora sembra pure sul punto di assegnare lo scudetto ultimo scorso all’Inter,terza,”per non perdere i vantaggi europei in Champions”.Strepitoso.
    Peccato che nel frattempo la Procura di Napoli abbia “sparato” altre cartucce,e la Reggina rischi grossissimo,e la slavina tra i club paia lontano dall’essere terminata.Giustizia a rate?Possibile?A latere di tutto ciò,ovvero di una realtà di solito presa in esame episodio per episodio e non in un disegno d’insieme,il 14 luglio, a Caf ormai matura per partorire “la più grave sentenza mai emessa nella storia del calcio italiano”,è successo un fatto curioso,quasi sottaciuto e invece degno degli Annali del Tempismo o del Rocambolismo burocratico istituzionale: un gentile signore di professione magistrato,figlio di un notissimo Ministro autostradale,cioè Cosimo Maria Ferri,quella mattina è stato nominato nel Consiglio Superiore della Magistratura.Ebbe?Che c’è di strano se non la concomitanza con la presa della Bastiglia (un altro fatto)?Peccato che Ferri fosse sotto processo alla Caf per omertà,ovvero omessa denuncia avendo saputo qualcosa dello scandalo ed essendo allora membro della Commissione federale per le vertenze economiche,carica dalla quale si era dimesso.Le dimissioni gli sono valse l’archiviazione per difetto di giurisdizione proprio da parte della Caf,precisamente il 14 pomeriggio.Una giornata storica,ammetterete.
    In questo pasticciatissimo panorama (e vai con le opinioni…),politica e calcio mischiano sempre più le carte,e,incerto se classificarle tra i fatti o le parole (ma più tra i fatti…),sarei tentato di elencare tutte le prese di posizione pubbliche o iperpubbliche dei politici,dei sindaci ecc.Chi suggerisce un giocatore,chi lamenta la mancanza di amnistie mischiando le carte con l’indulto per i reati di stampo berlusconiano(cfr.la dissociazione di Di Pietro),chi incontra i tifosi per “chiarire che la politica non c’entra”:cronache dal delirio,ma all’amatriciana.
    Fin qui un nutrito ventaglio di fatti in due mesi ricchissimi di emozioni.Adesso,prima che sia troppo tardi,vogliamo rimettere a posto le priorità?E’ o non è uno scandalo di sistema,sempre più vasto(cfr.la Procura di Napoli)?Viene dunque prima un minimo di chiarezza e di equità o la procedura d’urgenza del gatto con i relativi micini non vedenti?Il calcio nel suo complesso,in viaggio da exfogna a settore decente,è disposto a pagare pegno pur oneroso al tempo,posponendo calendari e interessi, per aver modo di saperne di più e non veder commettere eventuali errori giudiziari che a priori debbo considerare certamente in buona fede?Si pensa a che cosa porterà nelle piazze in autunno una raffica di sentenze abborracciate?Non è più serio rischiare qualche settimana in più per ulteriori verifiche,magari anche per far lievitare le pene se le circostanze lo richiedessero?
    C’è un momento in cui non è più possibile procrastinare la giustapposizione del “presto” con il “bene”,le due voci invocate da Borrelli all’inizio delle sue indagini.Credo che sia arrivato,e che da oggi questo problema vada posto irrinunciabilmente e senza giri di parole.Guido Rossi è partito Commissario da uomo avveduto e fortunatamente esterno alla “chiavica”.Sta guidando la nave tra i flutti da Gran Timoniere per evitare che finisca “senza nocchiero in gran tempesta”.Ma si può permettere di buttare a mare principi e interessi spesso intrecciati come zavorra per alleggerire la navigazione ?
    P.S.Tra i “flutti”,forse è sensato rileggere la serie di fatti sopra elencati e fiutare un vento che non porta un buonissimo odore.Non solo un vento di mare,insomma…
     
     

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