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    02
    ago.
    2006

    Calciopoli

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    Carissimo Dott. Oliviero Behasono un docente e nella mia quotidiana attività di insegnamento non mi stanco mai di  invitare i miei alunni al rispetto delle regole e alla fiducia nell'onestà dei comportamenti nonchè nella giustizia.Ciò che però è accaduto nella serata del 25 luglio 2006 ha dell'incredibile e non certo aiuta le giovani generazioni al rispetto degli altri. Mi riferisco alla presenza di due presidenti di squadre di calcio ad una trasmissione di Rai 1, andata in ondata a ridosso della sentenza della Caf su calciopoli i quali non hanno fatto altro, secondo il mio modesto avviso, che prendere in giro i telespettatori nonchè, con la loro presenza, mancare di rispetto a chi paga puntualmente ... anche il canone alla televisione pubblica.

    Inoltre: uno dei presidenti delle due squadre ha definito il Commissario della FGCI Guido Rossi un “argonauta”, mancando di rispetto ad una persona di alto valore morale e che tra l’altro in quel momento non era presente, l’altro, il cosiddetto “moralizzatore”, ha solamente elencato i suoi presunti meriti nella gestione economica della sua squadra, gestione alla quale sembra che tutto fosse concesso e subordinato. Insomma, per farla breve, il vittimismo e la falsità hanno ancora regnato sovrani e le lobby del calcio, o parti di esse, si sono riciclate come vittime sacrificali, nascondendo sfacciatamente le loro accertate responsabilità. Certo, un bel messaggio per le future generazioni: chi ha commesso gravi illeciti sportivi si permette alla fine anche di minacciare a destra e a manca, quasi con un tono vendicativo, sul teleschermo, davanti a milioni di persone comuni. Quest’ultime, come me, si saranno stupite, ad esempio, nel vedere inquadrato il presidente della Fiorentina, presumibilmente dal suo studio di casa o di lavoro, come una sorta di autorità istituzionale, che si permette di potersi definire, altresì, l’artefice dell’inizio di una palingenesi del calcio in Italia, dopo aver usufruito di un ripescaggio targato ‘Carraro’ e di aver concorso assieme ad altri ad una gestione verticistica ed oligarchica del calcio degli ultimi anni. Secondo tale modello gestionale, la cosa meno importante da tutelare era la sana, corretta e leale sfida fra due squadre di calcio.Ad essa hanno assistito più degli altri( il più delle volte da frequentatori di stadio) famiglie intere, vittime ignari anch’esse di ‘pastette’ confezionate e consumate sulle loro innocenti spalle, subordinate unicamente a squallidi interessi di bottega. Grazie per l’attenzioneDistinti salutiProf. Giovanni Pepe
     
     

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