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    Home > articoli > Furbizia
    11
    ott.
    2006

    Furbizia

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    Stimato Oliviero, oggi, mentre ero impegnato in altre faccende, ho ascoltato qualcosa del dibattito riguardante la “furbizia” nel programma in onda sulla Rai. Considerato che il tema è, a mio avviso, di fondamentale importanza e che la tua presenza era accompagnata anche dalla buona testa di Gervaso, mi sarei aspettato qualcosa di più approfondito. Non intendo dire che discorso sia stato superficiale, affrontare una tale problematica è sempre meritorio, ma che purtroppo è rimasto molto circoscritto e schematico. Ascolto sempre con estremo interesse le considerazioni di persone che, come te, vantano un’evidente onestà intellettuale, ma, proprio per questo, mi domando:”Se anche costoro non riescono a guardare ad un palmo dal naso…la speranza di fare un po’ di chiarezza…rimane al lumicino.”

    Molto spesso mi sono confrontato su un sito, frequentato in maggior parte da giornalisti, che è il BDS (non so se lo conosci) con il nick di Maxemil (qualcosa mi è anche stato pubblicato), ma si rimane sempre al punto di partenza…è come se uno zoccolo incredibilmente duro non ci permetta di guardare oltre. Quando inquadro le cose secondo il mio punto di vista…che mi sembra alquanto logico ed elementare…di colpo il silenzio…qualche commento a finire…ed io mi ritrovo, come al solito, a parlare da solo.
    In fatto di intelligenza e furbizia le cose (pur rimanendo lo stesso in ambito schematico) mi sembrano alquanto ovvie.
    Nasciamo furbi, fa parte dell’istintivo corredo umano che ci permette di far fronte alle difficoltà della vita. Partendo dunque dal naturale binomio istinto-furbizia (che in pratica sono la stessa cosa) quali prospettive ci si presentano nel cammino della nostra vita?
    I casi sono due: o si ha la possibilità (si potrebbe dire fortuna ma non so quanto sia realistico) di avere intorno a se persone che ci aiutano a sviluppare una parte della nostra istintività-furbizia in intelligenza…o si rimane al punto di partenza.
    In pratica, è come se venissimo al mondo con un a sola potentissima gamba con la quale siamo soltanto capaci di salterellarci intorno per dare più spazio possibile al nostro naturale ed istintivo egoismo e che ci possa essere la speranza che qualcuno ci aiuti a sviluppare una seconda gamba portandoci a trasformare una parte di quella furbizia in intelligenza e quindi in razionalità.
    Questo è il punto focale da dibattere perchè porterebbe alla conseguenza di  accorgerci di quanto sia difficile arrivare al punto di riuscire a gestire la nostra istintività attraverso la seconda gamba della razionalità-intelligenza che, pur dando il giusto spazio al nostro istinto, determini l’ultimo passo delle nostre azioni e dei nostri comportamenti.
    Se, quindi, non abbiamo la possibilità di incontrare qualcuno che ci aiuti in tal senso, la furbizia è tutto ciò che ci rimane…con la capacità di arrivare persino a pretendere di poter camuffare una tale furbizia con…l’intelligenza. (Che è la cosa diametralmente opposta…perché, pur partendo dalla necessità di dare spazio a noi stessi, porta a considerare che non arriveremo da nessuna parte se nel computo dei nostri interessi non si abbiniamo anche quelli della comunità.)
    Senza doverci avventurare sulla strada della filosofia, mi sembra però evidente che chi disse: ”Nessuno è più schiavo di chi non sa di esserlo” si riferiva ad un qualcosa di specifico al quale facevo riferimento, così come chi ripeteva: ”Se la tua testa avrà il predominio sul tuo cuore sarai un re…altrimenti resterai un pazzo” e magari anche chi diceva:”Bis vincit cui se ipsum vincit”.
    Fino a che non riusciremo a scardinare questo punto di passi avanti ne faremo ben pochi…e le nostre politiche…le nostre religioni…le nostre economie…i nostri ideali…e tutto il resto…diventeranno sempre più…fallimentari.
    Perché è così difficile partire da queste elementari considerazioni?
    Eppure, partendo da queste basi,  ci si accorgerebbe di quanto tutto diventerebbe più semplice e facile…sono soltanto l’ABC…ma si sa che “Nessuno è più cieco di chi non vuol vedere” e, anche in questo caso, si ha la riprova di quanto sia potente quel nostro istinto che rifiuta a priori ogni tentativo di dargli dei limiti…e non ci permette di “ragionare”.
     
    E’ dunque così astruso il mio modo di vedere? Sgrammaticature a parte, mi sentirei di dire che sono concetti intuibili e non marziani…anche se non c’è molta gente disposta ad inoltrarsi per questa strada.
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa una persona razionale come te…ma se non avrai modo di farmi avere una tua impressione…non ti preoccupare…sono abituato a parlare allo specchio.
     
    Massimiliano Becherelli
     
     
     

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