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    Home > articoli > La penna acida
    16
    ott.
    2006

    La penna acida

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    Rispondo al suo Firenze segna 6, rispondo, perchè l'acidità, il malanimo, il partito preso che trasudano da quello che lei scrive non possono esser passati sotto silenzio. Lei odia Della Valle. Avrà i suoi motivi, se ce li spiegasse, siccome siamo dotati di intelligenze normali, forse li capiremmo. L'usare però quest'odio per buttare acido anche sul viola non ci piace, anzi ci ripugna. Lei odia Della Valle quindi lui è colpevole per definizione: "dalli all'untore" e giù articoli intrisi di veleno. E' nel calcio da quattro anni eppure, secondo lei, è colpevole quasi quanto Moggi o Galliani o Giraudo o Carraro che ci sono da una vita. Ha preso una Società fallita e morta  senza nemmeno una sedia per mettersi a sedere, con zero, dico zero cartellini di giocatori, inclusi i raccattapalle, e lei sa solo dire che l'ha avuta gratis! Avrebbe dovuto anche pagare? E per cosa? Tutto quello che adesso c'è l'ha pagato eccome e senza fideiussioni fasulle, senza prestiti di Capitalia o di Merryl Lynch. [...]"Lei confonde critica e ragionamenti con il tifo, il Suo. Padronissimo. Temo anche che sappia poco o nulla di quel che accade alla e nella Fiorentina. Uno come Lei sarebbe perfetto per il 'progetto' dell'azionariato popolare... Se ne ricorda? Quanto a Della Valle, nessun malanimo. Posizioni diverse. Cordialità in cambio della Sua acididità". o.b.

    In tre anni da Gualdo Tadino alla Champions, che poi ci hanno scippato (per lei, ovvio, giustamente). Non mi sembra un ritmo di crescita, un “growth” così disprezzabile. L’ultima palla al balzo lei la prende per stigmatizzare i problemi che ci sono per arrivare a fare il famoso Centro Sportivo. Non le sfiora la mente (o meglio, lei lo sa benissimo, ma non le conviene dirlo) che avere permessi di costruzione nel Chianti non è semplice come bere il Violone, e le pastoie burocratiche non son semplici da superare nemmeno al Campo di Marte. No, lei prende alvolo  l’occasione per gettare qualche altra palata di letame, peraizzare quella parte di rintronati che son sempre pronti, dappertutto ma a Firenze soprattutto, a sventolare il drappo del brontolio. Di aizzapopolo a sproposito è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questi momenti non facili. Lo scudetto, se avremo pazienza e non romperemo tutto, avremo qualche possibilità di vincerlo sul serio con una proprietà che, a dispetto di quanto lei dice, è il meglio che abbiamo avuto negli ultimi venti anni.Del resto di scudetti ne abbiamo vinti due in ottanta anni di storia e non ottanta. Insomma non è mai stato così facile, nemmeno senza il suo odiato indistriale di Casette d’Ete. Se lo lascia e ci lascia in pace il terzo arriverà, forse prima di quanto lei pensi.Giampiero Tosi

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