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    18
    ott.
    2006

    I dialer? una questione di connivenze

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    da Punto Informatico Ne è convinto un lettore [di Punto Informatico - ndr], secondo cui i siti che sparano dialer attirando utenti con email che appaiono phishing rimangono attivi e lo spam continua a causa di una serie di comodi scaricabarileBuongiorno, leggendo le notizie da Voi riportate in merito alla nuova ondata di dialer in atto in questi giorni, volevo aggiungere un paio di informazioni e considerazioni. Questo tipo di attacco è in opera dall'inizio di quest'estate ed era portato avanti con le stesse modalità attuali (mail che rimandavano a fantomatiche fatture) oltre che con i soliti sistemi porno-orientati (mail che invitano ad andare a vedere foto di amiche etc.) o al classico "complimenti hai vinto un premio". Il sospetto che tutti questi attacchi siano condotti da un unica mano viene dal fatto che i siti di riferimento sono assai simili: ciritorno.biz, roserosse.biz, melagodo.biz, dettaglio.biz etc. e che il modus operandi è praticamente uguale. Da notare anche che le mail sono scritte in Italiano impeccabile e utilizzano il classico linguaggio intimidatorio da ufficio (costretti ad adire alle vie legali, in merito alla sua richiesta etc.), cosa che non accade con mail di spam provenienti dall'estero (che traducono i loro testi in modi a volte esilaranti), il che potrebbe indicare che con buona probabilità gli autori di questa truffa siano Italiani.

    Ora la domanda che sorge spontanea è: come è possibile che un simile attacco possa andare avanti indisturbato per così tanto tempo? Se per caso io creassi un sito con un nuovo dominio e un dialer installato, eseguendo al contempo una campagna via mail per spingere l’infezione, sono sicuro che nell’arco di tre giorni il mio sito verrebbe chiuso e che nell’arco di due settimane riceverei una visita dalla polizia postale; invece in questo caso l’attività è andata avanti da maggio sino a luglio (almeno così credevo sino a quando non ho letto il Vostro articolo).In questo caso non dovrebbero intervenire gli organi di controllo per verificare alle prime avvisaglie di truffa (le denunce degli utenti) e chiudere immediatamente il sito? In questo modo non si eliminerebbe l’origine dello spam, ma almeno la fonte dell’infezione.Inoltre, visto che i numeri a pagamento concessi dai gestori di telefonia (899, 892 e altri) portano agli stessi un guadagno, è ipotizzabile che tengano un atteggiamento di lassismo nei confronti di questi loro “clienti”? Tenendo conto del pressing che tutti i gestori fanno nei confronti di noi consumatori credo che questo sia quantomeno probabile.Basterebbe che i guadagni derivanti da queste attività vengano pagati al cliente dopo quattro mesi, per verificare se vengono utilizzati metodi truffaldini per produrre traffico o se vengono fatte denunce inerenti a questi numeri, per eliminare ai malintenzionati la possibilità di utilizzare questo servizio.L’impressione generale è che alla fine ai gestori non importi molto di proteggere i consumatori concedendo servizi e linee a pagamento a chiunque ne faccia richiesta e sopratutto senza verificare gli eventuali fini fraudolenti dell’attività. Tanto siamo noi che paghiamo! Certo, grazie al decreto salvatruffa possiamo contestare i maggiori importi ma il tempo perso, le nevrosi e i litigi familiari (provate a spiegare a vostra moglie che non siete andati su nessun sito porno e che l’addebito non è colpa vostra…) non ce li ripaga nessuno.Per concludere la mia personale opinione è che questi problemi continuano e continueranno perché gli organi preposti al controllo non tengono il problema nella dovuta considerazione e gli organi che potrebbero controllare con successo questi fenomeni si nascondono dietro la frase: “non è compito nostro”.Purtroppo ormai è palese che per i gestori di telefonia e alcuni provider i consumatori siano solo delle entità da spremere senza ritegno, spesso basta dare un occhio alla propria bolletta per scoprire che ci vengono addebitati servizi mai richiesti, ma lascia allibiti il fatto che tutto ciò sia permesso e che noi consumatori siamo costretti a tutta una serie di operazioni e perdite di tempo per difenderci da queste truffe.Verrà il tempo della rivoluzione dei consumatori? Io spero di si, e se succederà mi troverete in prima fila!Marco Pellegrini Quarantotti

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