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    20
    ott.
    2006

    La nostra antica piana di navelli non c’è più

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    La Piana di Navelli così come è stata vista e ammirata dai  nostri antenati e come l’abbiamo conosciuta noi non esiste più. A noi rimarrà il ricordo, ai nostri figli e nipoti nemmeno quello. Il misfatto è ormai compiuto. Dove c’erano un mare d’erba e stupende chiese tratturali ora c’è un mare d’asfalto. Vi correva la  strada più tranquilla e discreta d’Abruzzo. Qualcuno si è inventato che era pericolosa, che bisognava “metterla in sicurezza”. Non era vero. Mai una statistica comparata, pur se richiesta, è stata esibita. Non era assolutamente più pericolosa di altre. Ma chi sa perchè questo lavoro si doveva fare e  con una rapidità del tutto insolita, che non si arresta nemmeno di fronte alla scoperta di ben dieci siti  archeologici di grande interesse.

    Se proprio si voleva ulteriormente velocizzare il traffico bastava allargare la sede stradale e non sfregiare la Piana con complanari, sopraelevate,  sottopassi e un dissennato numero  di gigantesche rotatorie per accedere a paesi di cento/duecento abitanti. Un affronto all’ambiente, un spreco per l’erario. Il comune di Navelli ne ha volute due, Caporciano addirittura tre. Nel convegno  tenuto recentemente da Legambiente al Castello di L’Aquila, uno dei sindaci ha  sostenuto che il numero degli svincoli è rapportato alla povertà dei paesi. Da vero economista ha teorizzato l’equivalenza più rotatorie più sviluppo.
    Non aveva ancora capito che uccidere la bellezza significa uccidere il turismo.
    La strada sarà più sicura? Al contrario. Da adesso sarà veramente pericolosa:  più veloce di un’autostrada perchè i veicoli lenti viaggeranno sulle complanari ma senza la sicurezza del senso unico di marcia. Una vera bomba.Ezio Pelino
     
     

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