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    30
    ott.
    2006

    Agguato mortale in periferia a bari.

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    da Repubblica.itUn giovane calciatore di 18 anni, incensurato ma parente di un boss, è stato ucciso ieri sera in un agguato a Bari. L'omicidio è avvenuto in una via poco frequentata nel quartiere periferico e popolare San Paolo a Bari, bersaglio di numerosi colpi di pistola è stato Giovanni Montani, nipote di Andrea Montani, che negli anni '80 era uno dei boss del quartiere. L'uomo è in carcere ormai da oltre 15 anni. Il giovane giocava nella squadra "Primavera" del Bari. Era un attaccante di buone speranze. Era cresciuto nel settore giovanile dei "galletti". Domenica aveva giocato il primo tempo della partita della sua squadra col Catania.

    Giovanni Montani – secondo gli investigatori – non aveva alcun legame con la criminalità organizzata ed è probabile sia stato ucciso solo per una vendetta trasversale. Intorno alle 22 di ieri sera il giovane era a bordo della propria automobile, una Micro Rossa, quando contro la sua vettura sono stati sparati parecchi colpi di arma da fuoco. L’automobile, priva di controllo dopo che il ragazzo era stato colpito, si è fermata contro un marciapiedi. Il ragazzo è stato soccorso da ignoti che lo hanno poi abbandonato di fronte al pronto soccorso dell’ospedale, ma è morto poco dopo. La polizia ha effettuato numerose perquisizioni nella nottata ed ascoltato alcune persone e familiari della vittima. Vincenzo Tavarilli era l’allenatore di Giovanni: “Mi sento come se avessi perso un figlio. Era un peperino, un attaccante veloce, un trascinatore nello spogliatoio”, racconta il tecnico. “Sabato lo avevo schierato nella partita interna di campionato al Matarrese contro il Catania. Aveva giocato un tempo perchè stava recuperando dopo un leggero infortunio. Abbiamo impresso negli occhi il suo sorriso – aggiunge Tavarilli – perchè era un ragazzo disponibile, non aveva mai mancato di rispetto a nessuno, nè ai compagni, nè a qualcuno dello staff tecnico. Era cresciuto con noi, indossando la maglia biancorossa per nove anni, in tutte le selezioni giovanili. Stamattina sono stato all’obitorio del Policlinico. L’ho salutato come fosse un figlio”.
     
    Solo cinque mesi fa venne ucciso un cugino di Giovanni Montani, Salvatore, anche lui diciottenne e anche lui senza alcun legame noto con la criminalità organizzata. Salvatore era il figlio del boss, Andrea, e fu ucciso il 10 giugno dal proprietario di un negozio di animali durante un litigio: Salvatore si era presentato nel negozio insieme con alcuni ragazzi che avrebbero

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    voluto acquistare un cane, per il quale volevano dare 500 euro, mentre il negoziante ne voleva 900. Sarebbe cominciato così un violento litigio, durante il quale il negoziante si recò nel retrobottega, dove teneva illegalmente una pistola semiautomatica calibro 9, e presa l’arma sparò alcuni colpi, due dei quali uccisero Salvatore. Il clan Montani era uno dei due agguerriti gruppi criminali che dominava il quartiere San Paolo e altre zone della città negli anni ’80: Andrea, con gli altri capiclan del quartiere e di Bari vecchia, finì in carcere nel ’91, nell’ambito del primo grande processo alla malavita organizzata concluso nel ’93 con pene dure per gli imputati.

    Postato da Editor1
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