• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > «le ferrovie al fallimento», servono subito sei mili...
    15
    nov.
    2006

    «le ferrovie al fallimento», servono subito sei miliardi

    Condividi su:   Stampa

    da La Stampa webMoretti, ad di Trenitalia: «Intervenga lo Stato. Così rischiamo il collasso»PRODI: «IN FINANZIARIA I SOLDI CI SONO»Il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi ha un sogno: quello della «mobilità sostenibile», un sistema integrato fra treni, navi, autostrade, aerei, bus. Lo ha detto a Torino, parlando ai produttori d’auto e facendo rilevare tra l’altro: «Troppo traffico su gomma, bisogna investire nelle Ferrovie, che in parte si rifanno ancora a quelle del 1865, per quanto fossero molto avanzate per l’epoca». Ma i treni italiani sono avviati verso un binario morto. In proposito non si poteva essere più chiari di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie: «Per Trenitalia la ricapitalizzazione è assolutamente necessaria: siamo sull'orlo del fallimento», ha dichiarato alla Commissione Lavori Pubblici del Senato. Prima, però, ha spiegato tutta la faccenda in una lettera indirizzata al ministro, che, a quanto pare, non l’avrebbe ricevuta in tempo.

    «Servono 6,1 miliardi di euro perché il sistema non collassi», gli ha fatto eco il presidente di Fs, Innocenzo Cipolletta, spiegando che gli squilibri complessivi si aggirano sui 2 miliardi di euro solo per quest’anno. La nota delle spese delle Ferrovie è varia e massiccia: per il completamento dell’Alta velocità servono 3,5 miliardi, altri 1,4 miliardi vanno per gli investimenti sulla rete tradizionale, 500 milioni sono da destinare alle convenzioni, e 6-700 milioni sono necessari per la ricapitalizzazione di Trenitalia. E a proposito di Alta velocità, asseriscono i vertici Fs, il taglio alle risorse potrebbe comportare il rischio di uno slittamento a data per ora ignota del completamento, previsto per il 2009, della linea che deve collegare Torino, Milano e Napoli.Invece questo è il terzo anno consecutivo di minori trasferimenti dallo Stato all’azienda delle ferrovie: «Un elemento di insostenibilità – protesta Moretti – se si vogliono ridurre i trasferimenti bisogna anche che ci venga detto a quali servizi dobbiamo rinunciare. Visto che non possiamo nemmeno agire sulle tariffe». I tagli per i contratti di programma ammontano a 500 milioni per Rete Ferroviaria Italiana e a 100 per Trenitalia, ma già con la precedente Finanziaria è stato attuato un azzeramento dei trasferimenti di cassa per il 2006 e un definanziamento degli investimenti di competenza. «Questo ha determinato uno squilibrio enorme, come non era mai successo prima – dice l’amministratore delegato. Ci siamo svenati e non abbiamo le spalle larghe. Non abbiamo più risorse, gli immobili li abbiamo già venduti tutti e le aree che ci restano dobbiamo far in modo che fruttino, per riuscirci bisogna che lavoriamo con gli enti locali, perché non possiamo regalarle».Una situazione drammatica nei confronti della quale prende posizione Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «Bisogna evitare tagli che si tradurrebbero in ritardi all’Alta velocità e ai relativi collegamenti. Il governo deve decidersi ad affrontare questi problemi a partire dalla Finanziaria». Tra i problemi c’è anche il finanziamento del contratto nazionale per il trasporto pubblico locale, che attualmente manca all’appello. «Il governo è avvertito – aggiunge Epifani – se la questione del contratto non si sbloccherà il disagio per lo sciopero del settore, in calendario il primo dicembre, sarà fortissimo».Intanto, per presentare il piano industriale del gruppo, i vertici delle Ferrovie aspettano il varo della Finanziaria «per avere il quadro esatto delle risorse disponibili», come ha detto Cipolletta, chiedendo lo sblocco della questione Ispa, la società per le infrastrutture nata per finanziare gli investimenti, ma congelata da circa un anno.L’ultima parola della giornata è di Prodi: «Dobbiamo provvedere, è un rischio grosso». Ha commentato il premier a proposito dell’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Ferrovie e ha aggiunto: «Ho detto chiaramente che si sono lasciati apposta sei miliardi di euro per le strutture ferroviarie. Per cui il governo lavorerà anche in questa direzione. Comunque il mondo non finisce con la finanziaria».

     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook