• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > E’ nell’uomo un antidolorifico piu’ ...
    15
    nov.
    2006

    E’ nell’uomo un antidolorifico piu’ potente della morfina

    Condividi su:   Stampa

    da Ansa.itE' diverse volte più potente della morfina, è prodotto naturalmente nel nostro corpo e promette nuove risposte nella gestione del dolore il nuovo antidolorifico naturale scoperto nell'uomo ed isolato dalla saliva umana. Il merito della scoperta va agli studi dell'equipe di Catherine Rougeot presso l'Institut Pasteur di Parigi, che ha reso noto l'isolamento della molecola, battezzata 'opiorfina', sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences'.

    Le sensazioni dolorose prodotte per esempio da stimoli esterni o da un eccessivo stato infiammatorio di una parte del corpo possono essere sedate naturalmente dall’azione di oppiacei naturali, ovvero molecole naturalmente prodotte dal nostro organismo come la morfina. Queste molecole spengono il dolore mediante recettori cui si legano, una sorta di interruttori molecolari che sopiscono la nostra sensibilità allo stimolo doloroso.    La soglia della sensibilità al dolore non è la stessa per tutti e di certo a stabilirla c’é una buona componente di ereditarietà. Però le armi anti-dolore valide per tutti sono prevalentemente medicine che imitano l’azione degli antidolorifici naturali. Il team della Rougeot aveva scoperto solo di recente nei topi un composto, battezzato ‘sialorfina’, con una potente azione antidolorifica senza eguali, e si era quindi chiesto se anche gli esseri umani potessero avere un antidolorifico naturale così potente come quello trovato nei topolini. Aperta la caccia all”alter-ego’ umano della sialorfina, i ricercatori francesi hanno scoperto nell’uomo un composto analogo alla sialorfina, isolandolo nella saliva umana e soprannominandolo opiorfina.    L’opiorfina, come dimostrato grazie ad esperimenti su topolini eseguiti dagli scienziati francesi, è risultata essere la molecola “gemellà della sialorfina dei roditori. Infatti agisce premendo sulla stessa classe di recettori ‘spegni-dolore’ della sialorfina. Inoltre, sempre grazie a test sui topolini, i ricercatori hanno testato il potere analgesico dell’opiorfina dimostrando che ne basta un milligrammo per chilogrammo di peso dell’animale (1 mg/kg) per ottenere lo stesso effetto analgesico per cui servono invece dai 3 ai 6 mg/kg di morfina.    Gli scienziati d’Oltralpe sperano di identificare le condizioni fisiologiche che inducono il naturale rilascio di opiorfina nell’organismo. Di certo è chiaro sin da ora, concludono gli scienziati, che l’opiorfina, con le sue potentissime proprietà analgesiche, promette di offrire una risposta alla gestione del dolore in ambito clinico.

    Argomenti:
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook