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    28
    nov.
    2006

    Sicurezza. sport invernali, i consigli dell’uni

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    da HelpConsumatori.itInizia la stagione invernale e l'UNI (Ente Italiano di Unificazione) ha messo a punto qualche consiglio per sciare in sicurezza. A un anno di distanza dall'entrata in vigore dei Decreti previsti dalla legge 363/2003 relativa alle norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali, l'ente si domanda se le località sciistiche si siano davvero adeguate alla normativa vigente.

    L’UNI ha infatti elaborato una serie di norme tecniche relative alla segnaletica che deve essere apposta sulle piste e alle attrezzature per la pratica degli sport invernali ed ha messo a disposizione del Ministero delle Infrastrutture un sistema completo di segnalazione elaborato da un Gruppo di lavoro – costituito da rappresentati degli operatori di settore, delle province e delle regioni più interessate e della Federazione Italiana Sport Invernali.
    In particolare, i gestori degli impianti di risalita sono obbligati per legge a installare specifici segnali sulle piste da sci che indichino, in maniera corretta e visibile, pericoli e divieti. I cartelli devono avere forma, dimensioni, altezza dal suolo, colori, segni grafici corrispondenti alle norme UNI proprio per rendere più facile l’apprendimento e la memorizzazione delle varie informazioni.
    Le piste da sci devono, inoltre, essere classificate in base al grado di difficoltà che deve essere chiaramente indicato all’inizio e dove ci sono diramazioni o incroci della pista, con cartelli rotondi dei seguenti colori: blu: piste facili; rosso: piste di media difficoltà; nero: piste difficili.
    Dallo scorso 2 marzo 2006 un Decreto del Ministero della Salute ha stabilito che i caschi protettivi sono quelli conformi alla norma tecnica UNI EN 1077:1998. I “caschi sicuri”, conformi alla norma tecnica, si riconoscono perché marcati con l’indicazione EN 1077, oltre che con la sigla CE. La norma stabilisce i requisiti di costruzione e i corrispondenti metodi di prova del “casco sicuro”. La UNI EN 1077 fornisce anche raccomandazioni per l’uso: il casco deve sempre essere regolato in modo da adattarsi a chi lo indossa, deve essere indossato propriamente (non spinto indietro sulla nuca, per esempio) e deve essere sostituito dopo ogni urto violento.
    L’ente ha messo a punto consigli (norma UNI EN 174) anche per quanto riguarda la protezione degli occhi dal sole. Gli occhialoni sicuri sono riconoscibili dalla marcatura CE e dalle informazioni fornite dal fabbricante che devono riportare, per esempio, il numero e la data della norma applicata, il nome e/o il marchio del fabbricante, le istruzioni per l’uso, la manutenzione e la pulizia.
    Anche per altre attrezzature da sci esistono delle norme tecniche che garantiscono la sicurezza, la durata e la qualità delle prestazioni: le protezioni paraschiena sono sottoposte a prove di impatto, taglio e solo se rispettano le caratteristiche stabilite dalla norma tecnica UNI EN 1621-2:2004 garantiscono veramente la protezione; per gli scarponi una norma internazionale (ISO 5355:2005) stabilisce le caratteristiche della punta e del tacco affinché si incastrino perfettamente con l’attacco dello sci. Bisogna infatti essere assolutamente certi che in caso di caduta con torsione della gamba lo scarpone si sganci immediatamente dall’attacco; le racchette da sci devono garantire la resistenza e la deformazione in caso di urto e cadute rovinose. L’impugnatura ergonomia, inoltre, deve prevenire traumi alle mani e il puntale deve fare presa sul ghiaccio senza tuttavia procurare ferite in caso di impatto con il corpo; per gli snowboard è importante che i sistemi di sicurezza abbiano precise caratteristiche che rispettino quanto stabilito dalle norme: la resistenza e il corretto funzionamento alle basse temperature, le istruzioni per il montaggio e l’uso. (La norma di riferimento è la ISO 14573)
    Infine l’abbigliamento. Anche in questo caso sono previsti valori di riferimento in base ai quali l’indumento è classificato, soprattutto in relazione alla permeabilità all’aria – un fattore determinante da considerare in riferimento alla protezione contro il freddo, alla penetrazione dell’acqua e alla resistenza al valore acqueo. L’etichettatura prevede il relativo pittogramma (vedere immagine a lato), seguito dal numero della norma UNI EN 342, dai valori di isolamento termico, dalla classe di permeabilità all’aria e – facoltativamente – dalla classe di resistenza alla penetrazione d’acqua.

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