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    29
    nov.
    2006

    Avvisi bonari ex dipendenti telecom

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    Desidero rendere pubblica una questione che riguarda migliaia di dipendenti Telecom Italia Spa che dal 2002 sono usciti dalla società per pensionamento o mobilità. Durante la compilazione del modello 770 relativo agli anni 2003, 2004 e 2005, Telecom Italia Spa, o chi per essa, ha commesso una serie di grossolani “errori” omettendo la compilazione della parte B punto 110 e inserendo dati errati nei punti 62, 78, 79, 81, 87, 88, 90, 112, 113, 114, 118, 119. A causa di ciò si è verificato un incremento delle somme richieste a titolo d’imposta ai dipendenti, molti dei quali si sono visti recapitare (o si vedranno recapitare) avvisi bonari di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. A questo la Telecom “rimedia” inviando documenti che certifichino l’ammontare dei redditi erogati.

    Nel mio caso si sono susseguite diverse certificazioni, ognuna a rettifica della precedente, dalle quali emergeva prima un debito pari a 9.000 euro, poi 7.000 euro, poi 11.000 euro, per poi ridiscendere sino a 1.200 euro, ma solo quando ho inviato alla Telecom copia delle mie buste paga, liquidazione, Cud, ecc. ho avuto giustizia: sono a credito di 980 euro. Mesi di arrabbiature, telefonate a Roma, innumerevoli “gite” all’Agenzia delle Entrate, attesa delle certificazioni che – nonostante abbia avvisato verbalmente e per iscritto di aver cambiato indirizzo – mi sono state recapitate a quello vecchio!
    Da quando sono stati aboliti gli uffici personali del territorio, noi ex dipendenti di problemi ne abbiamo avuti tanti: libretti di lavoro persi, errori nel conteggio del TFR, nel calcolo della paga oraria ai fini pensionistici, nelle denunce di cessazione. Il

    mio è un urlo di rabbia per tutto quanto esposto e per la mancanza di referenti. Abbiamo il diritto di poter raggiungere l’ufficio preposto, di parlare con un responsabile, di risolvere i nostri problemi con efficienza e celerità. Abbiamo il diritto di non essere danneggiati economicamente dopo una vita di lavoro e – quando succede – di sentirci dire: “ci scusiamo”, proprio come dovrebbe essere in una società che ha dei veri responsabili presenti in azienda e non come unici referenti solo i giovani incolpevoli dei vari call center. Nella speranza che tale comunicazione possa essere utile ai tanti ex colleghi che, a fronte di un avviso bonario – anche di importo irrisorio – si attivino in merito perché potrebbero risultare a credito e non di poco, ringrazio sin d’ora per lo spazio concessomi.
    Maria Luisa (TO)
     
     
     

    Postato da Editor1
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