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    nov.
    2006

    30 novembre 2006: quotidiani senza firme, la protesta dei giornalisti agli editori

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    da HelpConsumatori.itDomani i principali quotidiani italiani usciranno senza firme dei giornalisti. La decisione dello sciopero è stata presa a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. Ecco la lista provvisoria dei giornali dove è stato deciso lo sciopero delle firme: Corriere della Sera, la Repubblica, i quotidiani del Gruppo Finegil, il Manifesto, Il Giornale, Liberazione, L'Unità, Qn, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, L'Indipendente, La Discussione, Il Messaggero, Il Mattino di Napoli, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Tempo, Il Domani di Bologna. Domani su venerdì 1 dicembre lo sciopero delle firme verrà attuato dai colleghi del Giornale di Sicilia, La Sicilia e La Gazzetta del Sud.

    “Da 639 giorni, infatti, gli editori si rifiutano di discutere del rinnovo del contratto nazionale. La loro idea di giornalismo e di informazione è assolutamente inaccettabile – si legge sul sito della FNSI – prevede che i giornali vengano realizzati da personale precario, attraverso la completa liberalizzazione dei contratti a tempo determinato; vogliono applicare la legge Biagi in modo da poter costringere un giornalista ad essere trasferito da una testata all’altra sotto forma di “prestito”, vogliono che i responsabili delle redazioni siano posti sotto il controllo diretto dell’editore a cui dovranno obbedire pena il licenziamento; vogliono togliere gli scatti di anzianità biennali decurtando fino al 30 per cento le attuali retribuzioni; vogliono limitare i poteri agli organismi sindacale; vogliono imporre il trasferimento dei giornalisti in un’altra sede, dotandosi così di una possibile forma di ricatto contro i giornalisti scomodi. Nel frattempo, questi stessi editori violano in continuazione norme sindacali, regole e contratti”.
    Al di là delle specifiche richieste delle parti in causa, dicono dalla Federazione, è assolutamente intollerabile che in uno Stato di diritto un soggetto contrattuale come la Fieg possa sottrarsi per tanto tempo e senza plausibili motivazioni alla legittima richiesta della controparte di discutere insieme le regole della vita professionale e di relazione. Diritti e doveri che i giornalisti italiani sono sempre pronti a discutere, nonostante l’atteggiamento di incomprensibile chiusura dei loro editori. I giornalisti chiedono che non siano minate le garanzie minime per un’informazione democratica e libera da vincoli. “Ci opporremo con tutti i mezzi – conclude la nota – a nostra disposizione per evitare che questo continui ad avvenire. I giornalisti vogliono essere attori dell’informazione e non vogliono, non possono e non devono accettare di diventare solo comparse sulla scena”.

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