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    30
    nov.
    2006

    Traffico di rifiuti italia – cina

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    da LegambienteLegambiente: "la rotta di Pechino tratta privilegiata dell'ecomafia della spazzatura pericolosa"“Siamo di fronte a un fenomeno di dimensioni e di gravità inquietanti e l’operazione di oggi non fa che confermarlo. Ormai la rotta Italia-Cina è diventata la rotta dei veleni, con navi cariche di rifiuti tossici che salpano dai nostri porti per approdare al pericoloso mercato del riciclo di materie prime. La Cina è diventata in pochi anni il cimitero mondiale dell’hi-tech, dove gli scarti tecnologici dall’Europa e dagli USA vengono smontati e riciclati in ogni componente dalla manodopera locale, senza alcuna tutela sanitaria rispetto al contatto con metalli pericolosi ed esalazioni nocive”.E’ questo il commento di Legambiente, affidato alle parole del presidente nazionale Roberto Della Seta, sulla maxi-operazione del NOE dei Carabinieri di Genova che sta interessando, oltre alla Liguria, anche Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

    Il traffico internazionale dei rifiuti nel nostro Paese è ormai diventato un business dai profitti così ingenti, che la Commissione parlamentare sui rifiuti lo ha paragonato alle tradizionali fonti di arricchimento mafioso, come il traffico di stupefacenti. Basti pensare che in soli cinque mesi, da ottobre 2005 a marzo 2006, nei porti italiani sono stati sequestrati ben 270 container diretti prevalentemente in Cina, che contenevano circa 4.600 tonnellate di rifiuti industriali, tra scarti di lavorazione delle plastiche, rottami metallici e rotami di elettrodomestici, per un valore stimato di 2.700.000 euro. Così come ricordato nell’ultimo rapporto annuale di Legambiente sull’Ecomafia, l’illegalità ambientale legata al ciclo dei rifiuti in Italia è in preoccupante crescita: nel 2005 ha totalizzato 4.797 infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine (oltre 13 reati al giorno), con un incremento del 17,8% rispetto al 2004, e 5.221 persone denunciate o arrestate (oltre 14 al giorno). Ed è aumentata anche la montagna dei “rifiuti speciali scomparsi”, quelli cioè prodotti dalle aziende del nostro Paese e mai avviati alle forme di smaltimento legale: solo nel 2003 si sono perse le tracce di 18,8 milioni di tonnellate di scarti industriali.“E’ necessario mantenere alta la guardia e garantire alle forze dell’ordine la massima collaborazione delle istituzioni e delle forze sociali – ha aggiunto Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria -.. Quello odierno è un successo che ha visto operare insieme Carabinieri e Agenzia delle Dogane, che grazie a un attento controllo sulle merci in transito nell’area portuale, ha messo a segno un ottimo risultato nella dura lotta alla criminalità ambientale”.

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