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    01
    dic.
    2006

    Giornata mondiale aids, amnesty chiede rispetto diritti. bush: astinenza

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    da www.unita.itNella giornata mondiale della lotta all'Aids, se da un lato Amnesty chiede un approccio mondiale basato sui diritti delle persone, il presidente degli Usa George Bush propone un metodo: l'astinenza. L'astinenza sessuale è «l'unico modo sicuro» per combattere la diffusione dell'Aids, ha dichiarato George Bush confermando l'impegno degli Stati Uniti nella lotta alla pandemia «con compassione ed azioni decise». Amnesty International chiede, invece, la protezione dei diritti umani di tutte le persone che convivono con l'Hiv/Aids e sottolinea la necessità di un approccio orientato sui diritti umani su cui impostare le risposte all'Hiv/Aids. Il rispetto, la protezione e la realizzazione dei diritti umani sono fondamentali per garantire che tutte le persone (comprese le donne, i bambini e coloro che vivono in condizioni di povertà) beneficino del progresso dei programmi di trattamento, cura, sostegno e prevenzione che dovrebbe condurre all'accesso universale entro il 2010.

    È vitale che i governi riescano a conseguire i risultati e a rispettare gli impegni delineati negli Obiettivi di sviluppo del millennio e nella Dichiarazione d’intenti dell’Assemblea Generale dell’Onu del 2001. Le persone che convivono con l’Hiv/Aids continuano a subire stigmatizzazione e violazioni dei diritti umani, compresi atti di violenza causati dal disprezzo associato al loro status. Inoltre la violenza, specialmente quella sessuale, aumenta i rischi di contrarre l’infezione. Per essere efficaci, le risposte all’Hiv/Aids devono affrontare la dimensione sociale, economica e culturale del problema e prevedere l’accesso alle risorse economiche per le donne e il rispetto della loro autonomia e integrità fisica. È inoltre necessario, sottolinea Amnesty International, che ogni persona possa accedere a programmi di trattamento e che il diritto alla salute sia tutelato. Il test dell’Hiv è importante e deve essere allargato fino a ottenere un accesso globale alla prevenzione, al trattamento, alle cure e all’assistenza per tutti. Lo sviluppo del test dell’Hiv richiede che i diritti di ogni persona alla riservatezza, alla consulenza e al consenso informato siano garantiti. La consulenza sulle possibili implicazioni di un test dell’Hiv, così come la fornitura di un sostegno e la garanzia della riservatezza nel caso in cui il test sia positivo, sono elementi altrettanto fondamentali. Il test dell’Hiv nei centri prenatali dev’essere effettuato nel rispetto dei diritti delle donne e adottando misure per porre fine alle ineguaglianze politiche, sociali ed economiche che potrebbero aumentare la loro vulnerabilità, rispetto alle conseguenze negative di un test dell’Hiv. Queste misure dovrebbero comprendere sostegno e assistenza adeguati a un contesto in cui prevalgono la violenza sessuale e domestica. Nell’aumentare la disponibilità e l’accesso al test dell’Hiv, i donatori, i governi e le agenzie coinvolte nell’individuazione e nell’applicazione di tali programmi dovranno assicurare che non siano trascurati i principi della volontarietà del test, del consenso informato, della riservatezza e di una consulenza competente in termini di genere e di sessualità. Amnesty International chiede ai programmi bilaterali di aiuto e alle agenzie multilaterali (tra cui Oms e Unaids), così come ai governi e ai donatori, di garantire che nel finanziamento, nello studio e nell’attuazione di programmi e politiche sull’Hiv/Aids si tenga conto di queste richieste: 1)le politiche e le iniziative in materia di test dell’Hiv dovranno essere attuate seguendo gli standard in materia di diritti umani che i governi si sono impegnati a rispettare; 2) i sistemi sanitari e le loro strutture dovranno essere rafforzati in modo da garantire meglio la protezione dei diritti umani dei pazienti e affiancati da programmi che affrontino e superino gli ostacoli all’effettuazione del test, come ad esempio la sua accessibilità in base al genere, allo status economico o alla ubicazione geografica di una persona; 3)tutte le persone positive al test dovranno ricevere il trattamento, le cure e l’assistenza di cui hanno bisogno; 4)le iniziative in materia di test dovranno tener conto del contesto locale, riconoscendo da un lato le differenze culturali, epidemiologiche e dei vari sistemi sanitari e dall’altro garantendo i diritti umani di tutte le persone che si sottopongono a un test.
     

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