• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Indennizzo diretto: una svolta per i consumatori. hc i...
    02
    dic.
    2006

    Indennizzo diretto: una svolta per i consumatori. hc intervista f. premuti, adiconsum

    Condividi su:   Stampa

    da HelpConsumatori.itConto alla rovescia per l'indennizzo diretto per gli incidenti stradali. Il provvedimento, a partire dal 1 febbraio 2007 riguarderà milioni di automobilisti italiani. Cosa cambierà?Help Consumatori intervista Fabrizio Premuti, responsabile Settore Assicurativo Adiconsum per capire le novità introdotte dalla procedura.

    D: Il provvedimento a partire dal 1 febbraio 2007 riguarderà oltre 50 mln di veicoli in circolazione, cosa cambierà per gli automobilisti italiani in caso di sinistri?
    R. Un cambiamento straordinario, quasi epocale, permetterà ai consumatori e agli assicurati di potersi relazionale direttamente con la compagnia che hanno scelto per assicurarsi. La garanzia per il consumatore sarà di avere un maggiore riscontro del servizio che la compagnia che paga sa dargli. Una grande opportunità anche per le compagnie di assicurazione che riusciranno a far comprendere al proprio assicurato quale è il livello di servizio che sanno dare e quindi si metterà in risalto la qualità, cosa che è sempre passata in secondo piano e che invece oggi possiamo mettere in evidenza. Poi cambia tutta una serie di altre occupazioni che dovevano essere fatte con il vecchio sistema di risarcimento, e per prima cosa il dialogo diretto con il proprio assicuratore che dovrà dare obbligatoriamente dare una consulenza e una assistenza al danneggiato.
    D:La nuova procedura nel dettaglio cosa e chi prevede di risarcire?
    R. La nuova procedura varrà per tutti i danni a cose e varrà per tutti i danni a persone che sono compresi all’interno delle micropermanenti, quei danni che hanno una influenza sulla integrità delle persone fino al 9%, vale anche per i danni che avvengono tra due veicoli, perché se i veicoli sono tre bisognerà tornare all’indagine sulle responsabilità e poi a fare la richiesta di risarcimento alla compagnia del responsabile e non direttamente alla propria.
    D. Se un automobilista incorre in un incidente e con se ha un’altra persona in macchina, la procedura comporta il risarcimento, in caso di lesione, anche a quest’ultima o solo al conducente e al suo veicolo?
    R. La risposta potrebbe essere sì, copre anche l’altra persona, ma non per effetto della procedura che deriva dall’art. 149 – 150 del Codice delle Assicurazioni, risarcimento diretto, ma bensì dalla procedura che deriva dall’art. 141 che ritengo una grande vittoria dei consumatori e un grande avanzamento sociale che ha previsto obbligatoriamente per i trasportati la garanzia di vedersi risarcire il danno in caso d’incidenti dall’assicurazione del veicolo dal quale sono stati trasportati. Quindi è una procedura del risarcimento diretto ma che non deriva dagli stessi articoli di applicazione per quanto riguarda i danni alle vetture o al conducente.
    D: Per le compagnie assicurative o agenti quali novità e quali i compiti per assistere gli assicurati?
    R: I compiti che vengono assegnati alle compagnie di assicurazione sono abbastanza rilevanti, implicano una grossa eticità da parte delle compagnie nel sapere orientare ed assistere il proprio cliente, assicurato che a quel punto è anche danneggiato. Ritengo che le compagnie assicurazione non siano assolutamente pronte a fare questo, perché non hanno uffici a sufficienza con quella diffusione che sarebbe necessaria sul territorio. Anzi in certe aree del territorio tendenzialmente alcune compagnie stanno andando via, quindi quegli uffici specie nel meridione d’Italia si stanno rarefacendo sempre di più. Gli aggravi e le incombenze conseguenti sicuramente le compagnie le scaricheranno sulla rete agenziale, quindi sugli agenti di assicurazione. Qui altro punto interrogativo perché in questo momento soprattutto di fronte al cambiamento di normativa, che prevede gli agenti plurimandatari, non sono soddisfattissimi, ma sono anche carichi di oneri burocratici e amministrativi e sono anche demotivati. Quindi augurarci che la rete di distribuzione agenziale sappia rispondere nella maniera giusta e corretta è un auspicio, ma è solo questo. Cercheranno di fare il possibile per garantire un certo tipo di servizio perché lo stanno garantendo al loro diretto cliente, perché quest’ultimo conosce prima l’agente e poi la compagnia. Però, qualche dubbio che non ci siano ulteriori gravami sulla rete agenziale che permetta di non funzionare in modo corretto ci sono. Su questo vedremo come le compagnie di assicurazione riusciranno a supportare gli agenti e probabilmente a dargli quella assistenza necessaria per fargli assolvere ad un compito veramente importante per i consumatori.
    D. Si può dire addio agli avvocati?
    R. Non credo che un vero e proprio addio ci sarà, credo che ogni cambiamento porta con sé una serie di complicazioni, una serie di correttivi di messe a regime. Nella prima fase pensare che le compagnie di assicurazione nei termini previsti dal codice di regolamento di attuazione riescano a risarcire i danneggiati fa sorge dei dubbi. I termini previsti sono 30 giorni in caso in cui ci sia un modulo blu firmato da entrambi i conducenti, 60 giorni se il modulo blu non è fermato da uno dei due e quindi le indicazioni vengono solo da uno dei conducenti coinvolti nel sinistro, 90 giorni nei casi in cui ci sono anche danni alla persona. I termini sono molto stretti. Per gli oneri di assistenza e di consulenza che vanno fatti i danneggiati riusciranno ad avere questi ritmi? Probabilmente no allora il danneggiato ha due possibilità: la prima di rivolgersi alle associazioni di consumatori e quindi tentare una procedura di conciliazione, ormai codificata per noi che ha dato risultati positivi, oppure rimarrà la vecchia storia di tornare dall’avvocato, farsi assistere da lui e in questo caso saltati i tempi previsti, verificata una palese inefficienza dell’impresa, il costo degli onorari continueremo a tenerceli a carico.
    D: Quali, secondo Lei, le prospettive per una riduzione delle tariffe cauto?
    R: Fondamentale comprendere che se vogliamo che derivi una riduzione delle tariffe forse agli applicativi di questa procedura dobbiamo apportare alcune modificazioni, e nel forum di oggi, 1 dicembre, diamo alcune indicazioni, una di queste e permettere alle compagnie la possibilità di scambiarsi i dati relativi agli importi dei pagamenti effettuati a risarcimento dei danni, cosa che l’Antitrust ha vietato, ma forse visto lo stato delle cose forse applicare le regole con maggiore flessibilità avrebbe portato risultati più convenienti per tutti. C’è ancora che il debitore in questo caso l’impresa di assicurazione continuerà ad essere lui a stabilire quale è l’entità del debito perché interverrà con un proprio perito per quantificare il danno e quindi manca un elemento di garanzia che possa togliere al consumatore l’idea che il suo danno è stato sottovalutato per andare incontro a quelle che sono le necessità o gli interessi d’impresa. Sarebbe prevista la figura di un perito terzo o di un medico terzo. Le speranze che arrivino delle riduzione delle tariffe ci sono, ma sicuramente non nel brevissimo periodo per i motivi che ho accennato. Potremmo portarle ad essere immediate se riuscissimo a correggere di più gli applicativi, il che non significa correggere il regolamento di attuazione o la legge perché sia il primo che il secondo sono stati fatti in maniera idonea per far funzionare il sistema.
    Sono tutti quegli interventi successivi che servono a regolare i rapporti tra le imprese, a scambiarsi le informazioni e a mettere quegli elementi di terzietà e garanzia a tutela degli utenti, dei danneggiati. L’immediato invece vede con l’introduzione del risarcimento diretto di avere una offerta differenziata di tariffa, nel senso che nell’immediato noi potremo avere compagnie di assicurazione che a fronte di un impegno dell’assicurato, per esempio a utilizzare solo carrozzerie convenzionate, utilizzare solo ricambi alternativi invece quelli delle imprese produttrici, purchè siano garantite le norme di sicurezza degli stessi, che siano omologate, oppure a fronte di utilizzare la procedura di conciliazione rispetto il ricorso agli avvocati lì potremmo avere una offerta differenziata rispetto alla tariffa normale che può dare degli effetti considerevoli, -10% -15 %, – 20%: questo poi dipende da quanto l’impresa riterrà di dover puntare su questo tipo di canalizzazione.

    Argomenti:
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook