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    06
    dic.
    2006

    Legambiente: fuori i rifiuti dai finanziamenti alle energie rinnovabili

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    da Legambiente.com“Se alla fine il Parlamento cancellerà l’incenerimento dei rifiuti dalle fonti di energia rinnovabili ponendo fine alla vergogna dei finanziamenti pubblici, vorrà dire che ce l’abbiamo fatta. Ci battiamo da anni perché questa anomalia italiana finisca, sostenendo – come stabilisce la normativa europea – che i rifiuti bruciati nei termovalorizzatori non hanno diritto di essere assimilati alle fonti di energia rinnovabile e quindi di ricevere incentivi economici alla stregua degli impianti davvero puliti. Dei circa 30 miliardi di euro che sono stati pagati tra il 1992 e il 2003 dagli italiani in bolletta, ben il 92% è andato ad impianti inquinanti, mentre solo l'8% è finito a impianti che davvero utilizzano fonti rinnovabili”.

    E’ questo il commento di Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, alla notizia di un prossimo accordo interno alla maggioranza per escludere dai finanziamenti dei Certificati Verdi le c.d. “fonti assimilate”, scarti della produzione petrolifera e incenerimento dei rifiuti non biodegradabili.“Al Governo – prosegue Della Seta – chiediamo che si impegni per sostituire l’attuale sistema di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate fondato sui Certificati Verdi con un meccanismo trasparente di sostegno economico riservato solo ed esclusivamente alle fonti pulite, ispirato al modello del cosiddetto “conto energia” tedesco”.Legambiente sta anche promuovendo una raccolta firme per chiedere alla Commissione Europea di prendere provvedimenti, anche sanzionatori, contro l’Italia per aver esteso i benefici economici previsti dalla normativa europea per le fonti rinnovabili anche all’incenerimento dei rifiuti non biodegradabili.

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