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    12
    dic.
    2006

    Gli italiani si confermano farmaco-dipendenti

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    da Ansa.itGli italiani si confermano farmaco-dipendenti, grandi consumatori di rimedi cardiovascolari e di medicine per i problemi gastrointestinali. L'identikit emerge dal rapporto Osmed (gennaio-settembre 2006) sull'utilizzo dei farmaci presentato oggi a Roma presso l'Istituto superiore di sanità.

     Nei primi nove mesi di quest’anno la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, per i farmaci erogati dalle farmacie è aumentato dello 0,4%. Il trend, quindi, si mantiene sui binari degli anni passati mentre la spesa pubblica lorda, in nove mesi, ha fatto rilevare un incremento del 3,3%, mentre quella privata una diminuzione del 5,8%. I costi a carico del Servizio Sanitario nazionale (SSN) hanno registrato un incremento dell’8,2% mentre lo sconto a carico delle farmacie e dell’industria è diminuito del bene 34,7%. Il rapporto Osmed mette, inoltre, in luce il fatto che per effetto dell’abolizione del ticket in alcune regioni la quota di compartecipazione si è ridotta del 22,8%. Tra i farmaci a carico del cittadino si evidenzia una netta flessione dell’acquisto privato degli erogabili a carico della SSN (- 28,3%) mentre si registra una diminuzione più contenuta della spesa per i farmaci di automedicazione. Il rapporto Osmed analizza, quindi, il comportamento delle singole regioni. Dall Alto Adige alla Sicilia: tutte hanno aumentato la spesa pubblica e la spesa totale. La maglia nera spetta alla Calabria (+ 15,4% della spesa netta). L’analisi dei determinanti della spesa mostra come in tutte le regioni vi sia stato un incremento delle quantità di prescritti. Calabria e Lazio rimangono le due regioni in cui questo strumento di contenimento della spesa viene meno utilizzato. In netto aumento le prescrizioni per i così detti equivalenti: la Puglia ha registrato l’incremento più elevato (+24,5% della spesa) mentre la Toscana si conferma prima.In questo settore fanalino di coda è la Campania.Analizzando i consumi per tipologia del farmaco emerge che i cardiovascolari continuano ad essere i più prescritti con una crescita sia in termini di spesa (+ 6,6%) che di quantità (+7,7%). Importanti aumenti si osservano anche per i farmaci gastrointestinali (+10%) e del sistema muscolo scheletrico (+6,1%). In netto calo di spesa, invece, gli antimicrobici (-8,0%), una variazione, questa, dovuta principalmente alla diminuzione dei prezzi. Per gli equivalenti, secondo il rapporto dell’Osmed, rispetto ai primi 9 mesi del 2005 l’uso è aumentato dell’8,5% in termini ‘dosi definite die’ (DDD) e dell’11,2% in termini di spesa. Su questo dato pesa il fatto che quest’anno hanno perso il brevetto diverse molecole e tutto ciò ha modificato sensibilmente lo scenario del settore. Fra le molecole l’associazione amoxicillina e acido clavulanico risulta essere il principio attivo equivalente con la maggior spesa in questo scorcio di 2006. Per quanto riguarda gli antidepressivi va notato il netto incremento dell’escitalopram (+ 25,6% delle DDD) rispetto al minor incremento nell’uso dei farmaci con brevetto scaduto di questa categoria (paroxetina, citalopram e sertalina). Infine tra i farmaci con nota si registra un aumento complessivo del 4% della spesa e del 10,7% delle quantità prescritte.

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