• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > articoli > Energia. commissione ue mette in mora gli stati che no...
    12
    dic.
    2006

    Energia. commissione ue mette in mora gli stati che non hanno liberalizzato il settore

    Condividi su:   Stampa

    da HelpConsumatori.itLa Commissione europea ha inviato oggi 26 pareri motivati a 16 Stati membri che non hanno ancora aperto correttamente i propri mercati dell'energia confermando così la sua volontà di seguire l'attuazione della legislazione relativa al mercato interno dell'energia. Questa seconda fase della procedura d'infrazione per violazione delle direttive del 2003 sull'apertura dei mercati del gas e dell'elettricità riguarda la Germania, l'Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, l'Estonia, la Spagna, la Francia, la Grecia, l'Irlanda, l'Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Svezia, la Slovacchia e il Regno Unito. Solo la Finlandia e l'Austria - ma unicamente per il gas - hanno addotto argomenti sufficienti perché i procedimenti avviati a loro carico venissero bloccati.

    “Solo l’attuazione piena e completa delle direttive da parte degli Stati membri ha dichiarato Andris Piebalgs, commissario per l’energia – consentirà la realizzazione di un mercato interno dell’elettricità e del gas che garantisca a tutti i consumatori europei reali possibilità di scelta per la fornitura di gas e di elettricità il 1° luglio 2007.”
    I principali problemi constatati in sede di recepimento delle direttive sono i seguenti:

    persistenza di tariffe di fornitura regolamentate per i clienti idonei, che bloccano l’arrivo di nuovi concorrenti e impediscono la libera scelta del fornitore;
    insufficiente separazione dei gestori di rete verticalmente integrati con attività di produzione e fornitura, in particolare per quanto riguarda la separazione funzionale volta a garantire l’indipendenza di tali gestori e ad impedire ogni discriminazione relativa all’accesso alla rete;
    accesso discriminatorio dei terzi alla rete, e in particolare mantenimento di un accesso preferenziale per i contratti storici degli operatori dominanti;
    competenze insufficienti delle autorità di regolamentazione, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle reti e la sua tariffazione;
    mancata notifica degli obblighi di servizio pubblico;
    insufficiente indicazione dell’origine dell’elettricità.
    Adesso gli Stati membri dispongono di due mesi per presentare le loro osservazioni alla Commissione, che può in seguito decidere di rivolgersi alla Corte di giustizia europea. Nella maggior parte dei casi, i procedimenti riguardano unicamente la conformità del quadro legislativo generale con le direttive. La Commissione perseguirà inoltre ogni violazione connessa all’attuazione effettiva delle direttive, a livello regolamentare o della pratica dei gestori di rete, di cui venga a conoscenza, in particolare a seguito di una denuncia.

     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook