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    dic.
    2006

    Nigeria / italiani rapiti – gli ostaggi chiamano a casa: ‘le nostre condizioni sono buone’

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    da Quotidiano.netLa notizia diffusa dal Ministero degli Esteri spazza via i timori che uno dei tre connazionali fosse gravemente ammalato. Cosma Russo, Frencesco Arena e Roberto Dieghi sono nelle mani dei guerriglieri del Mend dal 7 dicembre scorso. Con loro anche un libanese.Il ministero degli Esteri ha reso noto che questa mattina presto i familiari degli ostaggi italiani rapiti in Nigeria hanno potuto tutti parlare con i propri congiunti i quali hanno confermato di trovarsi in buone condizioni di salute . I familiari hanno indicato che mantengono stretti contatti con l'Unità di crisi della Farnesina e con l'Eni.

    L’annuncio della Farnesina spazza il campo dai timori sorti ieri dopo la notizia diffusa dal Mend (Movimento di emancipazione del delta del Niger) che Roberto Dieghi, uno dei tre ostaggi italiani dal 7 dicembre nelle mani del movimento, si era ammalato. Più tardi lo stesso Mend aveva fatto sapere che Dieghi era però “sulla “via della guarigione”. Il primo appello del Mend aveva usato toni drammatici: “Uno degli ostaggi italiani è gravemente ammalato e noi diamo il permesso a un dottore della Croce Rossa o di Medici Senza Frontiere di visitarlo. In questo caso sarà portato in un luogo dove potrà facilmente essere raggiunto. Potete chiedere all’Agip di organizzare la visita? Il dottore dovrà essere nigeriano e portare con sé tutto il necessario”. Roberto Dieghi, 64 anni, è stato rapito insieme ad altri due italiani, Francesco Arena (nella foto) e Cosma Russo , e un libanese, Imad Saliba, nel corso di un’operazione del Mend contro un impianto della compagnia petrolifera italiana Agip a Brass (stato di Bayelsa). Sabato con un’altra telefonata Arena e Dieghi avevano chiesto di esercitare pressioni per ottenere la loro liberazione. Nei giorni scorsi il gruppo militante separatista nigeriano ha minacciato di “intensificare i suoi attacchi” e di “vincere la guerra” per cacciare le compagnie petrolifere straniere. Nelle ultime settimane il Mend ha rivendicato diversi attacchi fra cui l’esplosione di un’autobomba a Port Harcourt, davanti alla sede del governatorato della regione del Delta del Niger. Numerosi nelle ultime settimane gli attacchi contro le installazioni delle compagnie straniere, Shell e Agip. Il 20 dicembre tre poliziotti sono rimasti uccisi durante l’attacco al sito del gruppo petrolifero francese Total. Il gruppo esige una migliore ripartizione dei benefici dell’estrazione del petrolio e del gas e sostiene di lottare per la comunità ijaw (14 milioni di persone) indigena del delta del Niger, cui dovrebbero andare i risarcimenti, dovuti anche per i danni all’ambiente. Primo produttore di petrolio in Africa, la Nigeria ha diminuito la sua produzione del 25% in seguito agli attacchi del Mend e di altri gruppi militanti.

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