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    27
    dic.
    2006

    Carceri: musica e politica al minorile “meucci”

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    da AGI.itLa visita del rocker Piero Pelu' al carcere minorile "Meucci" si inserisce nel giro attraverso gli istituti penitenziari toscani che i consiglieri regionali Ds Enzo Brogi e Severino Saccardi hanno iniziato subito dopo la loro elezione. "Questa visita - ha dichiarato Fiorenzo Cerruto, direttore dell'Istituto -, questa vostra presenza qui e' molto importante perche' accende i riflettori su quelle istituzioni che hanno diritto di cronaca solo quando e' nera. Oggi noi qui abbiamo l'opportunita' di raccontarvi come funziona una struttura carceraria per minori e abbiamo la possibilita' di mostrarvi quali sono le tante difficolta' che noi operatori affrontiamo tutti i giorni".

    “Ora che questo contatto si e’ creato – ha sottolineato il consigliere regionale diessino Enzo Brogi – saremo vicini ai ragazzi ed agli operatori dell’Istituto affinche’ siano assicurati sostegni adeguati per il lavoro educativo svolto con grande volonta’ ma con poche risorse finanziarie.   E’ necessario trovare soluzioni di supporto, possibilmente individuando strade legislative in tempi brevi. Molti di questi ragazzi – ha ricordato il consigliere Brogi – quando escono dall’Istituto vengono abbandonati al proprio destino. E’ necessario che si stabilisca un contatto fra le esperienze di laboratorio interne al carcere, come l’officina di riparazione delle biciclette, la falegnameria, il corso di computer ed il mondo esterno, quello reale”. “Essere qui durante le festivita’ – ha precisato il consigliere Ds Severino Saccardi – significa per noi manifestare, laicamente, un senso di vicinanza a chi e’ in difficolta’, particolarmente a chi vive una condizione di marginalita’ in eta’ giovanile. Questo in sintonia con quello che era stato il messaggio di Gian Paolo Meucci, figura di grande rilievo, presidente del Tribunale dei minori che ha dato il nome a questo Istituto, che aveva lavorato in una situazione diversa da quello attuale, quando i giovani devianti erano prevalentemente italiani e c’era pur sempre un contesto sociale che permetteva il recupero ed il reinserimento. Ora, invece, – ha concluso Severino Saccardi – la questione della devianza si interseca profondamente con la questione dell’immigrazione. E questo pone quesiti importanti, come quello del diritto di cittadinanza dei migranti”.

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