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    02
    gen.
    2007

    Riassumete l´assicuratore che favoriva i consumatori

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    da L'EspressoSi era opposto al metodo ideato dalla compagnia per aumentare le tariffe.Tre anni fa il licenziamento. Reintegrato dal tribunale di Lecce Si era opposto al metodo ideato dalla compagnia di assicurazione per aumentare le tariffe. E per questo era stato il destinatario di due procedimenti disciplinari, sfociati poi nel licenziamento. Ma ora, lui, un liquidatore con venti anni di esperienza, tornerà al lavoro. Il giudice del Tribunale di Lecce, Francesco Buffa ha infatti dichiarato illegittimo il provvedimento con il quale la compagnia di assicurazione nel 2003 aveva allontanato il dipendente. La decisione del magistrato è arrivata nell´udienza del 20 dicembre scorso: le motivazioni non sono state ancora depositate, ma la sentenza, spiega l´avvocato Piergiorgio Provenzano, «è comunque molto importante».

    La storia del liquidatore comincia quando cinque anni fa la compagnia di assicurazione per la quale lavora, viene assorbita da un´altra che, a suo dire, applica metodi decisamente discutibili, con l´obiettivo finale di giustificare, davanti ai consumatori, l´aumento delle tariffe. Ma lui dice no al sistema. «Si rifiuta – racconta l´avvocato – di praticare prassi liquidative a suo avviso non corrette e lesive dei consumatori». L´assicuratore nota, ad esempio, che le statistiche sul rapporto tra sinistri e premi o sulla media degli incidenti vengono modificate per legittimare l´aumento delle tariffe. Così prende le distanze dall´operato della compagnia, non immaginando, però, le conseguenze. L´azienda dispone il trasferimento in un altro ufficio. Il liquidatore che ha cinquanta anni ed è padre di tre figli, racconta l´avvocato Provenzano, viene emarginato, è vittima di «una azione persecutoria da parte dei suoi dirigenti». In poco meno di 24 mesi è destinatario di due provvedimenti disciplinari che sfociano nel licenziamento. L´assicuratore, però, decide di rivolgersi al giudice del lavoro, impugna la risoluzione del contratto, contestando le motivazioni alla base della decisione dell´azienda. La causa dura tre anni e nel frattempo, continua il legale, «il lavoratore pubblicizza le pratiche irregolari, denunciando i danni e i rischi derivanti dall´eccesso di concentrazione di gruppi assicurativi». La sentenza del giudice Francesco Buffa dà ragione al liquidatore che ora attende la conclusione di due inchieste penali. La prima è stata aperta dalla procura di Lecce che, dopo la denuncia della vittima, sta cercando di verificare se il cinquantenne sia stato vittima di mobbing. Il secondo fascicolo, invece, è al vaglio dei magistrati di Milano. I pm del capoluogo lombardo indagano sulle irregolarità che, secondo il liquidatore, il management della compagnia di assicurazione avrebbe commesso per giustificare l´aumento delle tariffe e quindi per accrescere i profitti dell´azienda ai danni dei consumatori.
     
     

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