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    02
    gen.
    2007

    Sanità, il ticket non è uguale per tutti

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    da Online-News.itAnche in Lazio, Piemonte, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia sono scattati i ticket sui codici bianchi al Pronto soccorso, come previsto dalla legge finanziaria 2007. Dal primo gennaio, infatti, i cittadini che fanno ricorso a prestazioni ospedaliere non urgenti devono pagare un ticket da 25 euro. Un balzello che si somma all’aumento del contributo per le visite specialistiche e gli esami diagnostici. Se infatti il ministero della Salute calcola che dal ticket sui codici bianchi (che non verrà applicato agli esenti, alle vittime di traumatismi e di avvelenamenti acuti) arriverà un ricavo di 13 milioni di euro, i contestuali aumenti per visite ed esami permetteranno complessivamente un risparmio di 823 milioni di euro per le casse dello Stato.

    L’aumento dei ticket per visite specialistiche ed esami previsto dalla Finanziaria sarà invece di dieci euro, cioè da 36,15 euro a 46,15. Saranno comunque esentati i bambini fino a sei anni e gli ultrasessantacinquenni con redditi inferiori a 36 mila euro, pensionati sociali e al minimo, invalidi, disoccupati, esenti per patologia: in totale circa 27 milioni di italiani non soggetti al pagamento. Per alcune amministrazioni, tuttavia, il ticket sui codici bianchi di Pronto soccorso non è una novità. In 12 Regioni la compartecipazione del cittadino ad alcune prestazioni sanitarie è una realtà già consolidata. Forse anche per questo motivo la “riforma” introdotta dalla Finanziaria richiederà tempi più lunghi per entrare a regime. È il caso della Toscana, regione che già applicava un ticket da dieci euro sui codici bianchi e che continuerà per il momento a seguire questa strada. Le aziende sanitarie toscane hanno avuto indicazione di continuare a operare come in passato, cioè applicando la quota fissa di dieci euro per i codici bianchi a tutti gli assistiti. Non scatta quindi, per ora, l’aumento a 25 euro. Entro metà gennaio, inoltre, la Toscana si doterà di un proprio “disciplinare” che regolamenterà tutta la materia dei ticket al pronto soccorso. “Ci siamo impegnati – ha affermato l’assessore regionale alla Sanità, Enrico Rossi – a investire tutto ciò che arriverà dal ticket per rendere i nostri pronto soccorso più efficienti e accoglienti, per diminuire le attese e migliorare gli ambienti e la qualità dell’assistenza. Ogni pronto soccorso del servizio sanitario della Toscana – ha concluso Rossi – avrà una reception dove il cittadino verrà accolto, registrato e indirizzato a seconda del suo problema”. In Sicilia, invece, il ticket nei Pronto soccorso siciliani si pagherà da subito a “prezzo intero”, ma secondo le regole dettate dalla legge regionale sul ticket varata nel 2002. Lo ha stabilito la riunione tecnica che si è svolta oggi presso l’assessorato regionale alla Sanità. Dal vertice tra l’assessore regionale alla Sanità, il dirigente generale del dipartimento Fondo sanitario regionale e l’ispettore sanitario generale della Regione è emerso che la legge Finanziaria nazionale supera la norma regionale, reintroducendo l’istituto del ticket al Pronto soccorso; non supera invece la competenza regionale nelle modalità di applicazione di questo ticket. La circolare esplicativa alle Aziende ospedaliere e sanitarie – che chiarisce appunto le modalità di applicazione – sarà firmata domattina dall’assessore Roberto Lagalla. In essa è stabilito che il ticket dovrà essere pagato per ogni presatazione ritenuta non urgente (codice bianco) anche se il richiedente la prestazione dovesse arrivare al Pronto soccorso con un’ambulanza del 118. Saranno esenti da questo tipo di pagamento i minori di 14 anni e coloro che mostreranno un certificato esenzione, sia per reddito (l’indicatore reddituale Isee deve essere uguale o minore a novemila euro) sia per patologie croniche o invalidanti. Per quest’ultima categoria l’esenzione riguarderà solo le prestazioni riguardanti la patologia riconosciuta. Nei prossimi giorni, la giunta regionale valuterà se richiedere all’ufficio legislativo e legale della Regione un approfondimento tecnico-giuridico, per eventualmente procedere con un ricorso contro la norma o con una nuova legge regionale. Se la Finanziaria ha reso omogenea – almeno sulla carta – l’applicazione del ticket al pronto soccorso su tutto il territorio nazionale, ancora disomogeneo appare invece il quadro per quanto concerne la compartecipazione dei cittadini alla spesa farmaceutica. Nell’ultima seduta utile di dicembre la giunta regionale della Campania, presieduta da Antonio Bassolino, ha approvato una delibera che istituisce il ticket farmaceutico a 1,50 euro, esclusi i farmaci “equivalenti”. Quindi presto anche in Campania – come già avviene in Veneto, Sicilia, Puglia, Piemonte, Molise, Lombardia, Liguria – chi acquisterà farmaci di marca dovrà fare i conti con un balzello ulteriore per ogni confezione, per un massimo di tre euro a ricetta (limite massimo applicato a quanti porteranno in farmacia una ricetta con più prescrizioni di farmaci). La delibera campana fa riferimento ai farmaci di marca, quindi chi acquisterà prodotti con il principio attivo corrispondente non sarà tenuto al pagamento del ticket. Ma la scelta della Regione guidata da Bassolino suscita reazioni. “Una misura odiosa, sbagliata e non concordata – la definisce in una nota la Cgil, la Funzione pubblica Cgil e il sindacato pensionati Cgil della Campania – assunta il 30 dicembre, quasi come se se ne avesse vergogna, in disprezzo ad ogni regola democratica”. Critiche bipartisan anche nel mondo politico: “È significativo che la giunta regionale sia dovuta ricorrere a un vero e proprio blitz di fine anno per aumentare il ticket sui farmaci non generici. Un blitz evidentemente necessario a tamponare una pesante carenza di capacità di concertazione e condivisione con le categorie interessate” commenta il presidente dal gruppo di Forza Italia al Consiglio regionale, Cosimo Sibilia. Mentre Nello Di Nardo, responsabile nazionale Enti locali dell’Italia dei valori, boccia la decisione perché adottatta “contrariamente a quanto riportato dal documento contabile licenziato poco prima” dalla giunta.

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