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    02
    gen.
    2007

    Ok usa al consumo di alimenti provenienti da animali clonati

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    da Vegetariani.it Il governo degli Stati Uniti ha stabilito che consumare cibi contenenti parti di animali clonati non pone alcun rischio per i consumatori e che, anzi, sui prodotti non sono neppure necessarie etichette che indichino la provenienza delle carni.Lo ha deciso la Food and Drug Admninistation, l'ente federale che sorveglia sulla sicurezza del mercato alimentare e farmaceutico negli Stati Uniti. Il caso ha sollevato le critiche di gruppi e associazioni che si battono per la messa al bando della clonazione negli Stati Uniti.

    La carne e il latte prodotti da allevamenti di animali clonati è sicura al pari degli stessi prodotti ottenuti tramite l’utilizzo delle pratiche tradizionali”, avevano anticipato in un articolo pubblicato in una rivista scientifica Larisa Rudenko e John Matheson, due ricercatori della Food and Drug Administration. L’Fda ritiene anche che, in vista della vendita di questi prodotti in futuro, non sarà necessaria alcuna etichetta che spieghi la reale natura degli animali, cioè il fatto che siano stati clonati. E’ una decisione contro la quale le associazioni per i diritti dei consumatori si batteranno duramente. “I consumatori rischiano di consumare un prodotto che presenta alcuni interrogativi sul fronte della sicurezza e che pone molti problemi di carattere etico”, ha commentato Joseph Mendelson, direttore legale del “Center for Food Safety” (Centro per la sicurezza dei beni alimentari). E Carol Tucker Foreman, responsabile della divisione della “Consumer Federation of America” (Federazione che riunisce i consumatori in America) ha aggiunto che l’Fda ignora i risultati di alcune ricerche, che hanno messo in evidenza come gli animali clonati muoiano con maggiore facilità e possano anche dare alla luce una progenie deforme, più spesso di quanto non accada in natura. “La carne e il latte prodotti dagli animali clonati non apportano alcun beneficio ai consumatori, e i consumatori non li vogliono”, ha detto Foreman. Non la pensano però allo stesso modo gli scienziati dell’Fda, che ritengono che gli animali clonati, almeno fino a un’età compresa tra 6 e i 18 mesi, non sono neanche riconoscibili a quelli non clonati. L’effettivo via libera alla vendita di generi alimentari che derivano da animali clonati è ancora lontano; lo stesso divieto informale rimarrà intatto per molti mesi, dal momento che l’Fda, nonostante l’annuncio di oggi, terrà comunque conto dei commenti delle associazioni di consumatori.

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